Il tuo nome è Boris Cortese?
by Francesco Manarini, Massimo Rodighiero
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ln un futuro prossimo Boris Cortese, chef in un rinomato ristorante varesino, si risveglia come ogni mattina in quello che crede es- sere il suo letto Gli occorrono solo pochi minuti per comprendere che qualcosa, nella stanza ancora immersa nell'oscurità, decisamente non quadra. Da quel momento ogni punto fermo della sua vita cadrà: il suo presente, il suo passato, la stessa coscienza di sé non potranno più essere dati per scontati. Boris si troverà invischiato in una situazione all'apparenza indecifrabile, ai limiti dell'immaginazione. Il ritmo scandito dai continui ribaltamenti di prospettiva condurrà il lettore attraverso un intrigo "a imbroglio e incastro" dove tutto è possibile e nulla è ciò che sembra.

Nefer02's Review

Nefer02Nefer02 wrote a review
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Boris Cortese, chef di un rinomato ristorante del centro di Varese, si risveglia in una stanza sconosciuta, con la testa annebbiata e assolutamente ignaro di cosa gli sia successo nelle ultime ore. Solo che le persone che incontra, una ragazza dai capelli viola e un energumeno poco incline al dialogo e con qualche problema di gestione della rabbia, lo chiamano con un nome diverso, Raul. E vogliono qualcosa da lui. Cioè da Raul. E non sembrano voler capire che lui è Boris, non Raul. Ambientato in un futuro poco distante, in cui la tecnologia è leggermente superiore alla nostra, ma le questioni umane sono rimaste le stesse, questo romanzo sfugge a qualsiasi possibile classificazione. Non è un poliziesco o un giallo, anche se ci sono rapimenti, furti ed esponenti della malavita; non è un romanzo di fantascienza, anche se ce n’è un pizzico (dopotutto è ambientato nel futuro); non è sicuramente un romanzo d’amore, anche se l’amore c’è; non è un romanzo comico, eppure si sorride e si ride tanto. Boris è Raul? É un sosia? Personalità multipla? Nel momento in cui si pensa di essere arrivati a capire qualcosa, ecco che i due autori ribaltano la prospettiva, aggiungendo ogni volta un tassello a una trama complessa. I colpi di scena si susseguono a ripetizione, fino ad un finale inatteso e sorprendente.
Francesco Manarini e Massimo Rodighiero sono due equilibristi. Camminano insieme su una corda sottile tirata a 20 metri d’altezza, senza imbragature di sicurezza e con neanche un tappeto elastico sotto di loro. Questo romanzo avrebbe potuto scivolare molte volte nell’incomprensibilità e nella contraddizione, ma grazie alla loro bravura non succede. Ne sono sicura, perché l’ho letto tre volte nell’arco di due settimane. È il terzo libro che leggo di questa magica coppia di scrittori (a cui va aggiunto un distopico scritto solo da Francesco, La casa dei normali). Ogni volta riescono a stupirmi, perché non si ripetono mai. Ogni loro libro è diverso dall’altro, e ogni volta rimango piacevolmente sorpresa dalla loro bravura e originalità. Sono particolarmente legata al romanzo numero due, Poco prima dell’alba, un bellissimo “giallo” ambientato nella provincia di Varese, tra la città e la Schiranna, e con alcuni personaggi memorabili. E Boris Cortese non fa che confermare le loro abilità letterarie. Danno l’idea di divertirsi mentre scrivono, e questo permette loro di fare quello dovrebbe essere la prerogativa di un romanzo: intrattenere il lettore, avvincerlo, obbligarlo a rimanere sulle pagine fino alla chiusura del libro. E lasciarlo con un senso di soddisfazione.
Nefer02Nefer02 wrote a review
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Boris Cortese, chef di un rinomato ristorante del centro di Varese, si risveglia in una stanza sconosciuta, con la testa annebbiata e assolutamente ignaro di cosa gli sia successo nelle ultime ore. Solo che le persone che incontra, una ragazza dai capelli viola e un energumeno poco incline al dialogo e con qualche problema di gestione della rabbia, lo chiamano con un nome diverso, Raul. E vogliono qualcosa da lui. Cioè da Raul. E non sembrano voler capire che lui è Boris, non Raul. Ambientato in un futuro poco distante, in cui la tecnologia è leggermente superiore alla nostra, ma le questioni umane sono rimaste le stesse, questo romanzo sfugge a qualsiasi possibile classificazione. Non è un poliziesco o un giallo, anche se ci sono rapimenti, furti ed esponenti della malavita; non è un romanzo di fantascienza, anche se ce n’è un pizzico (dopotutto è ambientato nel futuro); non è sicuramente un romanzo d’amore, anche se l’amore c’è; non è un romanzo comico, eppure si sorride e si ride tanto. Boris è Raul? É un sosia? Personalità multipla? Nel momento in cui si pensa di essere arrivati a capire qualcosa, ecco che i due autori ribaltano la prospettiva, aggiungendo ogni volta un tassello a una trama complessa. I colpi di scena si susseguono a ripetizione, fino ad un finale inatteso e sorprendente.
Francesco Manarini e Massimo Rodighiero sono due equilibristi. Camminano insieme su una corda sottile tirata a 20 metri d’altezza, senza imbragature di sicurezza e con neanche un tappeto elastico sotto di loro. Questo romanzo avrebbe potuto scivolare molte volte nell’incomprensibilità e nella contraddizione, ma grazie alla loro bravura non succede. Ne sono sicura, perché l’ho letto tre volte nell’arco di due settimane. È il terzo libro che leggo di questa magica coppia di scrittori (a cui va aggiunto un distopico scritto solo da Francesco, La casa dei normali). Ogni volta riescono a stupirmi, perché non si ripetono mai. Ogni loro libro è diverso dall’altro, e ogni volta rimango piacevolmente sorpresa dalla loro bravura e originalità. Sono particolarmente legata al romanzo numero due, Poco prima dell’alba, un bellissimo “giallo” ambientato nella provincia di Varese, tra la città e la Schiranna, e con alcuni personaggi memorabili. E Boris Cortese non fa che confermare le loro abilità letterarie. Danno l’idea di divertirsi mentre scrivono, e questo permette loro di fare quello dovrebbe essere la prerogativa di un romanzo: intrattenere il lettore, avvincerlo, obbligarlo a rimanere sulle pagine fino alla chiusura del libro. E lasciarlo con un senso di soddisfazione.