La casa del desiderio
by Pablo Echaurren
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1977: l'anno del piombo. Mentre la politica va in pezzi, un gruppo di ragazzi dà vita agli indiani metropolitani: rifiuto delle gerarchie, ironia, antidogmatismo, sono i tratti caratteristici del loro effimero, e coloratissimo, passaggio. Nel tentativo di affermare la priorità del desiderio, occupano uno stabile nel centro di Roma. Dalle difficoltà della convivenza, con l'esterno e all'interno, nascono contraddizioni, e disillusioni: l'impossibilità di mettere assieme i cocci delle ideologie, conciliare l'immaginazione con il potere, creare un nuovo modo d'amare.

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1
spalluzzaspalluzza wrote a review
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Dada? Futurista? Surreale? Credo che ciascuna di queste definizioni sia limitante per questo testo di Pablo Echaurren, ricco di una lingua scoppiettante, continuamente adattata e plasmata a rincorrere una fantasia, un pensiero, un ideale, che sono costantemente un attimo più avanti. D'altro canto sarebbe veramente perfido e cattivo voler incasellare ed etichettare un'esperienza che per sua stessa natura voleva vivere libera di respirare e di sperimentare. Il linguaggio è ricco di riferimenti letterari (!?) e solo ad un lettore superficiale può sembrare banale, riferimenti che fanno intuire quanta conoscenza c'è dietro l'apparente leggerezza. Credo che sia l'unico linguaggio inoltre con il quale fosse possibile raccontare quella particolare esperienza, di questo gruppo di "indiani metropolitani" romani, con tutte le loro attese ed illusioni, contraddizioni, disamine e discussioni. Un gruppo di ragazzi all'epoca che si resero conto che la deriva armata di certo movimento e la eccessiva politicizzazione li avrebbero schiacciati e ridotti nuovamente ad una casella, ad una definizione, nella quale non volevano e non potevano stare. L'esperienza aveva i suoi limiti e morì quasi di morte naturale, ma credo che sia rimasta nel cuore e nell'anima di quelli che hanno saputo in qualche maniera mantenerla viva dentro di se. Almeno per Echaurren è così.