La guerra dei dieci anni
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Il 26 giugno 1991 la guerra di Slovenia dava inizio alla dissoluzione della Jugoslavia e inaugurava il decennio di conflitti sanguinosi che hanno sconvolto i Balcani. Da questo primo focolaio gli scontri si sono diffusi, come un'epidemia, anche in Croazia, in Bosnia, in Kosovo, fino ai recenti e anomali episodi in Macedonia: scenari diversi, diverse etnie, diverse religioni, diverse cause di tensioni. Sullo sfondo un'unica figura, Slobodan Milosevic, l'uomo che nel 1991 diede l'ordine ai carri armati federali di marciare sulla Slovenia, l'uomo che il primo aprile 2001, dieci anni dopo, è finito in una cella del carcere di Belgrado. Il volume è una ricostruzione completa delle cinque guerre di questo tragico decennio.

Francesco Gasparetti's Review

Francesco GasparettiFrancesco Gasparetti wrote a review
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Autore: Alessandro Marzo Magno e vari altri
Argomento: saggio sulla guerra nella ex-Yugoslavia
Voto: 7.5

Un libro molto interessante per chi voglia capire i motivi che spinsero i vari popoli della ex-Yugoslavia a darsi battaglia tra loro tra il 1991, data della proclamazione di indipendenza della Slovenia, fino al 2001 quando Slobodan Milosevic, l'uomo che aveva spedito i carrarmati federali contro gli sloveni, venne finalmente rinchiuso in un carcere di Belgrado.

Il libro è molto dettagliato e sicuramente non di parte visto che denuncia le atrocità commesse da tutte le parti in causa, senza però tacere le gravi colpe di chi, cercando di mantenere una unità antistorica, cercò in tutti i modi di negare alle altre popolazioni la possibilità di autodeterminarsi.

Molto ben fatte sono anche le descrizioni dei vari leaders politici e militari che giocarono dei ruoli fondamentali nella guerra: da Milosevic, il comunista nazionalista serbo che cercò prima di preservare in tutti i modi l'unità nazionale e, in seguito, di aiutare i leaders serbo-bosniaci in virtù del pan-serbismo, ai vari Arkan, la tigre, Mladic, Karadzic, il leader dei serbo-bosniaci, Tudjman, il presidente croato nazionalista e fascista, fino al leader serbo-musulmano Izetbegovic.

Insomma una guerra di 10 anni è stata combattuta nel pieno dell'Europa, a due passi dall'Italia, sotto gli occhi delle truppe dell'ONU, che hanno assistito inermi a massacri (come a Srebrenica), e dei vari inviati di pace occidentali.

Serve dunque chiedersi il perchè ciò sia successo: dal libro emerge la teoria Huntingtoniana (citata esplicitamente) della guerra di civiltà.

Nulla teneva insieme tre popoli -i serbi, cristiano-ortodossi, i croati, cristiano-cattolici, e i musulmani- dopo la morte di Tito e dopo la caduta del comunismo.

Non sono solo l'ostinazione e la cecità dei dirigenti politici a non aver permesso una dissoluzione consensuale di un paese che è sempre vissuto in stato di guerra fin dalle invasioni turche del XVI secolo, fin dalle lotte tra russi ed austriaci che hanno fatto da scintilla alla I Guerra Mondiale, fin dalle lotte tra i fascisti croati e i comunisti serbi nella II GM che portarono alla vittoria di Tito ed all'unificazione dei popoli yugoslavi in uno stato tenuto assieme solo dall'ideologia comunista e dalla dittatura titina (un inqiuietante parallelo può essere fatto con l'odierno Iraq).

Il libro è comunque molto ben fatto anche se di lettura difficile perchè ci sono tantissimi nomi, tanti fatti da ricordare ed è assolutamente necessaria una cartina per capire l'ubicazione dei vari eventi.

Utile per chi voglia approfondire le ragioni di una guerra che ha messo a ferro e fuoco i balcani per l'ennesima volta.

Francesco GasparettiFrancesco Gasparetti wrote a review
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Autore: Alessandro Marzo Magno e vari altri
Argomento: saggio sulla guerra nella ex-Yugoslavia
Voto: 7.5

Un libro molto interessante per chi voglia capire i motivi che spinsero i vari popoli della ex-Yugoslavia a darsi battaglia tra loro tra il 1991, data della proclamazione di indipendenza della Slovenia, fino al 2001 quando Slobodan Milosevic, l'uomo che aveva spedito i carrarmati federali contro gli sloveni, venne finalmente rinchiuso in un carcere di Belgrado.

Il libro è molto dettagliato e sicuramente non di parte visto che denuncia le atrocità commesse da tutte le parti in causa, senza però tacere le gravi colpe di chi, cercando di mantenere una unità antistorica, cercò in tutti i modi di negare alle altre popolazioni la possibilità di autodeterminarsi.

Molto ben fatte sono anche le descrizioni dei vari leaders politici e militari che giocarono dei ruoli fondamentali nella guerra: da Milosevic, il comunista nazionalista serbo che cercò prima di preservare in tutti i modi l'unità nazionale e, in seguito, di aiutare i leaders serbo-bosniaci in virtù del pan-serbismo, ai vari Arkan, la tigre, Mladic, Karadzic, il leader dei serbo-bosniaci, Tudjman, il presidente croato nazionalista e fascista, fino al leader serbo-musulmano Izetbegovic.

Insomma una guerra di 10 anni è stata combattuta nel pieno dell'Europa, a due passi dall'Italia, sotto gli occhi delle truppe dell'ONU, che hanno assistito inermi a massacri (come a Srebrenica), e dei vari inviati di pace occidentali.

Serve dunque chiedersi il perchè ciò sia successo: dal libro emerge la teoria Huntingtoniana (citata esplicitamente) della guerra di civiltà.

Nulla teneva insieme tre popoli -i serbi, cristiano-ortodossi, i croati, cristiano-cattolici, e i musulmani- dopo la morte di Tito e dopo la caduta del comunismo.

Non sono solo l'ostinazione e la cecità dei dirigenti politici a non aver permesso una dissoluzione consensuale di un paese che è sempre vissuto in stato di guerra fin dalle invasioni turche del XVI secolo, fin dalle lotte tra russi ed austriaci che hanno fatto da scintilla alla I Guerra Mondiale, fin dalle lotte tra i fascisti croati e i comunisti serbi nella II GM che portarono alla vittoria di Tito ed all'unificazione dei popoli yugoslavi in uno stato tenuto assieme solo dall'ideologia comunista e dalla dittatura titina (un inqiuietante parallelo può essere fatto con l'odierno Iraq).

Il libro è comunque molto ben fatto anche se di lettura difficile perchè ci sono tantissimi nomi, tanti fatti da ricordare ed è assolutamente necessaria una cartina per capire l'ubicazione dei vari eventi.

Utile per chi voglia approfondire le ragioni di una guerra che ha messo a ferro e fuoco i balcani per l'ennesima volta.