Il virus che rende folli
by Bernard-Henri Levy
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La pandemia che ha travolto le nostre vite dalla fine di febbraio non ha messo a repentaglio solo la nostra salute, né solo la nostra economia. A differenza delle altre epidemie della storia, ha travolto anche la nostra testa, portandoci a una specie di follia collettiva in cui si sono perse priorità, chiarezza di sguardo, obiettivi e capacità di giudizio. La "prima paura mondiale" (come è stato per la prima guerra mondiale) ha stravolto tutto, ed è ora di fare un bilancio. Bernard-Henri Lévy – filosofo e giornalista da sempre attento ai temi etici della contemporaneità – individua in cinque punti i rischi maggiori sul piano sociale e morale del Covid-19: la sanitarizzazione della società; l'idea di una "lezione del virus", una sorta di lettura provvidenziale e punitiva della pandemia; l'apprezzamento del ritiro nelle proprie case, un confinamento prima noioso, poi sempre più dorato, protettivo; il riposizionamento dei valori della vita (per cui portare a spasso i cani è diventato essenziale, uscire a prendere un libro no) e infine la messa in secondo piano, anzi la neutralizzazione, di tutti gli altri problemi del mondo, come se non esistesse altro che la pandemia. È ora di recuperare, dopo questa esperienza disastrosa, un'idea di mondo e di vita più complessa. È ora di tornare a vivere. Senza dimenticare quello che abbiamo passato, ma andando oltre. Guardando più in là.

Ventieventitre's Review

VentieventitreVentieventitre wrote a review
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Quando l'epidemia rischia di diventare ideologia
Partendo da un punto di vista molto rispettoso degli aspetti strettamente medici dell'attuale emergenza e di tutte le vittime, questo pamphlet si sofferma sugli aspetti sociali dell'epidemia, criticando con vis polemica acuta e argomentata alcuni atteggiamenti collettivi che denotano una perdita di lucidità ed equilibrio. Nessun negazionismo, dunque, nè cospirazionismo, bensì una critica serrata ad argomentazioni pseudo-ideologiche che accompagnano e intossicano la percezione complessiva di quello che sta accadendo, accentuando il senso di angoscia e disorientamento provocati dall'emergenza sanitaria in sé e per sé. Significative, ad esempio, le pagine in cui l'autore si scaglia contro tutti coloro che danno una lettura 'punitiva' e 'penitenziale' del virus, come se esso fosse un soggetto pensante, portatore di un qualche messaggio all'umanità, per punirla dei suoi eccessi e dei suoi errori, compreso quello di aver fatto cattivo uso delle risorse del pianeta. Non sfuggono agli strali polemici di Henry-Lévy sovranisti, ecologisti, conservatori, esponenti della sinistra e opinionisti di ogni orientamento, tutte le volte che fuoriescono da un'analisi circoscritta e ragionevole del fenomeno, per lanciare formule che mettono in discussione, d'un tratto, acquisizioni fondanti della nostra civiltà. Ad esempio, per l'autore l'autoconfinamento è e deve restare una misura strettamente legata alle esigenze sanitarie, e non può in nessun modo essere eletto a modello per una qualche pericolosissima trasformazione antropologica (che pure sembra di intravedere all'orizzonte), né spacciato - come hanno preso a fare in tanti - come un 'lato positivo' della vicenda, una segregazione foriera di trasformazioni promettenti per il futuro. A mio modo di vedere, non sempre le argomentazioni dell'autore sono totalmente centrate e convincenti nella loro articolazione logica. Talvolta mi pare di intravedere delle contraddizioni tra gli argomenti che elenca a supporto delle sue critiche. Tuttavia, ho condiviso molte delle sue critiche (e preoccupazioni) su certi toni millenaristici che nulla hanno a che fare con un corretto atteggiamento rispetto al fenomeno, fondato su scienza, lucidità e conoscenza. Da leggere per farsi un'idea non-mainstream sul problema.
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Quando l'epidemia rischia di diventare ideologia
Partendo da un punto di vista molto rispettoso degli aspetti strettamente medici dell'attuale emergenza e di tutte le vittime, questo pamphlet si sofferma sugli aspetti sociali dell'epidemia, criticando con vis polemica acuta e argomentata alcuni atteggiamenti collettivi che denotano una perdita di lucidità ed equilibrio. Nessun negazionismo, dunque, nè cospirazionismo, bensì una critica serrata ad argomentazioni pseudo-ideologiche che accompagnano e intossicano la percezione complessiva di quello che sta accadendo, accentuando il senso di angoscia e disorientamento provocati dall'emergenza sanitaria in sé e per sé. Significative, ad esempio, le pagine in cui l'autore si scaglia contro tutti coloro che danno una lettura 'punitiva' e 'penitenziale' del virus, come se esso fosse un soggetto pensante, portatore di un qualche messaggio all'umanità, per punirla dei suoi eccessi e dei suoi errori, compreso quello di aver fatto cattivo uso delle risorse del pianeta. Non sfuggono agli strali polemici di Henry-Lévy sovranisti, ecologisti, conservatori, esponenti della sinistra e opinionisti di ogni orientamento, tutte le volte che fuoriescono da un'analisi circoscritta e ragionevole del fenomeno, per lanciare formule che mettono in discussione, d'un tratto, acquisizioni fondanti della nostra civiltà. Ad esempio, per l'autore l'autoconfinamento è e deve restare una misura strettamente legata alle esigenze sanitarie, e non può in nessun modo essere eletto a modello per una qualche pericolosissima trasformazione antropologica (che pure sembra di intravedere all'orizzonte), né spacciato - come hanno preso a fare in tanti - come un 'lato positivo' della vicenda, una segregazione foriera di trasformazioni promettenti per il futuro. A mio modo di vedere, non sempre le argomentazioni dell'autore sono totalmente centrate e convincenti nella loro articolazione logica. Talvolta mi pare di intravedere delle contraddizioni tra gli argomenti che elenca a supporto delle sue critiche. Tuttavia, ho condiviso molte delle sue critiche (e preoccupazioni) su certi toni millenaristici che nulla hanno a che fare con un corretto atteggiamento rispetto al fenomeno, fondato su scienza, lucidità e conoscenza. Da leggere per farsi un'idea non-mainstream sul problema.

Comments

Come sei saggio :)
Come sei saggio :)
Nel corso dei secoli abbiamo superato epidemie altrettanto gravi. Ne siamo sempre venuti fuori.
Nel corso dei secoli abbiamo superato epidemie altrettanto gravi. Ne siamo sempre venuti fuori.