Il porto delle nebbie
by Georges Simenon
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Il piccolo porto di Ouistreham, Bassa Normandia, è immerso nella nebbia, una nebbia silenziosa che sembra invadere tutto: le strade, le case, perfino i caffè in cui si muovono ormai quasi invisibili i suoi abitanti. Maigret vi arriva per accompagnare un uomo che ha perso la memoria e che subito dopo vi perderà la vita... un caso memorabile per il commissario.

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FatimaFatima wrote a review
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Mi stupisco sempre di come Simenon riesca ad evocare atmosfere e a delineare personaggi, a cui ci si affeziona, anche quando ci appaiono nei loro panni più sporchi. La vera protagonista dei suoi romanzi è una cupa malinconia che avvolge ogni cosa, ogni essere, come la nebbia che sale da una delle tante chiuse che l'autore ci ha fatto conoscere nei suoi romanzi.
LucaDSLucaDS wrote a review
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Il porto delle nebbie - se non erro - è in assoluto il primo racconto di Simenon con Maigret (e comunque tra i primi degli anni '30). L'ho riletto proprio in questi giorni, a distanza di anni, e confermo - oggi come allora - che l'ambiente del porto, delle chiuse, dei locali frequentati da portuali, naviganti e pescatori, descritti da Simenon rimane di una prepotente realtà.
MauriziaMaurizia wrote a review
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E' un genere che non mi appartiene. Come sempre un finale sorprendente che ci restituisce un umano e sensibile commissario Maigret. Però un bel titolo: Il porto delle nebbie, metafora del giallo ed esempio della leggerezza nella scrittura come da le Lezioni americane di Calvino
SimonaSimona wrote a review
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Sono rimasta un po' delusa, lo ammetto a malincuore.. è il primo Maigret che leggo, molto diverso dai romanzi di Simenon a cui sono piacevolmente abituata, romanzi attenti, precisi, in cui l'autore indaga con attenzione e accuratezza oserei dire quasi chirurgica l'animo umano.. In questo giallo di Maigret ho trovato molto bella l'ambientazione nell'atmosfera nebbiosa e cupa del porto in una regione della Bretagna ma non mi ha tenuto sempre viva l'attenzione nell'evolvere della storia.. Mi è sembrato il riscaldamento che gli sportivi sono avvezzi a fare prima di una partita importante o di una gara (i suoi romanzi non Maigret).. peccato..
JanpyJanpy wrote a review
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'nsomma! Nulla di che
Ambientazione e narrazione molto interessanti. Meno la storia, non mi ha convinto la parte finale.
LaurettaLauretta wrote a review
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Maigret è una certezza. Romanzo intelligente: coinvolgente, intricato e imprevedibile quanto basta. Molto bella l'ambientazione creata da Simenon e l'atmosfera del porto e del paesino di pescatori. Da leggere.
AGOAGO wrote a review
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Bello e intricato, con un Maigret in difficoltà ma che ne accresce il fascino... L'ambientazione nebbiosa e della Francia del nord molto ben raccontata...
AK-47AK-47 wrote a review
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Quanto sono tosti e cocciuti questi marinai bretoni! Maigret segue il caso di un uomo che viene trovato un giorno a Parigi, con il cranio prima fracassato e poi ricucito con abilità chirurgica, ma senza memoria recente di ciò che gli è accaduto. Dalle carte si risale alla sua identità e al suo domicilio, un paesino di mare in Bretagna, dove l'uomo lavora come guardia no del porto. Una volta accompagnato a casa, in treno, da Maigret, l'uomo viene fatto fuori da sconosciuti, avvelenato con la stricnina. Maigret indaga, in un ambiente ostile, anche dal punto di vista climatico(un nebbione fitto e aria di burrasca) e tra gente diffidente, manesca e ostinatamente taciturna. Il mio primo Maigret, un buon romanzo di genere, con un'atmosfera tesa e una bella trama.
eddy64eddy64 wrote a review
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Nebbia fitta per Maigret
Era parecchio tempo che non leggevo un “Maigret”. Romanzi di Simenon si, ma con protagonista il famoso commissario era un po' che non ne prendevo in mano. La scelta è caduta su questo scritto nel 1932 ed ambientato in un piccolo porto della Bretagna, quella provincia tanto cara a Simenon e che tante volte ha descritto nei suoi romanzi. Il primo capitolo ci porta rapidamente dentro la storia: a Parigi viene trovato un uomo apparentemente privo di memoria e dell’uso della parola, con una grave ferita alla testa curata di recente; dopo alcuni giorni viene identificato dalla domestica come il capitano Joris, scomparso da un mese dal porto di Ouistreham sulle coste bretoni dove Maigret li riaccompagna: purtroppo la prima notte il capitano viene ucciso con una buona dose di stricnina… Maigret, per indagare, comincia a frequentare i marinai del porto, ad ascoltarne le chiacchere, a bere in loro compagnia, a farsi sentire uno di loro.. perché tutti sembrano sapere qualcosa ma nessuno si sbottona più di tanto, nemmeno il sindaco. Il paese è avvolto da una atmosfera strana, angosciante, accentuata da una nebbia fitta, da rischiare di cadere nel canale. Al di là del mistero, che troverà una sua soluzione solo nelle ultime pagine, Simenon dimostra ancora una volta la sua capacità di analisi dei personaggi, caratterizzati con poche frasi, pochi passaggi, quasi il non detto, il lasciato in sospeso tra le righe abbia più importanza di quanto esplicitato. E al commissario Maigret, caparbio e tenace ma anche dotato di umanità e comprensione, non resta che cercare di aprirsi un varco, di capire i meccanismi, di non lasciarsi ingannare o intimidire, magari alla fine per un proprio senso di giustizia non rivelare tutti i segreti e … rilasciare chi lo aveva immobilizzato e legato come un salame e avere nostalgia per il piccolo mondo del porto di Ouistreham. Un buon romanzo di Maigret, anche se la trama ha qualche bizzarria di troppo, qualche passaggio un po' forzato, alcune spiegazioni affrettate; poco importa la qualità è buona come sempre in Simenon. Tre stelle e mezzo
DicerosDiceros wrote a review
Un grande Maigret si erge su un caso intricato e complicato da un sistema di reticenze incrociate che fa intuire ma non fa sapere. Conosce e “respira” il luogo, incalza i protagonisti, infuriato per le evidenti responsabilità non dette agisce, però, con calma apparente per far esplodere tutta la sua iniziativa e la sua determinazione. È un’indagine anche “fisica” dove il nostro entra in campo a suo rischio perfino forzando la legge. La conclusione è descrittiva del personaggio: il caso è risolto ma a valle della punizione del/dei colpevoli c’è sempre, e qui più che altrove, l’umanità della comprensione, la considerazione delle effettive responsabilità non solo penali ma anche sociali. Insomma non solo un grande Maigret ma anche una bella rappresentazione del ruolo della repressione del crimine e della giustizia. Molto bello.