Il mostro mite
by Raffaele Simone
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Raffaele Simone attacca i luoghi comuni della sinistra: ovunque abbia governato ha fallito, le sue parole d'ordine sono svuotate di senso, la sua proposta politica è vaga e spesso incoerente. Peggio, non ha capito il cambiamento: si è trovata del tutto impreparate di fronte alla globalizzazione, che ha investito la produzione, la finanza e il commercio e ha creato nuovi imponenti flussi migratori. Soprattutto, non si è accorta di una nuova destra, la neodestra, che ha costruito le sue fortune sul consumo e sul dominio dell'immagine, accantonando gli aspetti più clamorosamente repressivi e reazionari.

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JeSuisBohémienJeSuisBohémien wrote a review
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Libro che offre disamine utili e interessanti in merito alla Sinistra oggi e al potere delle Neo destre. Fondamentalmente dice cose che sono sempre state sotto gli occhi dei più attenti, ma ha il pregio di essere chiaro nel merito.
EnzoEnzo wrote a review
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Troppo anticomunista militante, ma con alcune riflessioni interessanti.
TuxtucisTuxtucis wrote a review
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Il volume del linguista Raffaele Simone si propone di spiegare in tre parti perché nelle moderne democrazie occidentali le sinistre risultino sconfitte sul piano delle idee, incapaci di realizzare programmi autenticamente progressisti anche nel -difficile- caso che riescano a vincere le elezioni. Nella prima parte l'autore analizza con lucidità gli errori storici della sinistra, dal suo legame con l'esperienza comunista, alla tolleranza nei confronti della criminalità. E' la parte migliore del libro, caratterizzata da notevole lucidità, anche se non da altrettanta originalità nonché da una certa tendenza alla generalizzazione (specialmente nel minimizzare le differenze tra i vari regimi comunisti). Nella seconda parte invece si affrontano le ragioni dell'affermazione della Neo-Destra (il mostro mite del titolo), rinvenibili sostanzialmente nell'affermarsi del consumismo e dei mezzi di comunicazione di massa. E' la parte peggiore del libro, non priva di tratti paranoidi e di rimandi ad autori non sempre lucidi nella loro analisi (Pasolini, Debord). Nella terza parte si spiega perché la natura umana, di per sé, propende verso la destra, più indulgente verso i difetti, che verso la sinistra, che richiede un continuo sforzo di auto-miglioramento. Anche in questo caso l'analisi è piuttosto lucida, ma non particolarmente originale. Nel complesso un libro che merita di essere letto per le notevoli capacità di scrittura ed il livello intellettuale dell'autore, sebbene non dica sostanzialmente niente di nuovo.
ZenoneZenone wrote a review
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Le prime cento pagine un pò noiose, critica e lamentazioni sulla sinistra, da parte di chi è di sinistra, sentite e risentite. Dalla 99esima pagina si comincia ad analizzare il fenomeno del "mostro mite", questo matrix che ha cominciato ad avvolgere tutte le società post-moderne e che ha addormentato la coscienze trastullandole in un benessere effimero. Una situazione nella quale essere di destra, di quella destra becera ed egoista, diventa naturale e confortante, mentre essere progressisti e di sinistra comporta uno stato di continua tensione e, come qualcuno direbbe, è come navigare "in direzione ostinata e contraria".
SeiAiKen [精 愛 剣]SeiAiKen [精 愛 剣] wrote a review
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Essere di sinistra è molto difficile perchè richede partecipazione e la partecipazione richiede il proprio impegno.
[scaramacai][scaramacai] wrote a review
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Una puntuta disamina sulla degenerazione dell'idealismo tipicamente di sinistra e del progressivo affermarsi di quei valori (se così possiamo chiamarli..) che, sotto l'egida di un Mostro Mite, trovano nella Neodestra il principale interprete. Saggio accessibile e ricco di spunti per una riflessione che vada oltre la banalità dei dibattiti politici cui siamo ormai avvezzi.
IabicusIabicus wrote a review
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Ambidestri
Ho finito questo libro nelle stesse ore in cui Obama si scusava davanti all'America per non aver saputo ascoltare la voce della gente. Negli Stati Uniti il popolo dei Tea Party guadagna consensi, con argomenti, ritualità e iconografie che a me ricordano l'immaginario leghista, o certi canti delle sirene la cui eco è ancora perfettamente tra noi, dagli anni '80 ad oggi. Il libro consente di capire le motivazioni profonde che hanno portato una certa "neodestra" a convincere l'occidente, anacquando una sinistra sempre più smarrita e inquinata da condizioni di benessere diffuso. Come a dire, se la lotta di classe e i valori più classici della sinistra non consentono più di riconoscersi in "opposizione" a qualcosa d'altro, quel qualcosa d'altro si fa più convincente, sfidando a volte sulle stesse tematiche, altre volte facendo del populismo la migliore promessa elettorale, sempre e comunque in un contesto che ha smarrito definitivamente le coordinate della politica come "arte della cosa pubblica", per ritrovarcela come un qualsiasi altro bene di consumo. Destra e sinistra diventano brand all'interno delle quali rispecchiare un'identità sociale, un'appartenenza di status, da indossare o meno a seconda delle circostanze. Questo è il Mostro Mite che ha polverizzato le ideologie e - parafrasando il sottotitolo - è proprio per questo che la sinistra non va a occidente...
Arcady28 Arcady28 wrote a review
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veramente interessante, un libro molto diverso da tutto che ciò che è stato fin'ora prodotto perché l'analisi politica fa il paio con l'analisi culturale...da leggere...
FioridilyllaFioridilylla wrote a review
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Enrico CrosatoEnrico Crosato wrote a review
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Essere di sinistra è molto difficile, me ne accorgo tutti i giorni. Tra le pagine di questo libro ho scoperto perché. L'autore, il linguista Raffaele Simone, è forse un po' troppo tranchant su alcuni giudizi, ma in generale argomenta le discussioni in modo decisamente convincente. Mi auguro tuttavia che si sbagli, nella conclusione a cui giunge a fine libro...