Il profumo
by Patrick Süskind
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Nel diciottesimo secolo visse in Francia un uomo, tra le figure più geniali e scellerate di quell'epoca non povera di geniali e scellerate figure. Si chiamava Jean-Baptiste Grenouille e se il suo nome, contrariamente al nome di altri mostri geniali quali de Sade, Saint-Just, Fouché, Bonaparte, oggi è caduto nell'oblio, non è certo perché Grenouille stesse indietro a questi più noti figli delle tenebre per spavalderia, disprezzo degli altri e immoralità, bensì perché il suo genio e unica ambizione rimase in un territorio che nella storia non lascia traccia: nel fugace regno degli odori.

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SiervaMarìaSiervaMarìa wrote a review
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È un libro cupo e senza speranza, ma è scritto splendidamente.
CibyCiby wrote a review
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Crudo e delicato dai tratti gotici
Romanzo dai tratti gotici. Storia caratterizzata dal contrasto crudo (per la trama) e delicato per la descrizione dei profumi. Per quanto la narrazione sia pregna di descrizioni non ne risente troppo il ritmo e la lettura e' piacevole.
RaflesiaRaflesia wrote a review
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Il profumo. Patrick Suskind. 1985. Jean Bapriste Grenouille, nato nel 1783 nel cimitero degli innocenti di Parigi, rifiutato sia dalla mamma che dalla balia che dagli istituti religiosi perche' la sua pelle non emana il tipico odore dei neonati, una volta cresciuto scopre di possedere un olfatto cosi' sviluppato da percepire e distinguere qualsiasi tipo di odore. Forte di questo suo dono, decide di sfruttarlo per diventare il piu' grande profumiere del mondo ma ben presto un'ambizione piu' grande, quella di dominare gli esseri umani creando un profumo che susciti l'amore immediato, nasce nella sua mente e per questo suo scopo e' pronto a tutto. L'odore e' cio' che siamo e lo racconta a chi ci e' accanto, questo e' per Grenouille, personaggio gotico a tratti macabro e perverso ma con una mente affascinante e controversa, protagonista di un romanzo molto bello, ricco di descrizioni che lo rendono a tratti pedante ma avvincente fino alla sua beffarda e amara fine. Grenouille e' un folle ma allo stesso tempo un genio e incarna buona parte dei difetti dell'essere umano, la debolezza, l'individualismo, la voglia di possesso. La scena iniziale e' di una bellezza strepitosa, sublime e tragica allo stesso tempo.
CleoCleo wrote a review
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BAH! All'inizio l'ho trovato grottesco e quasi comico, le peripezie del protagonista mi hanno un po' ricordato Candido o l'ottimismo. Poi però è diventato una palla assoluta. Verso la fine pareva riprendersi, per poi concludersi in modo insensato. Ripeto: BAH!
EsmeraldaEsmeralda wrote a review
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È un libro coinvolgente. Ti stritola, ti avviluppa, ma di cui immagini un finale meno fantasioso. Da un certo punto in avanti, pur restando avvincente, si contorce ben sopra le righe per arrivare a un esito spettacoloso. Avrei preferito una conclusione tra le vette di raffinatezza con le quali l'autore si è più volte contraddistinto per quasi tutto l'evolversi della storia. Se così fosse stato avrebbe meritato cinque stelle.
Selva 82Selva 82 wrote a review
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Un modo unico e originale quello scelto da Süskind per affrontare il tema del rifiuto, dell'abbandono e il conseguente stato di alienazione del protagonista. Emanare un proprio odore, avere un profumo unico che ci contraddistingue da tutti gli altri indica il nostro essere al mondo, il lasciare una traccia del nostro passaggio sulla terra.  Tutti emanano un odore, tutti fuorché Jean Baptiste Grenouille. Nel momento stesso in cui la madre ha cercato di occultare la sua nascita, tentando barbaramente di sbarazzarsi di lui, lo ha reso pressoché invisibile agli occhi del mondo, un non nato, un fantasma, che incute timore e ripugnanza negli altri non solo per il suo aspetto esteriore ma perché non emana odore alcuno. Paradossalmente sarà proprio il suo spiccato senso dell'olfatto a renderlo una persona fortemente creativa, un genio nel campo dei profumi, che lo spingerà a farsi accettare dal mondo creando un profumo divino, estatico, ottenuto dalla sua abilità nel saper estrarre gli odori anche dagli esseri umani (in questo caso da giovani e bellissime vergini), di modo che le persone si prostreranno ai suoi piedi venerandolo e amandolo come un dio. Ma Jean Baptiste ha un animo nero, abietto, e il risultato di tale folle progetto si ripercuoterà non solo sulle sue vittime e sulle persone che si sono imbattute sul suo cammino ma soprattutto su se stesso. Il prezzo per essere amato richiederà un immane sacrificio. "Il profumo ha una forza di persuasione più convincente delle parole, dell'apparenza, del sentimento e della volontà. Non si può rifiutare la forza di persuasione del profumo, essa penetra in noi come l'aria che respiriamo penetra nei nostri polmoni, ci riempie, ci domina totalmente, non c'è modo di opporvisi".
