L'assassinio del Commendatore
by Haruki Murakami
(*)(*)(*)(*)( )(813)
Una borsa con qualche vestito e le matite per disegnare. Quando la moglie gli dice che lo lascia, il protagonista di questa storia non prende altro: carica tutto in macchina e se ne va di casa. Del resto che altro può fare? Ha trentasei anni, una donna che l'ha tradito, un lavoro come pittore di ritratti su commissione che porta avanti senza troppa convinzione dopo aver messo da parte ben altre aspirazioni artistiche, e la sensazione generale di essere un fallito. Così inizia a vagabondare nell'Hokkaidō, tra paesini di pescatori sulla costa e ryōkan (le tipiche pensioni a conduzione famigliare giapponesi) sulle montagne. Finché un vecchio amico gli offre una sistemazione: potrebbe andare a vivere nella casa del padre, lasciata vuota da quando questi è entrato in ospizio in preda alla demenza senile. Il giovane ritrattista accetta, anche perché il padre dell'amico è Amada Tomohiko, uno dei pittori più famosi e importanti del Giappone: abitare qualche tempo nella casa che fu sua, per quanto isolata in mezzo ai boschi, è una tentazione troppo forte. Quando si trasferisce lì, il nostro protagonista capisce che la sua decisione ha dato il via a una serie di eventi che cambieranno per sempre la sua vita... anzi, la sua realtà. Prima lo intuisce quando scopre un quadro che Amada Tomohiko aveva nascosto nel sottotetto subito dopo averlo dipinto, molti decenni prima: è una scena misteriosa e apparentemente indecifrabile, che però trasuda una violenza maligna e indicibile. Poi ne avrà la certezza quando, una notte, sente il suono flebile eppure inconfondibile di una campanella provenire dal folto del bosco. Facendosi coraggio decide di seguire quel suono che sembra aver attraversato dimensioni sconosciute: dietro un piccolo tempio abbandonato, in mezzo agli alberi, c'è un tumulo di pietre. C'è davvero qualcuno - o qualcosa - che agita una campanella lì sotto? «L'assassinio del Commendatore» (di cui questo «Idee che affiorano» è il primo volume) è il ritorno di Murakami Haruki alle atmosfere fantastiche e sospese di «1Q84»: un'indagine sulla forza riparatrice dell'arte e quella distruttrice della violenza; su come sopravvivere ai traumi individuali (ad esempio la fine di un amore) e a quelli collettivi (una guerra, un disastro); sul fare tesoro della propria fragilità e diventare ciò che si è.

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sandra13sandra13 added a quotation
Per me era inconcepibile mettere legalmente fine alla nostra unione e mantenere allo stesso tempo un rapporto d'amicizia. Da quando ci eravamo sposati, per sei anni e qualche mese di vita matrimoniale avevamo condiviso moltissime cose. Tempo, sensazioni, parole, silenzi. Dubbi e decisioni, promesse e rinunce, momenti di gioia e pure di noia. Naturalmente avevamo anche dei pensieri che tenevamo celati l'uno all'altra. Eppure, in un modo tutto nostro, riuscivamo a condividere anche la sensazione di avere l'uno per l'altra dei segreti. Si era creata fra noi una stabilità di coppia, una sorta di forza di gravità che solo il tempo poteva creare. Vivevamo insieme affidandoci a questa forza, bravi a mantenere l'equilibrio. Avevamo insomma le nostre regole. Ora com'era possibile sbarazzarci di tutto quanto, spazzare via forza di gravità, equilibrio e regole. e diventare semplicemente "buoni amici"?
