La carta e il territorio
by Michel Houellebecq
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Su licenza RCS Rizzoli Libri

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MigliusMiglius wrote a review
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Un Houellebecq meno tranchant
Un Houellebecq meno tranchant, meno intelligentemente polemico rispetto ad altri suoi romanzi, ma altrettanto accattivante e interessante. Sotto il suo cinico occhio da osservatore stavolta finisce il mercato dell'arte con le sue stravaganze e vuote follie, ma compaiono anche numerosi personaggi della Tv e dello spettacolo ritratti con l'abituale genialità e feroce perfidia . Divertente il personaggio dello scrittore verso il quale non si usa maggiore indulgenza. Anzi
FeniksoFenikso wrote a review
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Essendo il terzo libro che leggo di Houellebecq, non lo consiglierei a chi non ha mai letto niente di suo (meglio partire dalle Particelle elementari). La prima metà del romanzo l'ho trovata decisamente sottotono, a tratti perfino noiosa. La seconda invece più interessante, tanto che alla fine mi sono chiesta se questo stile così senza verve non fosse in realtà frutto di una scelta ben precisa. Considerata la bravura dell'autore, propenderei per quest'ultima ipotesi. Alla fine il romanzo lascia con l'amaro in bocca, con un senso di disfacimento e di perdita, di totale annichilimento di ogni velleità umana ad elevarsi e a lasciare una traccia significativa di sé. A conti fatti, ci dice Houellebecq, tutto verrà inghiottito dalla natura e di questa nostra gloriosa civiltà non resterà assolutamente nulla. E' un romanzo complesso, con diversi piani di lettura. Sicuramente ciò che mi rimarrà più impresso è il personaggio Houellebcq, sì perché Houellebcq qui entra anche nella trama... E non pensate che riservi a se stesso un trattamento di favore, tutt'altro. Insomma, da leggere (non come primo approccio all'autore) e da rileggere.
Rob LucidiRob Lucidi wrote a review
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La carta e il territorio.
Ho letto questo romanzo, acquistato nel 2011 e messo poi nel limbo dei libri in attesa, con grande sorpresa perché non ricordavo così coinvolgenti la scrittura e la capacità narrativa dell'autore (avevo già letto La possibilità di un'isola e Piattaforma). A un certo punto, però, la storia prende una deriva del tutto inattesa e insensata che, pur lasciando inalterato il piacere della lettura di questo romanzo, ne danneggia, in qualche modo, l'atmosfera e le aspettative che si erano create.
nerineri wrote a review
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“La Carta e il Territorio” tra i romanzi di Michel Houellebecq è forse il più sottovalutato, ma a mio parere merita una riscoperta. Sicuramente in questo libro l’autore accantona gli eccessi e le ossessioni dei precedenti, confezionando un racconto più equilibrato, più classico, ma non per questo meno interessante e non privo di spunti di riflessione sulla condizione umana. Il romanzo, oltre la sua metà, subisce un’inaspettata svolta noir, nella quale entrerà in scena come coprotagonista proprio Houellebecq nella parte di sé stesso accompagnato dai suoi peggiori difetti, che ci condurrà fino alla conclusione.
Μαʀιαƞƞα
Μαʀιαƞƞα wrote a review
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TOCCANTE, INTENSO, GRAFFIANTE, GENIALE Il più bel libro di Michel Houellebecq che ho letto, edito da Bompiani nel 2010, anno della pubblicazione in Francia che gli portò il massimo premio letterario francese, il Goncourt. Meritato in pieno: stupendo, mi ha toccata così tanto che ogni recensione sarebbe sempre inadeguata e insufficiente. Posso solo invitare alla lettura. Ogni volta che leggo Houellebecq mi convinco sempre più della sua bravura, il suo talento è innegabile, al di là di talune accuse che gli sono state mosse. È il prezzo che pagano tutte le persone che non hanno, come si sul dire, i peli sulla lingua e vogliono rappresentare la realtà senza il velo delle convenzioni, del “buongusto”, dell’arte della diplomazia. La provocazione in Houellebecq è il mezzo e lo scopo allo stesso tempo delle sue opere. La carta e il territorio: bisogna leggere tutta l’opera per capire come mai Houellebecq sceglie questo titolo. Dirò solo che la “carta” è ... la mappa stradale Michelin, da cui il protagonista del romanzo, l’artista Jed Martin, pittore e fotografo francese, trae ispirazione per i suoi scatti. In parole povere Jed trova poesia, armonia nelle carte stradali con tutti i loro intrichi di strade, superstrade, indicazioni e con i suoi scatti, le rende opere d’arte molto apprezzate che gli faranno scalare le vette del successo. Geniale! Io non ci avrei mai pensato. Una fredda, prosaica mappa stradale che diventa oggetto d’arte con tanto di quotazioni in Borsa! Il periodo Michelin occupa la prima parte del romanzo ( il libro si divide in tre parti ed è una climax di colpi di scena) , quella più vivace dal punto di vista di Jed: incontra Olga, una bellissima russa che lavora per la Michelin che lo aiuta a sfondare nell’alta società e l’incontro con lo scrittore Houellebecq. Sì, ho digitato bene, proprio l’autore. I più penseranno che lo scrittore francese si sia autocelebrato, inserendosi nel “cast” dei personaggi e nominandosi spesso con l’epiteto “lo scrittore de Le particelle elementari”, “il celebre scrittore mondiale”. Io ho sorriso tantissimo, sono stata colta di sorpresa e confesso di averlo pensato anche io, per cambiare idea subito dopo perché Michel Houellebecq fa di se stesso un ritratto veramente impietoso. Non posso dirvi tutto, ma vi assicuro che vi stupirà perché verso la fine della seconda parte spingerà il suo personaggio all’impensabile, all’indicibile. L’intreccio