Il tesoro di Zarathustra
by John Scalzi
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L’unico collega di Jack Holloway su ZaraXXIII è Carl, fedele amico e compagno più o meno… addestrato. Carl infatti è un cane, il solo essere vivente con cui Jack abbia il piacere di trascorrere la sua giornata lavorativa, specie ora che si trova a 178 anni luce dalla Terra… Dopo aver piazzato delle cariche esplosive sul crinale di una montagna, Jack e Carl fanno accidentalmente saltare in aria una parete rocciosa. Una di troppo, dato che qualche incidente con gli esplosivi lo avevano già avuto in passato. La Zarathustra Corporation, stanca delle bizzarrie di Jack, decide seduta stante di revocare il suo contratto da prospettore. Tuttavia, la detonazione ha portato allo scoperto anche un ricchissimo giacimento di eliolite, uno dei materiali più preziosi dell’universo su cui Holloway, ormai libero da vincoli contrattuali, potrebbe vantare tutti i diritti di estrazione. Di fronte alla scoperta la compagnia fa dietrofront, dimostrandosi all’improvviso bendisposta e premurosa nei suoi confronti, e Jack, da ex avvocato, approfitta della suo posizione di vantaggio per farsi assegnare una grossa fetta del tesoro. La ZaraCorp promette a Holloway una valanga di soldi, e tutto sembra andare per il meglio… almeno fino a quando un curioso bipede peloso si presenta a casa di Jack, seguito a stretto giro da un’intera famiglia di adorabili “tuttopelo”. Grazie al contributo di Isabel, biologa residente sul pianeta (e sua ex fidanzata), Jack scopre che i piccoli bipedi pelosi potrebbero essere esseri senzienti di cui nessuno era a conoscenza, e questo crea un piccolissimo intoppo: i diritti di sfruttamento delle risorse del remoto pianeta da parte della ZaraCorp si basano interamente sul presupposto che il pianeta sia privo di forme di vita intelligente! La comparsa degli adorabili esserini metterà Jack di fronte a un terribile bivio: pensare come al solito solo al proprio tornaconto personale, o difendere la vita di un’intera, pelosissima nazione?

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4
maomao wrote a review
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Il tesoro di Zarathustra
Che bravo John Scalzi. "Fuzzy Nation" (2010), pubblicato su Urania nel'ottobre 2021 come "Il tesoro di Zarathustra" è veramente un bel romanzo di fantascienza. Una storia raccontata bene e con un protagonista eccentrico come Jack Halloway che non può che catturare da subito la simpatia del lettore. Siamo sul pianeta Zarathustra. Jack Holloway lavora su questo pianeta, apparentemente abitato solo da dei pericolosi rettili simili ai velociraptor, come ricercatore sotto contratto per la gigantesca compagnia ZaraCorp. Ha un passato burrascoso. Sulla Terra faceva l'avvocato ma è stato cacciato dall'ordine dopo aver preso a pugni un suo cliente. Anni dopo è stato sotto processo per la ZaraCorp per ragioni di natura etica. La gigantesca compagnia è costantemente sotto monitoraggio per quello che sono le modalità in cui opera nello sfruttamento del terreno sui diversi paesi. Diciamo che i metodi di Hamilton in passato sono stati giudicati poco etici e questo lo ha fatto mettere sotto processo. Ragione per la quale ha pure dovuto interrompere la sua relazione sentimentale con Isabel, biologa che lavora al servizio della ZaraCorp e che dopo quel processo non ha voluto più nulla a che fare con lui. Da allora Jack Holloway, uomo brillante e divertente ma che sta sul cazzo praticamente a tutti, ha continuato a lavorare da solo con il suo fedele cane Carl su Zarathustra. Due avvenimenti in rapida successione cambiano le cose. La prima è la scoperta di un giacimento di eliolite; la seconda è l'incontro con dei piccoli mammiferi che somigliano un po' a delle scimmie, un po' a dei gatti. Li chiamerà "tuttopelo". Le due cose sono strattamente legate l'una all'altra. Il giacimento di eliolite infatti può arricchire enormemente la compagnia tanto quanto può arricchire lui; i tuttopelo