The Warden
by Anthony Trollope
(*)(*)(*)(*)( )(352)
An 1855 tale of English ecclesiastical life, this work from the author's Barsetshire series relates the humor and pathos that ensue when a kindly clergyman becomes the subject of a scandalous tabloid treatment charging him with financial impropriety. Features a cast of amusingly realistic and memorable characters, naturalistic dialogue, and consummate plotting.

LauraT's Quotes

LauraTLauraT added a quotation
LauraTLauraT added a quotation
0

Comments

Per me è uno dei libri più arguti di tutta la letteratura vittoriana. Sicuramente di respiro più privato rispetto a grandi capolavori giustamente(?) più noti come Vanity Fair di Thakerey o il romanzo che abbiamo appena finito “The Mill on the Floss” della Eliot, rende comunque uno spaccato eccezionale della società inglese del tempo, in uno dei suoi settori all’epoca più importanti, sia dal punto di vista del prestigio che da quello della mera consistenza numerica: il clero della chiesa d’Inghilterra. Ma non descrive solo la chiesa con tutte le sue fisime, idiosincrasie, prepotenze e piccoli mercanteggiamenti ai limiti della legalità: descrivendo le gerarchie ecclesiastiche e i loro oppositori Trollope evidenzia anche i difetti degli uomini “comuni”, nella loro quotidianità come nei grandi ideali che “dicono” di perseguire. Per esempio: che differenza c’è tra l’arcidiacono Dr. Grantly e il nostro eroe Mr John Bold? In fondo tutti e due si riparano dietro a quello che credono il grande ideale – la Chiesa e la giustizia – senza prendere in considerazione il singolo caso, le persone che sono coinvolte. Siamo sicuri che a John Bold interessi veramente il benessere dei residenti l’ospedale intitolato a Hiram più di quanto interessa all’arcidiacono? E chi dei due pensa a quello che entrambi dicono di amare e stimare, il vero eroe del romanzo, il rev. Septimius Harding? Ultimo spunto: che ne dite della descrizione di The Juppiter? Che figura ci fa la carta stampata?
Per me è uno dei libri più arguti di tutta la letteratura vittoriana. Sicuramente di respiro più privato rispetto a grandi capolavori giustamente(?) più noti come Vanity Fair di Thakerey o il romanzo che abbiamo appena finito “The Mill on the Floss” della Eliot, rende comunque uno spaccato eccezionale della società inglese del tempo, in uno dei suoi settori all’epoca più importanti, sia dal punto di vista del prestigio che da quello della mera consistenza numerica: il clero della chiesa d’Inghilterra. Ma non descrive solo la chiesa con tutte le sue fisime, idiosincrasie, prepotenze e piccoli mercanteggiamenti ai limiti della legalità: descrivendo le gerarchie ecclesiastiche e i loro oppositori Trollope evidenzia anche i difetti degli uomini “comuni”, nella loro quotidianità come nei grandi ideali che “dicono” di perseguire. Per esempio: che differenza c’è tra l’arcidiacono Dr. Grantly e il nostro eroe Mr John Bold? In fondo tutti e due si riparano dietro a quello che credono il grande ideale – la Chiesa e la giustizia – senza prendere in considerazione il singolo caso, le persone che sono coinvolte. Siamo sicuri che a John Bold interessi veramente il benessere dei residenti l’ospedale intitolato a Hiram più di quanto interessa all’arcidiacono? E chi dei due pensa a quello che entrambi dicono di amare e stimare, il vero eroe del romanzo, il rev. Septimius Harding? Ultimo spunto: che ne dite della descrizione di The Juppiter? Che figura ci fa la carta stampata?