Il grillo nel focolare
by Charles Dickens
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Anche se erroneamente riportato come "Vol de nuit" nel controfrontespizio, il titolo originale di questo racconto è "The Cricket on the Hearth. A Fairy Tale of Home", ed è stato originalmente pubblicato nel 1845, come "Christmas Story".

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20
FilcoupèFilcoupè wrote a review
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L/ne
Account deletedAnonymous wrote a review
Terzo dei cinque Canti di Natale. I buoni, il cattivo che si ravvede, folletti (in questo caso un grillo -absit iniuria verbis- autentico Genius Loci della casa) e qualche fugace spettro: è Dickens. « Hai letto i Libri di Natale di Dickens? Io ne ho letti due, e ho pianto come un bambino, ho fatto uno sforzo impossibile per smettere. Quanto è vero Dio, sono tanto belli - e mi sento così bene dopo averli letti. Voglio uscire a fare del bene a qualcuno [...]. Oh, come è bello che un uomo abbia potuto scrivere libri come questi riempendo di compassione il cuore della gente! » (Robert Louis Stevenson)
Giovann RomanGiovann Roman wrote a review
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Un gioiellino dimenticato
Nel suo famoso saggio dedicato a Dickens, George Orwell paragonava i personaggi dickensiani a delle miniature dipinte su una tabacchiera: nitide e precise in ogni dettaglio ma fisse, incapaci di approfondimento e di evoluzione psicologica, a differenza dei personaggi di Tolstoj. Dopo aver letto Il grillo del focolare concordo solo in parte. È vero, Dickens ha una straordinaria capacità di osservazione che spesso si cristallizza in macchietta, ma in questo racconto il difetto si sente molto meno perché le interazioni tra i personaggi – eccettuato il finale, vedremo perché - sono naturalissime, rigorose, senza dispersioni e lungaggini, li rendono vivi e credibili. È difficile stabilire chi sia il vero protagonista. Non tanto gli individui quanto la Casa e il Tempo, simboleggiati rispettivamente dal Grillo, il vero genius loci, e dall'orologio olandese col falciatore (allusione più che trasparente alla Morte). È nella casa dei Peerybingle che rischia di consumarsi un terribile dramma della gelosia, e il tempo è il fattore che condiziona e rende inquieto il matrimonio tra un uomo quasi anziano (anche se buono e onesto) e una donna anche lei buona e onesta ma molto più giovane di lui. Il tempo è quel che proietta nel presente un amore dimenticato nel passato. Il tempo interviene anche nella seconda coppia parallela alla prima: un vecchio e maligno fabbricante di giocattoli fidanzato (!) con una giovane donna figlia di una famiglia “distinta” caduta in bassa fortuna. Un terzo elemento, forse, è la Fantasia, come vediamo nel rapporto tra Caleb che vive nella più squallida miseria, maltrattato e disprezzato dal suo principale, e la sua figlia cieca alla quale egli fa credere di vivere nel decoro e nell'agiatezza, e che le beffe e le malignità del padrone non siano altro che bonarie prese in giro di un uomo rude ma fondamentalmente buono, troppo timido per essere ringraziato. È forse questo il sotto-intreccio più interessante del racconto sia per il fortissimo contrasto tra la fantasia poetica e la squallida realtà, sia perché le continue bugie “a fin di bene” di Caleb producono una conseguenza imprevista e potenzialmente tragica: illudono la cieca e la fanno innamorare del padrone, che invece la ritiene una povera ritardata mentale. Tre coppie dunque, e tutte e tre asimmetriche: marito anziano / moglie giovane; fidanzato vecchio e maligno / fidanzata giovane costretta al matrimonio; padre povero e disperato / figlia cieca e illusa. Infine l'elemento perturbatore che scatena la crisi e fa esplodere contemporaneamente i tre rapporti: il Vecchio misterioso, il passato che ritorna, forse un amore giovanile non corrisposto... Sono dei clichés, dei classici topoi letterari, ma qui Dickens li tratta con particolare abilità, distendendosi nel racconto, pennellando magnificamente i dettagli, le atmosfere e i paesaggi come poteva fare uno scrittore “popolare” prima dell'invenzione della TV. Nonostante i capitoli siano tre, dedicati rispettivamente all'idillio, alla scoperta del “tradimento” e allo scioglimento del dramma, a mio parere la divisione fondamentale dell'opera è tra tutto quanto avviene prima del