La città nobile di Sarno e fra’ Paolo De Raymo by Angelandrea Casale, Felice Marciano
La città nobile di Sarno e fra’ Paolo De Raymo by Angelandrea Casale, Felice Marciano

La città nobile di Sarno e fra’ Paolo De Raymo

Servente d’Armi e Commendatore del Priorato di Capua dell’Ordine di Malta nel XVII secolo (alla luce di documenti inediti)
by Angelandrea Casale, Felice Marciano
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Description
In 8°; brossura, pp. 64, ill.ni b/n. Come recita il sottotitolo, questa breve ma curata ricerca si prefigge (com’è nello stile dell’Associazione culturale Centro Studi Storici “Histricanum” che l’ha promossa e prodotta) di riportare alla luce un tassello di storia e di cultura locale per così arricchire il più vasto e mai concluso mosaico della Storia.
Questo terzo volumetto della collana Parva Melitensia (dedicata a riscoprire e rivalutare le vicende d’area campana connesse con quelle dell’Ordine di Malta) si sofferma in particolare su Sarno, sulla sua nobiltà e su un suo esponente vissuto nel XVII secolo: la prima metà del lavoro contiene un essenziale cenno storico sulla cittadina, il quale introduce il discorso sulle forme di gestione della cosa pubblica locale, poi su quello più articolato circa la nobiltà campana ed il suo organizzarsi in Sedili. Da p. 19, con il capitolo sul Sedile della nobiltà di Sarno, il testo entra nel cuore dell’argomento trattato ed affronta (nell’ottica di fare da “trampolino di lancio” di un più approfondito lavoro sulla nobiltà sarnese, preannunciato in una nota a p. 4) la questione della storiografia nobiliare locale: tema il cui svolgimento è stato reso complesso dal fatto che una serie di sollevazioni popolari, susseguitesi dal 1567 al 1622, ha letteralmente mandato in fumo i documenti fin’allora conservati dalle famiglie egemoni. E va dato atto agli autori di essersi diligentemente attenuti al rigore dello storico nell’evitare di riempire i vuoti documentali con ipotesi fantasiose o vacui ragionamenti.
Lo spoglio degli atti sopravvissuti, integrati con apposite ricerche archivistiche in fondi notarili, ha comunque permesso alla certosina pazienza degli autori di stilare un elenco dei nobili che, fra XV e XVII secolo, risultano legati al Sedile di Sarno, unico comune della zona nel quale risulta essere stato attivo un tale organismo.
Fra le varie famiglie lì elencate il testo, poi, da p. 25 si sofferma sulla cronistoria dei de Raymo: gli autori, a partire da un diploma del 1269 di re Carlo I d’Angiò e grazie a lapidi e documenti, ne ricostruiscono la genealogia e ne riportano lo stemma (del quale si danno due varianti, puntualmente testimoniate da altrettante immagini a p. 53), fino ad arrivare al Paolo su cui si incentra il lavoro, ed alla cui vicenda umana e sociale è dedicata la seconda metà del fascicolo. Dal processo di ammissione che il 29 maggio 1596 lo fece accedere all’Ordine di Malta ove rimase (raggiungendo il grado di commendatore) fino alla morte avvenuta 40 anni dopo, il testo ne ricostruisce la storia illuminandoci nel contempo sugli accadimenti locali che lo videro protagonista.
Una ricca serie di menzioni testuali tratte da documenti d’archivio, sovente inediti, completa l’interessante volume ... (Maurizio Carlo Alberto Gorra, IAGI)
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