La gita in barchetta
by Andrea Vitali
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Nella Bellano insolitamente ventosa di inizio 1963, Annibale Carretta dovrebbe essere conosciuto come ciabattino. Dovrebbe, perché la sua indole è sempre stata un'altra. Nato «strusciatore di donne», uno che approfitta della calca per fare la mano morta, nella vita ha rimediato più sganassoni che compensi per le scarpe che ha aggiustato. Ed è finito in miseria, malato e volutamente dimenticato dai più. Ma non dalla presidentessa della San Vincenzo, che sui due locali di proprietà del Carretta, ora che lui sembra più di là che di qua, ha messo gli occhi. Vorrebbe trasformarli nella sede della sua associazione. Per questo ha brigato per farlo assistere da una giovane associata, Rita Cereda, detta la Scionca, con il chiaro intento di ottenere l'immobile in donazione. E in parte ci riesce anche, se non fosse che quelle due stanze del Carretta ora a Rita farebbero parecchio comodo. Le vorrebbe dare alla madre per il suo laboratorio di sartoria, e alleviarle così il peso della vita grama che fa: vedova e col pensiero di una figlia zoppa, Rita, appunto; una malmaritata, Lirina, che non sa come liberarsi del muratore avvinazzato che ha sposato; e poi Vincenza, bella ma senza prospettive, che seduta sul legno di una barchetta vede riflesso nello specchio del lago il destino che l'attende e al quale non sa sottrarsi. Su queste prime note si intona la sinfonia di voci e di vicende che hanno fatto di Bellano il paese-mondo in cui tutti possono ritrovare qualcosa di sé, e che nella “Gita in barchetta” interpreta una delle migliori partiture composte dalla penna leggera e tagliente di Andrea Vitali. Per i lettori è l'irresistibile occasione di immergersi ancora una volta nell'intreccio sorprendente di storie che è la vita.

All Reviews

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GiulyAGiulyA wrote a review
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Il finale che non ti aspetti
Inizia come una commedia che rappresenta uno scorcio dell’Italia degli anni ‘60, un paesino tranquillo, in cui tutti si conoscono e sanno tutto degli altri. Le domeniche con gli amici al bar, le speranze dei genitori riposte nei figli per i quali hanno fatto tanti sacrifici, i giovani che vedono profilarsi all’orizzonte più opportunità di quante ne abbiano avute i genitori. Una girandola di personaggi tragicomici dai soliti nomi improbabili ai quali ci ha abituati Andrea Vitali, che fa da contorno a Elena Fulgenzi vedova Cereda e alle sue tre figlie. La nascita di una molto probabile storia d’amore tra due giovani che sembrano destinati l’uno all’altra e tutto che invece volge inesorabile verso la tragedia finale. Cambia l’atmosfera, sul lago si alza il vento che rende più inquieti e svela quel buio che è lì “giusto una spanna o due dalla superficie, dove capisci che non potrai più camminare, ridere o parlare”. Interessante l'uso del linguaggio che rimane sempre scorrevole nonostante la ricchezza di termini ormai non più usati o "dialettali", legati al territorio in cui si svolge la storia.
Maurizio BertiMaurizio Berti wrote a review
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pagine con il solito vitali e la solito bellano, ma poi un finale che non mi convince
ccrriiccrrii wrote a review
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insolito
Un Vitali più amaro del solito. Sempre piacevole, scorrevole, ma con una punta di malinconia che attraversa tutto il racconto.
SilviaSilvia wrote a review
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Io e Vitali non andiamo d'accordo...devo smettere di leggerlo. Un libro mediocre, apprezzabile solo la fantasia dei nomi propri. Dicerie e intrighi di paese, una quantità di nomi di personaggi diversi che ti fanno perdere la fragile costruzione di parentele e nessi tra di loro. Finale a sorpresa
AGOAGO wrote a review
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Vitali mi rilassa sempre, sarà quell'aria del lago anche se a volte infuria la breva.... Questo però non è un romanzo di sola evasione ma uno spaccato della vita di paese agli inizi degli anni '60 e con le idee dei ragazzi che iniziano a cambiare. Molto bello anche se un po' triste.
MaristellaMaristella wrote a review
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LA GITA IN BARCHETTA
Edito da Garzanti nel 2021, “La gita in barchetta” di Andrea Vitali, pur avendo moltissime caratteristiche che si rifanno alle sue storie, ai luoghi da lui amati e ai personaggi dai nomi strani sempre presenti e ricercati con dovizia di particolari, è un romanzo un po’ diverso dal solito perché, nonostante l’ironia che lo contraddistingue sia sempre ben presente già dalle prime pagine, le vicende raccontate prendono una piega triste e dolorosa che lascia un sapore di amarezza e una mestizia difficile da allontanare. A Bellano, nei primi anni 60, il ciabattino Annibale Carretta ha la giusta fama di “strusciatore di donne”. Fare la mano morta è una sua specialità e per questo suo vizio ha ricevuto tante di quelle botte che ormai ci ha fatto il callo. Per questo la sua bottega composta da due piccole stanze non è molto frequentata soprattutto da quando il padre, ciabattino come lui, è morto e non può più supervisionare i suoi comportamenti. Il Carretta finisce emarginato, povero e malato e ha bisogno di assistenza continua. La Presidentessa delle Dame di San Vincenzo si occuperà di lui con lo scopo di appropriarsi, dopo la sua morte che ravvisa imminente, dei due locali di sua proprietà che le fanno gola per dare una sede all’associazione, sede che il Comune non vuole concederle in quanto impegnato con altre priorità locali. L’assistenza viene da lei richiesta a Rita Cereda, detta la “Scionca”, la zoppa. Rita vive con la madre vedova, che sbarca il lunario facendo la sarta e le due sorelle: Lirina, malmaritata con un muratore violento e manesco e Vincenza, una bellissima ragazza che studia con fervore per diventare maestrina. Una serie di imprevisti ed equivoci, che coinvolgeranno anche un’altra famiglia di origine siciliana, quella di Assunta Sciacca e di Rosvaldo Camminatore, genitori di Niccolò, prossimo laureando in Giurisprudenza e futuro Avvocato, sconvolgeranno i piani di tutti immergendo il lettore in un concerto di voci e circostanze che si solleveranno dalle inattese pieghe che la vita può prendere e che a volte portano a delle conseguenze davvero crudeli e penose. Un Vitali inedito, quindi, che nega ogni lieto fine ponendo in risalto la solitudine, le delusioni, lo sconforto, la mancanza d’amore, l’assenza di ogni più piccolo segno di speranza.        
Alby051Alby051 wrote a review
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La gita in barchetta - Andrea Vitali
I libri di Vitali in genere mi rilassano, mi fanno sorridere, questo mi impone invece di riflettere (anche se spesso non vorrei) su quanto in un attimo, un alito di vento, tutto possa cambiare anche definitivamente. Un velo di tristezza non si puo' evitare. Molto, molto bello.
Mariarita MarchettiMariarita Marchetti wrote a review
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Leggere un romanzo di Andrea Vitali è come essere trasportati a Bellano, sulle rive del lago, bello peccato per il finale drammatico
IncipitmaniaIncipitmania wrote a review
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Incipit
Fu il naso fino di Spinetta Buboli a entrare in allarme nella tarda mattinata di martedì 15 gennaio 1963. incipitmania.com/aut-v/vitali-andrea/la-gita-in-barchetta-andrea-vitali