Il piacere
by Gabriele D'Annunzio
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Con "Il piacere" pubblicato nel 1889, Gabriele D'Annunzio introduce nella nostra letteratura il personaggio dell'eroe decadente, in contrasto con il naturalismo e il positivismo allora imperanti. Con D'Annunzio "risuonò nella letteratura italiana una nota, fino ad allora estranea, sensualistica, ferina, decadente" (Benedetto Croce). Edizione integrale, durata: 13 ore. Lettura interpretata da Claudio Carini.

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ChiattivaChiattiva wrote a review
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Appartenente – insieme a “L’innocente” e “Il trionfo della morte” – alla trilogia dei “Romanzi della Rosa”, “Il piacere”, mai nessun appellativo poteva essere più azzeccato, racconta di società nobili o altoborghesi che abitano sfarzosi palazzi con camini di marmo, pareti piene di opere d’arte, tappeti persiani ecc., le quali vivono una sessualità libera (si scambiano gli amanti), il cui protagonista, Andrea Sperelli, un dandy che abita l’Italia tutta (dall’Abruzzo al Lazio, Umbria ecc., senza farsi mancare capatine tra Parigi e Londra) si innamora di Elena Muti. Dal loro ritrovarsi dopo essere stati amanti, si ripercorre la storia in un lunghissimo flashback, passando per le avventure di Andrea e il matrimonio di Elena. D’Annunzio era un edonista, si sa, e in Andrea Sperelli c’è molto di colui che lo concepì. Ma non è l’autore, né la trama, il motivo per cui leggere un romanzo così âgée. La ragione è certamente la prosa raffinata e scorrevole (nelle storie metto qualche citazione per farvi capire, ma badate bene che gli errori non sono miei: appartengono agli arcaismi della nostra lingua). In ogni caso, a prescindere dal ruolo che D’Annunzio ebbe durante il fascismo – ovviamente da condannare come tutte le idee e le azioni di quell’orrendo movimento – nello stile, questa infausta influenza lo induce alla traduzione coatta di termini e persino nomi stranieri (uno su tutti: Ludovico Beethoven; non si sa perché, poi, dal momento che il romanzo è pieno di citazioni latine e frasi in altre lingue). Ma è questa, a mio parere, l’unica pecca, in un linguaggio per il resto ricercato e poetico, dove ci sono numerosissimi richiami all’arte, soprattutto pittorica, nonché accostamenti di soggetti e personaggi con altrettante opere. È certamente l’introspezione, il racconto dei pensieri, la novità introdotta da questo romanzo, preceduto da antenati più romantici e realistici, che porta l’autore, per il tramite del suo protagonista, a indagare i sentimenti e i moti umani, analizzati quasi come farebbe uno psicologo. Mi sembra anche che ci sia un certo sessismo di fondo: le donne ridacchiano emulando il gruppo di uomini che ascoltano parlare latino, senza capirlo.
Davide Matteo GuarneriDavide Matteo Guarneri wrote a review
Un vortice di piaceri
Un aristocratico esteta che assiste impotente al naufragio del suo mondo,sommerso dal diluvio democratico,dagli homines novi della rampante borghesia del danaro e degli affari... Come sfuggire,come anestetizzare quel senso di angoscia e di vertigine? In un vortice di piaceri,di seduzioni,di affabulazioni,di ebbrezze sensuali e spirituali... E tutto intorno Roma,mai così bella,mai così magica,mai così seducente!
DavideDavide wrote a review
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fastidio
Una rappresentazione di un mondo in una maniera stucchevole che ho odiato, la prosa forbita non è stata sufficiente per non farmi odiare ogni singola frase
Maria ValentiMaria Valenti wrote a review
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A volte un romanzo è meglio di una guida turistica! Scopro come si abitava a ROMA nel 1885 in Ville e Palazzi, che oggi sono Gallerie e Musei; come si percorrevano vie e piazze, dove fontane costruite dal Bernini spruzzano acqua da 500 anni, per volere dei Papi. E le vetrate e le cancellate che i tramonti rendevano melanconici come ora... Siamo ancora a Roma con Andrea il protagonista di D’Annunzio… e pioveva pioveva! Piazza di Trinità dei Monti in cima alla gradinata con la chiesa, l'obelisco e il panorama Lo stelo della Concezione? E la Barcaccia con i diamanti? E l’abbraccio della gradinata verso la chiesa di Carlo VIII?... Io mi sono impegnata per vedere tutto! Ma non è una guida... è un libro di pensieri, speranze, passioni e sensazioni.
