L'esatta sequenza dei gesti
by Fabio Geda
(*)(*)(*)(*)( )(320)
Marta ha 12 anni; quando arriva nella comunità alloggio dove lavorano Ascanio ed Elisa, la sua vita ha già preso una piega difficile: una madre alcolizzata e un padre che se ne è andato. L'esistenza di Corrado non è più semplice. Ha 16 anni, guarda il mondo facendo il duro e, nella stessa comunità, aspetta che la madre esca finalmente dal carcere. Nella vita quotidiana della casa le esistenze dei due ragazzi si intrecciano a quelle degli educatori che si prendono cura di loro, tra rabbia, delusioni e piccole felicità, fino a quando Marta e Corrado decidono di prendere in mano il proprio destino.

All Reviews

87 + 4 in other languages
LiberiLeggendoLiberiLeggendo wrote a review
(*)(*)(*)(*)(*)
Marta è dovuta crescere in fretta, occuparsi dei suoi fratellini con un padre assente e una madre dedita all'alcol. Quando però una brutta tragedia colpisce la sua famiglia, le cose cambiano. Marta finisce in una comunità ed è qui che conosce Corrado, un ragazzo di sedici anni che aspetta l'uscita della madre di prigione per potersene andare e ricevere quell'amore che gli è sempre mancato. Anche Marta vuole ritornare a casa, vuole rivedere i suoi fratelli. Ma in questa comunità non sono soli, ci sono altri ragazzi che come loro sono dovuti crescere in fretta e ci sono anche gli educatori che si occupano di tutti loro. Questo romanzo parla di legami, quelli di sangue, ma soprattutto quelli nati da una sofferenza comune, da un aiuto reciproco. La comunità vissuta come una grande famiglia dove ci si aiuta a vicenda, dove la vita di questi ragazzi si intreccia a quella degli educatori. L'autore ci parla della complessità di una famiglia, di come la società pensi di agire bene togliendo i figli ai genitori che hanno difficoltà ad occuparsene anziché aiutarli a prendersene cura. Con una scrittura delicata Fabio Geda ci racconta una storia di vita che emoziona e commuove, difficile da dimenticare.
Corrado si avvicina, tossisce un grumo di imbarazzo. Sembra indeciso sull’esatta sequenza dei gesti, come avesse scordato le istruzioni per l’uso. Ma alla fine riesce a comprimere lo spazio tra loro due, e la stringe in un abbraccio goffo, si, ma intenso.
   
