Io sono qui, tu dove sei? by Konrad Lorenz
Io sono qui, tu dove sei? by Konrad Lorenz

Io sono qui, tu dove sei?

Etologia dell'oca selvatica
by Konrad Lorenz
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Description
La scritta della retrocopertina racchiude il senso di quest'opera: "Dallo studio degli animali alle grandi riflessioni sull'uomo: il testamento scientifico e spirituale di Konrad Lorenz". Il libro in effetti usciva in Germania nel 1988 e l'anno dopo il grande etologo moriva ad Altenberg, nei luoghi dove dal 1974 si era trasferito e dove continuava uno studio sul comportamento dell'oca selvatica iniziato in Baviera tanti anni prima. Già dal primo capitolo affiora la struttura del libro che è una spontanea e calibrata fusione della storia di una ricerca (chi non ricorda l'oca martina dell'"Anello di Re Salomone"?) e dei concetti filosofico-scientifici che sottendono l'etologia classica, di cui Lorenz è l'esponente più importante. Cosí l'indice del libro comprende la narrazione delle vicende di coppie o gruppi di oche e la minuziosa descrizione del repertorio di comportamenti che le oche sanno mostrare, intrecciato alla storia delle idee che, nate dai maestri di fine '800, hanno preso forma compiuta negli anni pionieristici della piú attiva ricerca ecologica. Ma tra le due componenti la descrizione degli animali è prevalente, per il piacere del lettore non addentro alle controversie teoriche ed accademiche. Di questa accurata descrizione ci piace ricordare la spiegazione dei moduli di volo planato e battuto dell'oca sulla base di una conoscenza anatomofunzionale che Lorenz ha sempre ritenuto essere la base per una ben impostata etologia; è degna di nota anche l'ampia documentazione fotografica e di personali disegni di grande effetto e molto esplicativi del comportamento delle oche.

Dopo gli anni della rivoluzione sociobiologica, da cui Lorenz prese le distanze, e che lo videro almeno scientificamente in dimenticatoio, il vecchio saggio sembra quasi volersi prendere una rivincita: le sue idee non sono sostanzialmente cambiate, l'assoluta convinzione della necessità di descrivere con la pazienza di "un prete buddista" il comportamento osservato e diffidare dei numeri e della statistica è la stessa del "Cosiddetto male", ma lui le ripropone con rinnovato vigore. E quest'opera è dunque un'occasione interessante per valutare luci ed ombre del suo pensiero. Le ombre riguardano principalmente l'ostinazione con cui Lorenz ha mantenuto obsoleti punti di riferimento scientifici nel campo della psicologia, della neurofisiologia e della stessa etologia senza apparentemente percepire le novità che si affacciavano nelle scienze del comportamento cosicché vengono trattati argomenti come l'istinto, la motivazione o i legami di parentela senza tenere conto dei progressi che in questi settori si sono compiuti. A sfogliare la bibliografia non si ritrovano recenti lavori fondamentali ma piú frequentemente tesi di dissertazione che i suoi allievi hanno pubblicato di recente. Eppure c'è l'altra faccia dello specchio: la coerenza con cui il "vecchio saggio" ha perseverato nella sua ricerca e nelle sue idee fa affiorare i grandi pregi di quest'opera.

Come Lorenz stesso dice, assieme agli studi di Jane Goodall sugli scimpanzé e Diana Fossey sui gorilla, questa è la sola descrizione di un gruppo sociale che protraendosi per tanto tempo perviene ad una visione del naturalista che si fonde, si immedesima con l'oggetto del suo studio, contraendo un rapporto affettivo unico e duraturo. Questa impostazione è in polemica con gli ecologi del comportamento attuali, costretti o indotti conformisticamente dalle istituzioni universitarie ad accelerare i tempi della ricerca, a misurare il piú possibile e a trascurare la comprensione interiore degli animali che stanno osservando. Viene allora fuori l'idea fondamentale di Lorenz, secondo cui negli animali sociali esistono tutte le sfumature dei sentimenti e delle personalità che vediamo nell'uomo e ciò giustifica uno studio non antropomorfizzante delle regole biologiche del comportamento sociale.

La comunità scientifica è ancora perplessa di fronte a questo fermo credo di Lorenz, ma il pubblico che ha decretato il successo di questo libro è convinto come lui che cani gatti e oche sanno odiare, innamorarsi ed essere felici.
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