Il mio nome è Legione
by Roger Zelazny
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Nella fantascienza americana Roger Zelazny occupa da quasi trent'anni un posto da maestro: oggi, è vero, non sembra più prolifico come una volta, ma proprio per questo l'apparizione di un suo volume di racconti dev'essere salutata come un "evento" da non perdere. La sua caratteristica, come sempre, è quella di fondere mirabilmente fantasy e sf: non per creare prodotti ibridi, naturalmente, ma anzi per liberare le sue invenzioni da ogni strettoia, da ogni convenzionalismo, e farne qualcosa di estremamente personale. Anche Il mio nome è legione conferma questa tendenza, e a metà degli anni Novanta dimostra ancora una volta le capacità inventive di uno scrittore caro a tutti gli appassionati. Uno scrittore, ricordiamolo appena di sfuggita, tenuto a battesimo proprio sulle pagine di URANIA con il memorabile La pista dell'orrore.

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Account deletedAnonymous wrote a review
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Tre racconti con protagonista il tecno-mercenario senza fissa identità. Non dei grandi racconti, ma gradevoli. Ci si interroga su cosa sia la persona, cosa ci renda ciò che siamo e cosa sia l'intelligenza e tutti i soliti interrogativi della fantascienza, dagli anni sessante del novecento in poi. Il protagonista è poco credibile, ma penso sia la parte meno importante dei racconti :)
DrRestlessDrRestless wrote a review
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Nonostante il titolo, il libro non ha alcuna attinenza con Diavoli e demonismo. Si tratta di tre lunghi racconti riuniti da un unico protagonista, un agente segreto indipendente insieme iperviolento e pieno di buoni sentimenti. Bella la citazione di Loren Eiseley, a margine di un racconto che ha sullo sfondo i delfini: "Siamo tutti fossili potenziali che portano nei loro corpi tutte le grossolanità delle nostre vite precedenti, i segni di un mondo in cui le creature viventi passano fluttuando da un'epoca all'altra con un briciolo di consistenza in più delle stesse nubi." Nel complesso evitabile.
Bert CamembertBert Camembert wrote a review
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Prova deludente questo romanzo di Zelazny costruito attorno al racconto "Home is the hangman" (vincitore di un Nebula) a cui l'autore ha appiccicato due altri racconti di levatura notevolmente inferiore. Il collante di queste tre storie è l'io narrante, un geniale programmatore che al momento dell'istituzione della Banca Dati Mondiale riesce a cancellarsi dagli archivi e tramite delle porte di accesso a creare, utilizzare e poi sopprimere identità. Per vivere diventa una specie di agente segreto al soldo di una compagnia d'investigazioni privata; é una figura poco credibile di James Bond tecnologico e filosofo. I primi due racconti sono talmente noiosi e piatti che neanche il terzo riesce a riscattare il tempo perso a leggerli.
LuciferasiLuciferasi wrote a review
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NON leggete questa edizione, la traduzione è piena di refusi. Ma non è colpa di Roger Zelazny, ovviamente, che ha scritto invece un gran bel libro, in cui i temi dominanti (l'identità, il controllo dei dati, la volontà) sono ottimamente tratteggiati, grazie anche a un protagonista carismatico nel suo essere anonimo e a una storia che si sviluppa tra sottotrame e disegni più grandi, con tanto di finale inaspettato.
ThreeballsThreeballs wrote a review
"Mi aspettavo qualcosa di +"
Una decente raccolta di racconti.......ne sono rimasto un po deluso; avevo già letto qualcosa d'altro dell'autore e non mi aveva soddisfatto, penso che difficilmente leggero altro di questo scrittore.....