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Per me era inconcepibile mettere legalmente fine alla nostra unione e mantenere allo stesso tempo un rapporto d'amicizia. Da quando ci eravamo sposati, per sei anni e qualche mese di vita matrimoniale avevamo condiviso moltissime cose. Tempo, sensazioni, parole, silenzi. Dubbi e decisioni, promesse e rinunce, momenti di gioia e pure di noia. Naturalmente avevamo anche dei pensieri che tenevamo celati l'uno all'altra. Eppure, in un modo tutto nostro, riuscivamo a condividere anche la sensazione di avere l'uno per l'altra dei segreti. Si era creata fra noi una stabilità di coppia, una sorta di forza di gravità che solo il tempo poteva creare. Vivevamo insieme affidandoci a questa forza, bravi a mantenere l'equilibrio. Avevamo insomma le nostre regole. Ora com'era possibile sbarazzarci di tutto quanto, spazzare via forza di gravità, equilibrio e regole. e diventare semplicemente "buoni amici"?
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- Aveva ragione lei. Posare per un quadro è molto più impegnativo di quanto avessi immaginato, - disse Menshiki. - Al pensiero che si viene dipinti, poco per volta si ha l'impressione che ci venga portata via l'anima. - Non portata via, ma spostata da un'altra parte. Che, in fondo, se uno ci pensa, è una buonadefinizione di arte, - risposi. - Spostata in un luogo più duraturo, cioè? - Certo. Se il ritratto è un'opera d'arte, si.
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- Aveva ragione lei. Posare per un quadro è molto più impegnativo di quanto avessi immaginato, - disse Menshiki. - Al pensiero che si viene dipinti, poco per volta si ha l'impressione che ci venga portata via l'anima. - Non portata via, ma spostata da un'altra parte. Che, in fondo, se uno ci pensa, è una buonadefinizione di arte, - risposi. - Spostata in un luogo più duraturo, cioè? - Certo. Se il ritratto è un'opera d'arte, si.
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- Senti, ricordi che la prima volta che siamo usciti insieme mi hai fatto un ritratto a matita? - Certo che lo ricordo. - Ogni tanto lo tiro fuori e lo guardo. E' bellissimo. Ho l'impressione di guardare la vera me stessa. - La vera te stessa? - Si. - Ma se ti guardi allo specchio ogni mattina! - E' diverso, - mi spiegò Yuzu. - Quella che vedo allo specchio è soltanto una rifrazione che obbedisce a leggi fisiche.
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- Senti, ricordi che la prima volta che siamo usciti insieme mi hai fatto un ritratto a matita? - Certo che lo ricordo. - Ogni tanto lo tiro fuori e lo guardo. E' bellissimo. Ho l'impressione di guardare la vera me stessa. - La vera te stessa? - Si. - Ma se ti guardi allo specchio ogni mattina! - E' diverso, - mi spiegò Yuzu. - Quella che vedo allo specchio è soltanto una rifrazione che obbedisce a leggi fisiche.
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Nuvole basse restavano impigliate qua e là alle pendici dei monti intorno. Spinti dal vento, filamenti di cotone fluttuavano sulle creste come spiriti smarriti, venuti dal passato alla ricerca di ricordi perduti.
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Nuvole basse restavano impigliate qua e là alle pendici dei monti intorno. Spinti dal vento, filamenti di cotone fluttuavano sulle creste come spiriti smarriti, venuti dal passato alla ricerca di ricordi perduti.
DanielaDaniela added a quotation
...In quel periodo non avevo certo la serenità mentale per decidere se facessi bene o male. Aggrappato a un'asse di legno, mi limitavo a seguire la corrente. Tutt'intorno era buio pesto, in cielo non si vedevano né luna né stelle. Finché non mollavo quell'asse di legno, riuscivo a stare a galla. Dove mi trovavo? In che direzione stavo andando? Non ne avevo idea.
DanielaDaniela added a quotation
...In quel periodo non avevo certo la serenità mentale per decidere se facessi bene o male. Aggrappato a un'asse di legno, mi limitavo a seguire la corrente. Tutt'intorno era buio pesto, in cielo non si vedevano né luna né stelle. Finché non mollavo quell'asse di legno, riuscivo a stare a galla. Dove mi trovavo? In che direzione stavo andando? Non ne avevo idea.
