L'Assommoir
by Émile Zola
(*)(*)(*)(*)(*)(1,111)
"Ho voluto dipingere il tracollo fatale di una famiglia operaia nell'ambiente appestato dei nostri sobborghi. Dove regnano l'ubriachezza e l'ozio, prima o poi troviamo l'allentamento dei vincoli familiari, le sozzure della promiscuità, il progressivo oblio dei sentimenti onesti; poi, in conclusione, la vergogna e la morte." Eppure, continua Émile Zola, "L'Assommoir è il più casto dei miei libri. La forma, soltanto la forma ha scandalizzato i critici. Il mio crimine è di aver avuto la curiosità letteraria di raccogliere e di fondere in uno stampo molto elaborato la lingua del popolo". Lo straordinario esperimento linguistico di Zola è l'invenzione di una forma narrativa ricca di indiretti liberi capaci di creare una intensa empatia con i personaggi e al tempo stesso di far irrompere nel testo una violenta denuncia sociale, senza che sia l'autore a farsene carico in prima persona. Il primo romanzo che emani davvero "l'odore del popolo" è qui offerto nella traduzione e con l'apparato di commento di uno dei più famosi francesisti italiani.

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KienKien added a quotation
Davanti allo scannatoio di Colombe, illuminato come una cattedrale per la messa grande, c’era la fila; e dio d’un dio, sembrava per davvero una cerimonia importante, perché i timorati del fiasco, lì dentro, salmodiavano con certe facce da cantori del pulpito, con le gote gonfie e le cisterne piene. Stavano festeggiando san Paganino, un santo carino e gentile, che in paradiso, di sicuro, tiene la cassa. Solo che, a vedere come quelli ci davano dentro, ed erano solo all'inizio, i benestanti che portavano a spasso le loro signore ripetevano, scuotendo la testa, che quella sera a Parigi, di ubriachi per strada, ce ne sarebbero stati a non finire. E sopra quello scannatoio, la notte era nera come le ali di un corvo, morta e ghiacciata, squarciata unicamente dalle file di luci dei boulevard, ai quattro canti del cielo.
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Davanti allo scannatoio di Colombe, illuminato come una cattedrale per la messa grande, c’era la fila; e dio d’un dio, sembrava per davvero una cerimonia importante, perché i timorati del fiasco, lì dentro, salmodiavano con certe facce da cantori del pulpito, con le gote gonfie e le cisterne piene. Stavano festeggiando san Paganino, un santo carino e gentile, che in paradiso, di sicuro, tiene la cassa. Solo che, a vedere come quelli ci davano dentro, ed erano solo all'inizio, i benestanti che portavano a spasso le loro signore ripetevano, scuotendo la testa, che quella sera a Parigi, di ubriachi per strada, ce ne sarebbero stati a non finire. E sopra quello scannatoio, la notte era nera come le ali di un corvo, morta e ghiacciata, squarciata unicamente dalle file di luci dei boulevard, ai quattro canti del cielo.
CaRoCaRo added a quotation
"Voglio la soppressione del militarismo, la fratellanza dei popoli... Voglio l'abolizione dei privilegi, dei titoli e dei monopoli.. Voglio l'uguaglianza dei salari, la ridistribuzione della ricchezza, la glorificazione del proletariato... E tutte le libertà, sono stato chiaro? Nessuna esclusa!... Divorzio compreso!"
CaRoCaRo added a quotation
"Voglio la soppressione del militarismo, la fratellanza dei popoli... Voglio l'abolizione dei privilegi, dei titoli e dei monopoli.. Voglio l'uguaglianza dei salari, la ridistribuzione della ricchezza, la glorificazione del proletariato... E tutte le libertà, sono stato chiaro? Nessuna esclusa!... Divorzio compreso!"
Lmk/Lmk/ added a quotation
"E poi... si deve sempre fare il passo secondo la gamba, no?"
Lmk/Lmk/ added a quotation
"E poi... si deve sempre fare il passo secondo la gamba, no?"
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La fanciulla, svegliatasi, si era alzata piano piano, in camicia, pallida di sonno. Guarò il padre arrotolato nel proprio vomito, poi, con la faccia appiccicata al vetro, rimase là ad aspettare che la sottana di sua madre fosse scomparsa nella camera dell'altro, là di fronte. Era seria seria. Quei suoi grandi occhioni di bambina viziosa erano tutti accesi d'una curiosità sensuale.
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La fanciulla, svegliatasi, si era alzata piano piano, in camicia, pallida di sonno. Guarò il padre arrotolato nel proprio vomito, poi, con la faccia appiccicata al vetro, rimase là ad aspettare che la sottana di sua madre fosse scomparsa nella camera dell'altro, là di fronte. Era seria seria. Quei suoi grandi occhioni di bambina viziosa erano tutti accesi d'una curiosità sensuale.
Lmk/Lmk/ added a quotation
Sbagliavano a ritenerla dotata di una forte volontà; era anzi molto debole, lei; si lasciava andare là dove la spingevano, per timore di addolorare qualcuno. Sognava, questo sì, di vivere in una compagnia per bene; chè la cattiva compagnia, diceva lei, è come una mazzata in testa; questa ti spacca il cranio, quella ti rovina una donna in men che non si dica.
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Sbagliavano a ritenerla dotata di una forte volontà; era anzi molto debole, lei; si lasciava andare là dove la spingevano, per timore di addolorare qualcuno. Sognava, questo sì, di vivere in una compagnia per bene; chè la cattiva compagnia, diceva lei, è come una mazzata in testa; questa ti spacca il cranio, quella ti rovina una donna in men che non si dica.