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KinKin wrote a review
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Ma sì.Forse un po' grezzo e sentimetale, ma un buon giallo breve di questo autore italiano.Merita tre stelle.
La LucyLa Lucy wrote a review
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Molto bello.
Bello, veloce, passionale e soprattutto realista. Da magistrato penalista ne ho apprezzato le descrizioni delle dinamiche legate alla professione e soprattutto i profili descritti con un tocco di originalità e ironia, che non guasta mai.
Giogio53Giogio53 wrote a review
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Noir Italia, terza parte - 31 ago 14
L’unica cosa decente è il nome dei capitoli che disegnano una mappa della Milano d’oggi. Sfogliando questa specie di Goggle Maps in vena di letteratura, si va da via Fatebenfratelli, dove c’è la questura, all’Idroscalo, da via Luigi Porro Lambertenghi a Piazzale Loreto, girando spesso per il quartiere Libia, dove abita l’ispettore protagonista. Per sganciarsi poi un po’ fuori, da Viboldone a Consonno (e solo pochi non assoceranno quest’ultimo al paese dei balocchi voluto dall’industriale Bagno e poi diventata una delle più note città fantasma d’Italia). Questo consente di dare l’unico “libricino” di giudizio al libro, che per il resto è da dimenticare. La storia è esile e già orecchiata. I personaggi ricalcati sui diversi cliché, dal poliziotto al limite al questore bonario, dal giocatore in-callito ai delinquenti “di mezza tacca”. Una veloce riedizione di qualcosa letto tra un taglio di capelli e l’altro, presso l’Anadema Haircut del nostro per altro simpatico autore. Simpatico per quei video demenziali che si trovano sul suo sito. Ma torniamo allo scritto. Dicevo, per iniziare, che la squadra del commissario Crespo riecheggia la più simpatica squadra del commissario Igor Attila, quello dei crimini sportivi. Sono sportivi, palestrati, ma meno caratterizzati della squadra romana. Con il commissario, poi, che viene chiamato Crespo per la somiglianza con il calciatore (e per le simpatie interiste, che gli valgono qualche punto in meno, anche se bonariamente). Con il fratello, giocatore di poker compulsivo che scopre cadaveri a destra e a manca. E con la fidanzata ex-prostituta di belle forme e di gran capacità imprenditoriali. Quante volte si è letto di poliziotti con fidanzate un po’ ai limiti della legge? E che per questo si imbarcano in mille problemi. Se decidi che Aurora è il tuo amore, caro Crespo, devi fare meno il gallo del pollaio, ed accettarla, così come lei accetta te. Altrimenti sarete sempre sull’orlo della separazione. Tra l’altro, credo che questa sia la seconda opera di Veltri, essendo la prima incentrata proprio su Leo detto Crespo e su Fulvio suo fratello. Qui ci si muove, come detto, nel sottobosco delle donne di piacere e dei piccoli misteri della notte. Tanto piccoli da essere risibili. Fulvio trova una ragazza morta, sudamericana ballerina di lap dance. La quale ha un’amica che scompare. Amica che è la ragazza di un malavitoso detto il colonnello. Non solo, è anche imparentata con un mafioso calabrese devoto a San Francesco di Paola, detto il Santo. L’amica non si trova, il colonnello chiede aiuto a Crespo, che si imbatte nel calabrese, ingaggiando con lui una gara a chi trova prima il colpevole. Tra locali della notte visitati dai poliziotti e partite di poker del buon Fulvio, scorre gran parte del libro. Non facendoci mancare l’ovvio litigio tra Crespo e Aurora. Che ovviamente lo lascia. Crespo diventa una belva, ma senza pace e senza scopo. Sarà il calabrese che gli dà il primo indizio, collegando le due danzatrici ad un fotografo di foto porno (anch’esso trovato morto). Poi ad un delinquentello che parla di un misterioso “paese dei balocchi”. Crespo senza Aurora sbatte la testa al muro, ma uno della sua squadra collega (ma non era difficile) il paese suddetto a Consonno di cui ho parlato sopra. Mentre anche Aurora sembra cadere nelle grinfie del damerino, la nostra squadra entra in Consonno, sbaraglia i cattivi, libera Alice. Insomma, una catarsi finale che si consuma in sette pagine senza alcuna emozione. Con rappacificazione finale di Crespo ed Aurora, dopo che il primo si fa un nuovo taglio di capelli (e non a caso, molti personaggi vengono caratterizzati dalla chioma che portano) e davanti ad un piatto super-piccante calabrese, nella mitica trattoria di Don Giò (veramente esistente). Insomma 120 pagine che scorrono come acqua fresca, non lasciano neanche l’odore di uno shampoo ben fatto. Un nuovo punto basso della in genere meglio congeniata serie del Noir Italia.
FloraFlora wrote a review
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BrontoloBrontolo wrote a review
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Torna l’Ispettore Crespo, con tutti i personaggi già protagonisti del libro precedente. L’amicizia tra i colleghi, l’affetto per il fratello sempre a un passo dal finire in guai seri e l’amore per la sua donna che lo costringe a scendere a patti con il suo passato da escort , sono tra i temi principali del romanzo e parte integrante della trama noir. Una narrazione semplice e lineare per raccontare una storia attuale, in una Milano in piena crisi economica che mostra i suoi lati più oscuri e inquietanti. Una Milano decisamente noir, tra bande criminali, strozzini, bische e loschi figuri. Se l’ambientazione è decisamente ben delineata, e la trama accattivante, devo però ribadire quanto già detto per “L’odore dell’asfalto”. Nonostante ci siano evidenti cambi e approfondimenti nella caratterizzazione del personaggio, Crespo risulta a mio parere ancora troppo “ figo” se mi passate il termine. E ’bello, colto, ricco, amato e rispettato, un vero duro con la sua macchina di lusso che usa anche per gli inseguimenti. Andrebbe “sporcato” ancora un po’ per renderlo ancora più credibile come protagonista di una storia noir.
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Dopo L'odore dell'asfalto, l'ispettore Crespo torna con una nuova indagine che lo vede coinvolto: suo fratello Fulvio, ancora reduce da un passato di giocatore accanito, durante un giro in bicicletta nei campi del Parco agricolo sud Milano, scorge il cadavere di una donna: una lap-dancer. Un omicidio collegato anche alla sparizione di un'altra donna, Alice, amica della vittima. Entrambe le donne condividevano la passione per il ballo, ma purtroppo la metropoli meneghina non aveva saputo offrire altro che attività di ripiego in locali poco raccomandabili.(..) contornidinoir.blogspot.it/2013/08/gianluca-veltri-la-dimora-del-santo.html