Il principe e la sarta
by Jen Wang
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Un principe con un segreto, un'umile sarta con un grande sogno. Una storia che parla di come si capisce e si accetta chi si è veramente, anche quando gli altri potrebbero giudicarti male. Perché a volte tutto il coraggio che ti serve è nello sguardo di qualcuno che ti vede per come veramente sei.

Gresi's Review

GresiGresi wrote a review
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L’adolescente Frances aveva un'unica passione – che nel corso degli anni è stata alimentata da progetti e ambizioni – e quando la sua autrice – o meglio dire, disegnatrice – mi chiamò, un venerdi sera, dopo lo scoccare della mezzanotte, qualche mese dopo che su bookistagram il romanzo aveva fatto parlare particolarmente bene di sé, mi imbattei fra le sue pagine, fra i suoi meravigliosi disegni, impreparata da ciò di cui mi sono imbattuta e una lettura veloce, appassionata, infervorata fu una risposta alle innumerevoli assurdità che mi ero posta in precedenza. La mia visita è stata più breve del solito, e sebbene il romanzo non esula ad essere prentamente rivolto ad un pubblico giovane, colpiscono al cuore, colpiscono, disarmano, prima lentamente poi frettolosamente, stuporosa ritirata dal mondo della realtà, con quei colori sgargianti, accesi, bellissimi, non sembrando nemmeno una graphic novel, a mia completa disposizione mentre le mie viscere si consumavano da dentro, e poi perché la sua anima era a dir poco originale e splendente. Perché mi fossi nascosta da tutto ciò non ha una vera e propria spiegazione, con i miei dubbi e perplessità che mi avevano impedito di poter andare a trovare la dolce Francis e il suo bel principe. Che cosa terribile non aver potuto riconoscere l’importanza di certi temi, e che saltarono all’occhio solo quando cominciai a leggere. Tutto sommato non ho fatto male ad aspettare, e tale attesa è stata ripagata da un semplice monito: ricordarci come ogni individuo è a sé stante conserva sogni o speranze che potrebbero allontanarlo dalla massa ma non per questo discriminarlo. Ognuno di noi deve sentirsi libero di fare ciò che più lo aggrava, e la bizzarra predisposizione del principe Edmond è la prima che esplica perfettamente questo concetto.
Fra quiete e sgomento, il cuore pulsante di amore e di affetto, un addio in sordina a due giovani innamorati che rinasceranno nel momento in cui si incontreranno, mentre i disegni prendevano vita ai miei occhi e le voci nella mia testa si intensificavano, Jen Wang mi ha permesso di guardarmi dentro e vedere che solo ancora in pochi comprendono certe nozioni di > o >, per esempio un padre severo e ligio alle regole, che sconcertato ripudierà per qualche momento il figlio, ma che, nell’intervallo fra impetuosità e consapevolezza, lo abbraccerà in una stretta tenera e dolce impressa a lungo nel tempo. Lo stretto abbraccio col quale mi sono rifugiata.
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L’adolescente Frances aveva un'unica passione – che nel corso degli anni è stata alimentata da progetti e ambizioni – e quando la sua autrice – o meglio dire, disegnatrice – mi chiamò, un venerdi sera, dopo lo scoccare della mezzanotte, qualche mese dopo che su bookistagram il romanzo aveva fatto parlare particolarmente bene di sé, mi imbattei fra le sue pagine, fra i suoi meravigliosi disegni, impreparata da ciò di cui mi sono imbattuta e una lettura veloce, appassionata, infervorata fu una risposta alle innumerevoli assurdità che mi ero posta in precedenza. La mia visita è stata più breve del solito, e sebbene il romanzo non esula ad essere prentamente rivolto ad un pubblico giovane, colpiscono al cuore, colpiscono, disarmano, prima lentamente poi frettolosamente, stuporosa ritirata dal mondo della realtà, con quei colori sgargianti, accesi, bellissimi, non sembrando nemmeno una graphic novel, a mia completa disposizione mentre le mie viscere si consumavano da dentro, e poi perché la sua anima era a dir poco originale e splendente. Perché mi fossi nascosta da tutto ciò non ha una vera e propria spiegazione, con i miei dubbi e perplessità che mi avevano impedito di poter andare a trovare la dolce Francis e il suo bel principe. Che cosa terribile non aver potuto riconoscere l’importanza di certi temi, e che saltarono all’occhio solo quando cominciai a leggere. Tutto sommato non ho fatto male ad aspettare, e tale attesa è stata ripagata da un semplice monito: ricordarci come ogni individuo è a sé stante conserva sogni o speranze che potrebbero allontanarlo dalla massa ma non per questo discriminarlo. Ognuno di noi deve sentirsi libero di fare ciò che più lo aggrava, e la bizzarra predisposizione del principe Edmond è la prima che esplica perfettamente questo concetto.
Fra quiete e sgomento, il cuore pulsante di amore e di affetto, un addio in sordina a due giovani innamorati che rinasceranno nel momento in cui si incontreranno, mentre i disegni prendevano vita ai miei occhi e le voci nella mia testa si intensificavano, Jen Wang mi ha permesso di guardarmi dentro e vedere che solo ancora in pochi comprendono certe nozioni di > o >, per esempio un padre severo e ligio alle regole, che sconcertato ripudierà per qualche momento il figlio, ma che, nell’intervallo fra impetuosità e consapevolezza, lo abbraccerà in una stretta tenera e dolce impressa a lungo nel tempo. Lo stretto abbraccio col quale mi sono rifugiata.