Il pollice del violinista e altre storie perdute d'amore, di guerra e di genialità narrate dal nostro codice genetico
by Sam Kean
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La specie umana è stata sul punto di estinguersi? Può la genetica spiegare l'amore ossessivo di certe persone per i gatti? Perché nascono individui privi di impronte digitali e bambini con la coda? Che cosa possono dirci i geni sulla morte prematura del faraone Tutankhamon o sulla vicenda di Tsutomu Yamaguchi, il giapponese sopravvissuto a due esplosioni nucleari? Quale combinazione genetica creò le dita straordinariamente flessibili di Paganini? Con la consueta brillantezza e il peculiare gusto per l'aneddoto scientifico, Kean esplora queste e altre questioni, e ci mostra come da qualche parte, nel groviglio di filamenti della doppia elica, si trovino le risposte a molti misteri sugli esseri umani. La decifrazione del codice genetico non è stata facile, ma grazie a essa gli scienziati sono ora in grado di leggere le storie stupefacenti e vecchie di migliaia (o a volte milioni) di anni scritte nel nostro dna. Come un antico oracolo che non ha ancora smesso di parlare, il dna sa raccontarci le grandi saghe delle origini e dell'evoluzione della nostra specie, la più dominante che il nostro pianeta abbia conosciuto, e insieme le semplici storie individuali, dimostrando l'impatto decisivo che l'eredità genetica ha sul destino di ciascuno di noi. Ma non si pensi che il sequenziamento del genoma umano rappresenti un punto d'arrivo. Le nuove frontiere dell'ingegneria genetica aprono prospettive che ci affascinano e al tempo stesso ci terrorizzano, specie quando lasciano intravedere la possibilità di «modificare la nostra stessa essenza chimica, e di inventare da capo la vita».

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Dario VareseDario Varese wrote a review
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“Il Pollice del Violinista”, titolo originale: “The Violinist’s Thumb – And Other Lost Tales of Love, War, and Genius as Written by Our Genetic Code”, di Sam Kean, Giovanni Muro, edizioni Adelphi, ISBN 978-88-459-3060-7. Paganini fu un grande violinista, ma alcuni ipotizzano che le sue eccezionali capacità dipendessero anche dal fatto che fosse dotato di dita estremamente lunghe e flessibili, caratteristica che porta il nome di aracnodattilia. Egli, per esempio era in grado di torcersi il pollice tanto da arrivare a toccarsi il polso del medesimo braccio. Godette però di salute cagionevole; soffriva forse di sindrome marfanoide? Il cervello di Einstein ha qualche aspetto eccezionale che ne possa giustificare il genio? Tra l’altro, avete idea di che fine abbia fatto tanta materia grigia? In che formula genetica risiede l’eccezionalità degli esseri umani rispetto agli altri primati? Abbiamo molti più geni delle scimmie? Perché i Neanderthal si estinsero? Potremo e, soprattutto, ha senso clonarci? Qual è l’origine, la storia e il bilancio del costoso progetto di ricerca sul genoma umano (HGP) ormai concluso fin dal 2003? Quali pericoli etici e morali o quali benefici ha apportato? Ed altro ancora … Sam Kean ha la grandissima capacità di stupire e incuriosire parlando di scienza. Dopo il “Cucchiaino scomparso” (9788845927355, Adelphi) che trattava delle meraviglie della chimica e dalla storia della tavola periodica, ci racconta in modo divertente l’avventura della ricerca genetica partendo dagli albori, alle prese con piselli, sperma di salmone e moscerini della frutta fino alle recenti scoperte, passando per il progetto HGP, tanto discusso quanto costoso, che ha consentito la prima mappatura del genoma umano (o meglio … la prima mappatura completa di UN PARTICOLARE essere umano!), raccontandoci, nel contempo altre cose divertenti e meravigliose, ad esempio, storie e avventure del nostro lento divenire esseri umani e del nostro sodalizio genetico con virus e batteri. Lo sapete che stavamo per estinguerci e che, nel DNA c’è la prova di tutto ciò? … Leggere per credere!