Il tacco del duka
by Duka
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Il Duka sa, come ogni rivoluzionario disarmato, che conta l'esserci, il gesto reiterato della rivolta, il segnale lanciato come una freccia infuocata dalle frequenze di una radio indomabile. Uno straordinario colpo di tacco per spiazzare portieri e difensori. Radiocronache di un visionario dell'arte affabulatoria, capace di trasformare le situazioni più difficili e le disavventure della fiera comunità cui appartiene in spassose cronache dal vivo, surfando tra miti della controcultura, scadenze della politica militante e le sue contorte acrobazie affettive. Nonostante le inesistenti provenienze aristocratiche, proprio come un nobile il Duka detesta lavorare, ama la bella vita, ha stile e arriva dappertutto. "Il Tacco" è una raccolta di reportage di un inviato senza un soldo in tasca, tratte dalla rubrica che il Duka propone ogni sabato da Radio Onda Rossa nel programma di culto "Daje pure te". La sua epica ci narra senza enfasi e autoindulgenze il movimento convulso delle battaglie per le conquiste essenziali di chi non ha niente, passando di conflitto in conflitto a reclamare giustizia, attraverso le strade e i quartieri popolari di tutto il mondo, implacabile nel disincanto e nella pungente, straziata indifferenza per le sconfitte.

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Rivista UnaspecieRivista Unaspecie wrote a review
Irriverente, fantasioso, geniale. Il colpo di tacco è il manifesto delle direzioni ostinate e contrarie: lacera le tele apollinee della tattica e trasforma in cumuli di cenere le frenesie marziali dei difensivisti più rudi, traccia sentieri attraverso lo scibile calcistico e accarezza i fili d’erba con la scintilla imprevedibile di chi non accetta gli ombrelli dei padroni. In un mondo che interna la follia in castelli aperti di incomprensione e discriminazione, il Duka recupera l’atmosfera meticcia dei collettivi studenteschi romani e la proietta in uno show radiofonico: le sue memorie di cinquantenne giallorosso intrecciano il tacco geniale di Falcao alla perla iconoclasta di Amantino Mancini; il suo cuore contestatore non dimentica le lotte studentesche del 1977 e trapianta l’eredità perduta dei Movimenti sulle frequenze di Radio Onda Rossa. Pensieri in libertà e attacchi frontali, lampi di letteratura e scorci di pop-colture, slanci antifascisti e spiriti anti-borghesi, voci dalle strade sommerse e grida dalle periferie inascoltate dei mondi “sbagliati”: il Tacco squarcia la globalizzazione attraverso l’etere e connette le contro-culture attraverso un alfabeto comune. Il suo linguaggio cerca l’ignoto e ripudia i clichè: bando alle ciance e al conformismo, l’università delle periferie romane graffia l’ipocrisia con il suo orgoglio indipendente. Continua a leggere la recensione qui: rivistaunaspecie.com/2014/10/17/recensione-tacco-duka-radiocronache-dai-bassifondi-duka