è lineare, non complicato: Jed, a parte la parentesi amorosa con Olga, è solo. Ha un padre, ex architetto, malato di cancro, che vive in una clinica e che va a trovare piuttosto spesso, chiacchierando della vita oppure senza parlare, lasciando che siano i silenzi a colmare vuoti di tristezza e nostalgia. Il padre, contro la volontà di Jed, si recherà di nascosto a Zurigo, nella migliore clinica dove si pratica l’eutanasia e, nel rispetto delle leggi svizzere, si farà cremare e lasciare che sia il vento a disperdere i suoi resti nella natura. Da questo momento in poi, sarà la natura, “il territorio”, l’oggetto degli studi di Jed Martin. A parte Houellebecq, del quale Jed fa un ritratto che nell’ultima parte del romanzo viene stimato per 12mila euro, un altro personaggio degno di nota è il commissario Jasselin, che dà la possibilità all’autore di esprimere le sue affettuose considerazioni sui cani e le sue riflessioni sulla vita di coppia nella mezza età. “Il cane è una sorta di bambino definitivo, più docile e più dolce, un bambino che non arriverà all’età della ragione, ma è anche un bambino cui si sopravviverà: accettare di amare un cane equivale ad accettare di amare un essere che vi sarà ineluttabilmente strappato (...)”. Ho scritto che Jasselin è “un commissario” di gendarmeria, sì. La terza parte del romanzo è un giallo, un violento thriller, con tanto di ricostruzione secondo la moda delle detective stories. L’autore dimostra competenze in ambito fotografico, lui stesso ha scattato le foto che fanno parte di un altro suo romanzo, “Lanzarote”. In alcune pagine ci sono citazioni di Wikipedia, indicate da lui nell’ultima pagina del romanzo. Come in ogni suo testo, troverete brillanti riflessioni e considerazioni sull’uomo occidentale, sulla vita in genere. Per amare un autore come lui bisogna essere coraggiosi e aperti senza ipocrisie. Houellebecq è profondamente calato nel mondo in cui viviamo, senza fraintendimenti, senza ipocrisie e rappresenta lo stato di solitudine dell’uomo di oggi con uno stile asciutto a tratti corrosivo e violento. In uno stato di formidabile lucidità. - [ ] “Gli insetti e gli uomini, e anche altri animali, sembrano perseguire uno scopo, i loro spostamenti sono rapidi e orientati, mentre i fiori rimangono nella luce, smaglianti e fissi. La bellezza dei fiori è triste perché i fiori sono fragili, e destinati a morire, come ogni cosa sulla terra naturalmente, ma essi in particolare, e come per gli animali il loro cadavere non è che una grottesca parodia del loro essere vitale, e come quello degli animali puzza—tutto ciò lo si comprende non appena si sono vissuti una volta il passaggio delle stagioni e il marcire dei fiori”. Consigliato questo libro a tutti quelli che vogliono iniziare a conoscere questo autore, a saggiare il suo inconfondibile stile, le sue tematiche più care , le sue provocazioni, senza possibilità di imbattersi in riflessioni foriere di polemiche e scene di sesso con dovizia di particolari che hanno invece troneggiato in “Serotonina”. Sotto questi due aspetti il libro ha toni molto più dimessi.
PaperorossoPaperorosso wrote a review
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Un brutto libro del quale probabilmente non fa figo dire che e' un brutto libro. Spompato, inconcludente e inconsistente, persino ridicolo nella parte dedicata al se stesso da vecchio, con l'aggravante di una posticcia appendice gialla investigativa che grida vendetta.
Pietro BartolomeiPietro Bartolomei wrote a review
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Bel libro, un Houellebecq leggibile anche da persone sensibili.
GiglineriGiglineri wrote a review
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Libro deludente, stanco e inutile questo di Houellebecq e mi duole ammetterlo. In quanto provocatore a me sta simpatico, al di là di essere d'accordo o meno con il suo pensiero. I provocatori (ovviamente mi riferisco a quelli intelligenti) andrebbero protetti come una specie in via di estinzione perché combattono una delle disgrazie maggiori del nostro tempo, la massificazione buonista del pensiero. Però in questa carta e territorio lo scrittore sembra rinunciare programmaticamente a incidere e svolazza senza approfondire tra il mondo dell'arte, le questioni familiari/sentimentali e per finire le indagini poliziesche sul suo presunto assassinio. Ne esce un guazzabuglio senza senso, che gira a vuoto dall'inizio alla fine, molto più di maniera delle sue opere più discutibili (e infinitamente più interessanti). Si salva solo lo stile, unica cosa riconoscibile del miglior Houellebecq, al solito freddo, scientifico ma che sembra sempre sul punto di aggredire. Purtroppo qui prevale il controllo. Per quanto mi riguarda, era meglio rileggere le Particelle elementari.
barbarabarbara wrote a review
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un libro da vecchio scrittore (o scrittore che ha deciso di essere vecchio) di cui si faceva a meno: il pittore è un alter ego insulso dell'autore da giovane, l'autoritratto dell'autore da vecchio pare una cartolina, ma soprattutto, soprattutto, che fastidio l'inserto gratuito e costruito senza passione (checché houellebecq ne dica nella nota finale) sull'indagine di polizia. Mi incazzo a morte quando gli autori cui mi sento vicina mi deludono così.
MatthewMatthew wrote a review
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Racconto piacevole. La narrazione scorre in maniera fluida ma è priva della consueta visione spietata della condizione umana caratteristica della sua scrittura. Ogni tanto suggestioni decadenti appaiono a confermare che si, è Houellebecq l'autore del libro, ma nel complesso trattasi di storia piacevole priva dei tipici eccessi nichilisti di altri suoi libri.