Groseil Ross Groseil Ross added a quotation
-Scusi, ma lei è un fantasma?- mi decisi a chiedergli. La mia voce secca e roca sembrava quella di un convalescente. -Bella domanda!- disse lui. Poi alzò il suo piccolo indice pallido. -Anzi, ottima domanda, caro signore. Chi sono io? Per il momento, sono il Commendatore. Nient’altro che il Commendatore. Tuttavia, questo è solo il mio aspetto provvisorio. Non so quale sarà il prossimo. Quindi chi sono, in realtà? E voi? Chi siete voi? Avete preso quell’aspetto lì, ma in realtà chi siete? Vedete, questa domanda vi mette in imbarazzo, anche voi troverete difficile rispondere. Lo stesso è per me.
Groseil Ross Groseil Ross added a quotation
-Scusi, ma lei è un fantasma?- mi decisi a chiedergli. La mia voce secca e roca sembrava quella di un convalescente. -Bella domanda!- disse lui. Poi alzò il suo piccolo indice pallido. -Anzi, ottima domanda, caro signore. Chi sono io? Per il momento, sono il Commendatore. Nient’altro che il Commendatore. Tuttavia, questo è solo il mio aspetto provvisorio. Non so quale sarà il prossimo. Quindi chi sono, in realtà? E voi? Chi siete voi? Avete preso quell’aspetto lì, ma in realtà chi siete? Vedete, questa domanda vi mette in imbarazzo, anche voi troverete difficile rispondere. Lo stesso è per me.
kainakaina added a quotation
Il tempo a volte ci ruba delle cose, a volte ce le regala.Farsi il tempo amico é un lavoro importante. Lei mi guardò senza dire nulla. Come se appoggiasse il viso a una finestra per curiosare all'interno di una casa. Stava pensando al senso del tempo.
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Il tempo a volte ci ruba delle cose, a volte ce le regala.Farsi il tempo amico é un lavoro importante. Lei mi guardò senza dire nulla. Come se appoggiasse il viso a una finestra per curiosare all'interno di una casa. Stava pensando al senso del tempo.
MatelaMatela added a quotation
"Ci sono delle verità che è meglio ignorare. Ma non si può restare all'oscuro per sempre. Prima o poi, a tempo debito, anche tappandoci bene le oreccchie, il rumore della verità arriva a morderci il cuore. Non lo si può fermare. Se non siamo d'accordo non resta che rifugiarsi in un mondo vuoto."
MatelaMatela added a quotation
"Ci sono delle verità che è meglio ignorare. Ma non si può restare all'oscuro per sempre. Prima o poi, a tempo debito, anche tappandoci bene le oreccchie, il rumore della verità arriva a morderci il cuore. Non lo si può fermare. Se non siamo d'accordo non resta che rifugiarsi in un mondo vuoto."
sandro'ssandro's added a quotation
Uno cammina su una strada che crede sia la propria, quella giusta, e tutt’a un tratto la strada gli viene a mancare sotto i piedi. Cosí deve avanzare nel vuoto, senza sapere dove va, senza avere alcun appiglio. Ecco cosa si prova
sandro'ssandro's added a quotation
Uno cammina su una strada che crede sia la propria, quella giusta, e tutt’a un tratto la strada gli viene a mancare sotto i piedi. Cosí deve avanzare nel vuoto, senza sapere dove va, senza avere alcun appiglio. Ecco cosa si prova
sandro'ssandro's added a quotation
Ero in preda a una paralisi emotiva. Quella paralisi che il cuore genera automaticamente davanti a un dolore violento, quando si desidera fortemente qualcuno ma, questo qualcuno, non lo si può avere. Un’anestesia dell’anima.
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Ero in preda a una paralisi emotiva. Quella paralisi che il cuore genera automaticamente davanti a un dolore violento, quando si desidera fortemente qualcuno ma, questo qualcuno, non lo si può avere. Un’anestesia dell’anima.