CancerinaCancerina wrote a review
(*)(*)(*)(*)( )
originale, breve ed efficace
Mi era piaciuto "mio fratello rincorre i dinosauri" ..e mi è piaciuto anche questo. E' un libro delicato, che parla di disagio, adolescenziale, familiare. Lettura interessante e consigliata.
Sarafarronato Sarafarronato wrote a review
(*)(*)(*)(*)(*)
Questo libro, che occhieggiava dalla libreria da tempo, l’ho dovuto leggere. Il titolo mi ha molto colpito, assieme al rosso dell’impermeabile. Racconta di un mondo che tocca la mia biografia, in qualche modo. Narra di come nascere in una famiglia sbagliata ti sottoponga ad un surplus di fatica per diventare grandi e di come le comunità cerchino di supplire ai deficit delle famiglie, anche se non saranno mai abbastanza famiglia. Racconta di come funziona, un po’, la Tutela Minori e di come sia difficilissimo decidere. ( botta e risposta sul blog a proposito della separazione dei fratelli). Comunque è un libro che risulta molto sincero nel descrivere i sentimenti di tutti, genitori inadeguati compresi, educatori ed assistenti sociali ed adolescenti che sono già in difficoltà nel crescere e che si trovano zavorrati da famiglie sconclusionate. Racconta anche di una rinascita in montagna: ultimamente alcuni libri che ho letto sono ambientati li’, dove da sfondo l’ambiente montano finisce per divenire un personaggio.
Francesca L.Francesca L. wrote a review
(*)(*)(*)( )( )
Lessi questo libro tanto tempo fa e ricordo come le figure genitoriali fossero incapaci di essere un punto di riferimento per i ragazzi, di come i disagi famigliari e le infanzie negate siano state raccontate con un linguaggio non banale e nello stesso tempo chiaro e semplice. «A un certo punto può capitare che si cambi. Anzi, certamente si cambia. Io cambierò. Tu cambierai. E poi? Se le direzioni dei nostri cambiamenti saranno diverse?» «Cercheremo di cambiare insieme». «Quand'ero piccola mio padre faceva un gioco con me e i miei fratelli. Ci diceva di prendere un ramoscello e di provare a spezzarlo. Noi lo spezzavamo. Poi diceva di radunare un certo numero di ramoscelli, di tenerli tutti insieme e di provare a spezzarli. E noi, naturalmente, non ci riuscivamo. Allora lui rideva e diceva: “Vedete? Quella è la famiglia„ ».
StefaxStefax wrote a review
(*)(*)(*)(*)( )
Una finestra sulla vita
Ci sono libri che non dovrebbero finire. Questo in realtà non ha un vero inizio o una vera fine perchè il suo cuore rimane sospeso nei drammi delle persone che vi passano attraverso. Uno spaccato di vita di una Comunità per minori è lo specchio delle difficoltà delle famiglie e dei sistemi che la nostra società usa per metterci una pezza. Ma non è lo Stato la soluzione ma le singole persone che ne fanno parte. Affascinante.
Biblioteca Paola GarelliBiblioteca Paola Garelli wrote a review
Alessio (12): Questo libro insegna molte cose interessanti. Lo consiglio a tutti.
AdiburAdibur wrote a review
(*)(*)(*)( )( )
I temi affrontati, il disagio famigliare, l’infanzia e l’adolescenza negate, le figure genitoriali incapaci di porsi come punto di riferimento, sono indubbiamente interessanti e raccontate con un linguaggio chiaro, semplice, mai banale. Si intuisce la conoscenza dei problemi di cui l’autore parla e della sua capacità di empatia verso le problematiche del disagio famigliare e dell’affido in comunità. Però in questo romanzo non c’è organicità e coesione. È molto frammentario e questo non solo a causa dei capitoli molto, troppo, brevi. L’autore passa da una situazione all’altra, da un ambiente all’altro, da un tempo presente ad uno passato in maniera repentina e senza dare al lettore la possibilità di entrare con il cuore e con il pensiero in un momento del racconto perché improvvisamente ne viene strappato per essere catapultato in un altro. Inoltre ci sono troppe diramazioni assolutamente inutili, se non gravose, in un romanzo di poco più di 200 pagine. Troppe circostanze, troppi fatti che avrebbero potuto tranquillamente essere tralasciati per lasciare più spazio alle vicende dei protagonisti. Avrebbe avuto un senso, infatti dilungarsi sull’amore tra gli educatori, parlare della gravidanza dell’assistente sociale o del suicidio di un personaggio assolutamente secondario, se essi fossero entrati a pieno titolo nella vicenda, ma questi episodi rimangono al margine, non se ne conoscono gli sviluppi, sono inutili alla storia complessiva e la appesantiscono inutilmente. In conclusione, un romanzo interessante per le tematiche affrontate, che si legge molto velocemente ed anche con interesse, ma che non rispetta assolutamente le aspettative, soprattutto considerate le altre opere di Fabio Geda.
(*)(*)(*)( )( )
Spoiler Alert
Fabio Geda sa bene di cosa parla, quando i suoi protagonisti sono adolescenti problematici, dal momento che quello dell'educatore all'interno di strutture residenziali per minori è proprio il suo mestiere. Una delle più interessanti riflessioni in questo romanzo è da attribuire ad Ascanio, personaggio probabilmente di ispirazione autobiografica, quando sottolinea quanto l'ossessione contemporanea per il giusto titolo di laurea stia sbarrando la strada a potenziali ottime figure educative provenienti da studi meno specifici. In questo romanzo si intrecciano le storie di ragazzi con cui la vita non è stata molto generosa: Marta, il cui padre se n'è andato lasciando lei e i fratelli con una madre alcolizzata, quando la sorellina è morta annegata; Corrado, orfano di padre e con la mamma in carcere; Ahmed, di cui si sa poco e niente, tranne un accenno ad un padre che certo non sembra a posto con la legge. Altri personaggi minori si muovono sullo sfondo della casa famiglia, con le loro piccole esistenze di compiti per casa, colazioni e amicizie. Il collage di voci, mediate dal punto di vista degli educatori, funziona perfettamente ed il tema è di mio grande interesse. Ho apprezzato meno il finale un po' frettoloso, dove scocca la scintilla romantica tra Ascanio ed Elisa che finalmente lo ricambia (elemento secondo me non necessario e un po' forzato) e i due recuperano dalla fuga Marta e Corrado, e lì si interrompe la vicenda in modo assai brusco. Anche se forse, dopotutto, sta a significare che la vita continua ed offre seconde occasioni, anche ai ragazzi dalle vite più complicate.
Stefan BorgStefan Borg wrote a review
(*)(*)(*)( )( )
L'esperienza educativa
Vale sempre la pena di leggere Fabio Geda, che in questo caso tratta il mondo, da lui ben conosciuto, degli educatori e delle comunità alloggio. Il libro è interessante per come descrive dinamiche e situazioni di quell'ambiente, ma dal punto di vista narrativo è senz'altro meno riuscito di "Nel mare ci sono i coccodrilli" (che resta per me il migliore in assoluto di questo bravo scrittore) e anche di "Per il resto del tempo ho sparato agli indiani".
DianaDiana wrote a review
(*)(*)(*)(*)( )
"dev'essere bello fare il camionista, pensa. E avere solo la strada davanti".