LindaLinda wrote a review
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“Il profumo”, nomen omen. Lo scrittore sin dalle prime righe non si perita a far disgustosamente arricciare il naso al proprio lettore catapultandolo nella miriade di odori nauseabondi che caratterizzano i vicoli della Francia Settecentesca. In queste vie colloca Grenouille, che sin da neonato non riceverà mai un gesto pietoso o amorevole nei suoi confronti, neppure da parte del suo creatore stesso: anche lo scrittore infatti, nel modo in cui racconta le vicissitudini di Grenouille, sembra rimanerne sempre distaccato aumentandone così la figura mostruosa e priva di ogni forma di sentimento diversa dalla rabbia e dall’orrore. Più volte infatti Süskind definisce il protagonista una “zecca”, una figura insulsa e immobile che si stacca dall’albero solo per aggrapparsi alla preda, che in questo caso è la ricerca spasmodica verso “Il Profumo”, l’essenza perfetta. Pur di ottenerlo, il protagonista compirà degli atroci abomini, e ciò che personalmente mi ha colpito è che lo scrittore non li descrive con dovizia di macabri particolari, ma passa in rassegna gli omicidi come banali ed essenziali procedure, perché d’altronde solo questo vedono gli occhi ripugnanti del suo talentuoso garzone profumiere assassino.
elalmaelalma wrote a review
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In un periodo in cui fatico a leggere, non dovevo scegliere proprio questo che è del tipo che detesto di più, che vuole piacere con un soggetto certo originale, ma infarcendolo di morbosità e disgusto annoiando perfino. L'incipit però prometteva bene, tutto sommato la descrizione degli odori della Parigi settecentesca mi aveva incuriosito e ho continuato, sbagliando
CristyGrangerCristyGranger wrote a review
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profumi e omicidi
Questo è uno dei libri che ho sempre voluto leggere, e devo confessare che mi aspettavo qualcosa di diverso, e forse per questo non me ha entusiasmato come credevo che facesse. La prima parte mi è piaciuta molto, mi ha catapultata nella Francia del XVIII secolo, con le sue atmosfere, i suoi odori, nella sua società e modi di vivere, riportati in modo ineccepibile dall'autore, che mi sembrava di essere lì, mi ha catturata fino a metà libro, fino a dove inizia una parte della narrazione centrata su aromi, essenze e vari tipi di metodi di distillazione per creare profumi, che se fosse stato di poche pagine sarebbe stato magari interessante, ma dura capitoli interi nei quali non succede nulla di entusiasmante, né di interessante, solo alla fine del libro diventa quello che mi aspettavo sin dall'inizio, iniziano gli omicidi, la frenesia, la follia, ma tutto succede troppo rapidamente negli ultimi capitoli, senza dare il tempo di provare angoscia, paura, empatizzare con le vittime, e con un finale a dir poco grottesco e inverosimile, che mi ha lasciata basita, e quando l'ho finito mi sono resa conto che il libro non mi ha emozionata. Do 3 stelle perché l'ho trovato scritto bene, la storia originale e il personaggio di Granouille davvero ben caratterizzato, il suo profilo psicologico è davvero approfondito, si entra nei meandri della follia, per il resto il libro mi ha lasciato freddina, peccato.
Jessica fu Lady MercuryJessica fu Lady Mercury wrote a review
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Difficile recensione
Romanzo complicato, inizia come un normale romanzo, scorrevole fino al primo omicidio, segue una parte lentissima e apparentemente inutile (la permanenza nella grotta), infine, dopo i due anni a Grasse, arriva l'apice e la caduta finale. Il protagonista man mano cresce nella propria convinzione e megalomania fino a paragonarsi ad un Dio, una volta raggiunto il suo scopo, distillare l'aroma perfetto, l'essenza che fa innamorare, si accorge che, dopo un primo momento di delirio di onnipotenza, ciò non lo compiace davvero, perché frutto di un artificio e perché non ricambia questo amore, che non conosce, pertanto decide di sacrificarsi, effettivamente un po' come un Dio fatto uomo. Lo scopo di evocare sensazioni olfattive è stato raggiunto, nonostante ciò non ho apprezzato del tutto questo libro, interessante ma surreale.