Tommaso ReinaTommaso Reina wrote a review
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Audiolibro (Biblioteca) Considerazioni differenti: se ripenso alla storia, mi ha davvero annoiato. Narra di un amore combattuto tra un giovane aristocratico e una bella e giovane donna, si lasciano, si ritrovano … lei sposa un ricco signore inglese, lui concupisce alcune nobildonne.. poi lei ritorna da lui però si ammala, lui perde un duello … comunque: DUE PALLE! Se invece mi soffermo al piacere dell’ascolto, sulla ricerca delle parole usate, sulla tecnica di stesura … era uno scrittore assolutamente fuori dalla massa, un vero fuoriclasse! Però sto libro non lo rileggerei neanche a pagarmi!
CarolaCarola wrote a review
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Tra le prose dannunziane, èrimasto l'unico romanzo leggibile, perchè sfugge all'ampollosità e alle ridondanze dei libri successivi
Otello60Otello60 wrote a review
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E' D'Annunzio che si legge con piacere. Ricercatezza intensa e inno alla bellezza.
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"Il piacere" è un'originale espressione del desiderio di immortalità e gloria dell'essere umano, ma anche della paura di non poterlo realizzare e di soccombere nel cammino tortuoso che occorre affrontare. Il desiderio di un personaggio, ma anche il desiderio del suo autore, che, per quanti giudizi e pregiudizi possa attrarre su di sé, per quanto discutibili possano apparire le sue scelte, ha sempre messo sotto i riflettori tutto se stesso, creando il proprio mito ma mostrandone inevitabilmente anche la fragilità. athenaenoctua2013.blogspot.com/2021/01/il-piacere-gabriele-dannunzio.html
PalminaPalmina wrote a review
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Difficile
romanzo molto difficile a causa del linguaggio ricercato ma anche per l'ambientazione: la vita a quei tempi era molto diversa che ai giorni nostri,. I personaggi conducevano un'esistenza vuota, inutile superficiale. L'ho trovato molto noioso. Però, questo è il classico libro che mentre lo leggi ti annoi, ma che arrivati alla fine ...dimentichi tutto. Tutte le difficoltà le cancelli e pensi che ne è valsa la pena di andare avanti. ... Trovo che il finale sia bellissimo , affascinante struggente. Comunque la vera protagonista, la Dama più affascinante di questo romanzo è Roma . L'amore vero che si legge tra queste righe è l'amore che il nostro autore ha per la città immortale. Le descrizioni di Roma sono bellissime. Roma viene descritta in tutto il suo fascino al tramonto con i suoi cieli rossi, alla sera, al crepuscolo... ma l'immagine della maestosità di Roma supera ogni aspettativa quando Roma è illuminata dal plenilunio... Chi non l'avesse letto lo legga... pazientando!
Liberty RoseLiberty Rose wrote a review
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Spoiler Alert
Tra la carne e lo spirito
Ho letto questo romanzo da adolescente e ricordo che mi affascinò profondamente, sebbene poi non sia riuscita a proseguire nella lettura di quest'autore, delusa invece da IL FUOCO. A mio avviso D'Annunzio diede il meglio di sé come narratore proprio in questo volume, IL PIACERE di D'Annunzio. Il libro mi affascinò per le sue atmosfere decadenti e raffinate, per la sua prosa colta ed elegante, per il modo suggestivo e interiore con cui D'Annunzio raccontò la storia di Andrea Sperelli, un dandy che concepiva la sua vita come un'opera d'arte e che introduceva anche nella letteratura italiana la figura dell'artista decadente e dedito ai piaceri. La storia racconta di come Andrea, aristocratico appassionato d'arte, arrivato a Roma comincia a frequentare feste e circoli elitari dove conosce la bellissima Elena Muti, una giovane contessa rimasta vedova, che rappresenta la donna fatale, dall'indole appassionata e dirompente. Con lei intreccia una focosa relazione che termina quando la donna gli comunica di aver deciso di lasciare la capitale. Andrea entra in un vortice di perdizione e piacere, fino a quando un giorno non conosce Maria Ferres, donna casta e religiosa di cui si invaghisce e che intende a ogni costo conquistare. Lei rappresenta una femminilità opposta a quella di Elena e una sorta di salvezza per Andrea. I due s'innamorano, ma quando Elena torna a Roma i sentimenti di lui si confondono e rischierà di perdere tutto. Romanzo che possiede una forza narrativa notevole, una prosa elegante e un'introspezione degna di nota, oltre che affronta temi importanti come l'amore finalizzato al puro piacere e quello inteso invece come spirituale e puro.