denouement e tutto quel che avviene dopo. Mentre ogni particolare è perfettamente coerente, preciso, rigoroso fino al momento in cui John Peerybingle prende il fucile per ammazzare il misterioso Straniero, da quel punto in poi il racconto prende una piega onirica e magica che rende assolutamente improbabile tanto il “ravvedimento” di John quanto lo spettacolare colpo di scena che seguirà, e ancor più l'immancabile zuccheroso “lieto fine” carico di buoni sentimenti fino all'inverosimile… tanto che lo stesso Dickens sembra essersene reso conto quando conclude malinconicamente che si è trattato solo di un sogno, di cui non resta nulla se non il Grillo e un giocattolo rotto che giace per terra. Sempre Orwell, nel saggio citato in apertura, scriveva che Lenin rimase così disgustato dal “sentimentalismo borghese” di Dickens che si alzò e se ne andò nel bel mezzo di una scena dal teatro dove si rappresentava un adattamento dell'opera. A leggere le ultime pagine si sarebbe tentati di dargli ragione, ma la domanda interessante è: perché tanto sentimentalismo? Perché trattare in modo così ultimamente melenso un tema serio come l'adulterio, che D. H. Lawrence o Henry James avrebbero trattato con ben altra drammaticità? Perché questa fuga dai problemi, affogati in una melassa di buoni sentimenti? Forse perché la prima età vittoriana, a differenza di quel che venne dopo, pur non potendo ignorare le inquietudini sociali, economiche e spirituali che cominciavano a emergere dal suo stesso seno, le esorcizzava con un risoluto “ottimismo della volontà” (è forse difficile per noi comprendere quanto straordinario e indiscusso fosse il progresso allora, prima della Guerra Mondiale) e con quel che rimaneva di una generosa fede cristiana. Il tempo si sarebbe incaricato di smentire l'ottimismo di Dickens, ma Il Grillo del focolare resta come un piccolo gioiello di letteratura inglese vittoriana, un capolavoro in cui Dickens ci prende per mano e ci fa attraversare l'allegria, l'affetto, l'inquietudine, la paura, il pathos e poi il sollievo e le risate di un amore ritrovato. Il dono più bello che questo libro può farci è che mentre lo leggiamo ci si sente accompagnati da un amico.
NadiezdaNadiezda wrote a review
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Una piccola/grande novella
Mi sono sempre piaciuti i classici e quando dovevo leggere libri in madrelingua molto spesso mi è capitato di scegliere le novelle di Charles Dickens. Il libro è datato 1845. Viene narrato un piccolissimo racconto: tranquillo, innocente, calmo e davvero delizioso. Una veloce favola domestica, un canto di Natale non molto diffuso in Italia. Si possono trovare tra le righe i sottili giochi di parole di cui l’autore ne fa spesso uso. Il protagonista è un piccolo grillo che vive sul focolare di John. Si tratta di un grillo speciale, molto speciale! Infatti questo animaletto sa parlare, sa consigliare e si comporta come un guardiano nei confronti della famiglia che lo ospita. Una novella veloce che vi tiene incollati fino alla fine. Da leggere davanti al caminetto acceso, con una buona tazza di cioccolato al proprio fianco mentre fuori comincia a nevicare.
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VENDO
Racconti di Natale (4 romanzi).
EllyElly wrote a review
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L'ho trovato contorto e poco magico. Per capire davvero la storia mi sono aiutata con le recensioni trovate in internet. Lo rileggerò una seconda volta per poter assaporarne i minimi particolari, dato che ora so come va a finire! Comunque con Dickens è sempre così: all'inizio non mi piace e poi lo adoro, per lo meno è quello che è successo con Canto di Natale, che è diventato uno dei miei libri preferiti e che ogni anno rileggo!
IncipitmaniaIncipitmania wrote a review
Viandante JanViandante Jan wrote a review
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Forse il minore dei tre racconti di Natale di Dickens
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Che lo spirito del Natale scenda su di me e mi illumini, perchè io davvero non ho capito cos'ha di natalizio questo racconto! Bastano un grillo parlante, una ciechina e delle fate a fare Natale? A me è sembrata una favola e basta, del Natale neanche l'ombra.
raikoraiko wrote a review
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Dickens mi incanta. Anche questa volta!