invece hanno tutta l'aria di essere degli animali intelligenti, forse degli esseri senzienti... E se sono degli esseri senzienti allora cambia tutto, perché lo sfruttamento del giacimento di eliolite allora deve essere fermato. Perché il giacimento come tutto quello che c'è sul pianeta, appartiene ai tuttopelo. Diversi interessi di diversi personaggio che ruotano attorno alla ZaraCorp entreranno allora in campo in quello che sarà lo svolgimento di vere e proprie dispute di carattere legale. Inizialmente interessato a vedere capitalizzare il massimo da questa storia, stringendo sempre di più un legame con i tuttopelo, Jack Holloway dovrà riscoprirsi anche avvocato in un gigantesco caso di implicazioni etiche, morali e legali. Il romanzo sta dentro la stessa narrazione di "Little Fuzzy" di H. Beam Piper del 1962. Come molti altri romanzi si va a inserire dentro quello stesso filone narrativo. Anche il romanzo originario infatti è ambientato su Zarathustra e le ragioni del racconto sono le stesso. Anche altri autori come William Tuning lo hanno ripreso. Del resto non è neppure il primo capitolo pubblicato su Urania che si interroga su specie intelligenti su altri pianeti e su che implicazioni questo incontro e questa ragione, l'intelligenza e il fatto di essere senzienti anche di specie diversissime tra la nostra, avrebbero con il nostro sviluppo e allargamento su cose che a questo punto spettano loro di diritto. Ultima piccola nota che forse non c'entra tanto con questo simpatico romanzo che veramente si legge tutto d'un fiato: molto spesso storco il naso su dichiarazioni del mondo animalista e non su granchi, aragoste e polipi. Ammetto che non riesco veramente a comprenderle e che questo è forse un mio limite. Riconosco sempre una specie di "prevalenza" del genere umano. Però il tema è interessante, soprattutto be', se proiettato a un livello molto più grande che quella che è la sola dimensione terrestre come lo spazio infinito. Per il resto, questo è un bel libro, suggerito, l'autore è bravo e lo ribadisce con questa storia ben raccontata e che non lascia insoddisfatto il lettore. Tra le tre e le quattro stelle. Semplice e convincente. Chi è veraente intelligente insomma?
ChángjǐnglùChángjǐnglù wrote a review
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mitico
adoro scalzi. Linguaggio semplice, diretto e divertente. Appena ho tempo lo finisco bel racconto molto molto semplice ma in stile scalzi; prende un giro chiunque, anche il lettore. io comunque continuo ad odiare i finali che sfruttano colpi di scena assurdi corredati da spiegoni molto discutibili. odio gli spiegoni!
ChángjǐnglùChángjǐnglù wrote a review
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mitico
adoro scalzi. Linguaggio semplice, diretto e divertente. Appena ho tempo lo finisco
NicatelNicatel wrote a review
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Il tesoro di Zara XXIII
Remake del romanzo "Il piccolo popolo" (Little Fuzzy) di H.Beam Piper. Non so quali siano le motivazioni per fare un remake di un romanzo, né se sia opportuno o utile farlo, tuttavia il risultato è ottimo. La verve e i dialoghi di Scalzi vivacizzano e rinvigoriscono una vicenda classica a lieto fine (in Italia l'unica edizione de "Il piccolo popolo" originale uscì negli anni '70 come romanzo per ragazzi, ma con una brutta immagine di copertina che lo faceva quasi sembrare un horror). Il titolo italiano di questo remake e la quarta di copertina del libro (non la descrizione scritta su questa scheda di Anobii) sono un'ulteriore prova del pressapochismo di certi redattori, e del velato disprezzo che hanno verso l'intelligenza dei lettori: è evidente che chi l'ha scritta non ha letto una riga del romanzo, e si è basato su altro. Se avesse letto anche solo le prime quattro pagine della bozza di traduzione si sarebbe accorto che Zarathustra non è il nome del pianeta ma quello della società che lo sfrutta (Zarathustra era invece il nome del pianeta nel romanzo originale di H.Beam Piper).