La leggenda dello scriba
by Shemuel Y. Agnon
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Quando, nel 1918, Scholem lesse la traduzione tedesca della "Leggenda dello scriba" a Walter Benjamin, questi rimase "profondamente colpito" dalla qualità visionaria di un autore che quelle pagine gli rivelavano, e il cui nome sarebbe tornato spesso nelle lettere all'amico degli anni successivi allorché Agnon si andò affermando come il più grande e il più fecondo narratore di lingua ebraica. Qui il lettore troverà riuniti alcuni dei racconti più celebri di Agnon: e, come accadde a Benjamin, non potrà che rimanere incantato da queste narrazioni che assumono a volte il tono della fiaba, a volte l'andamento formulare della scrittura biblica. E che gli faranno scoprire personaggi che entrano prepotentemente nell'immaginario. Agnon domina un mondo di storie tanto ricco "che non basterebbero" scrive "trenta risme di carta" per raccontarle tutte, ma le riduce all'essenziale e, con la sua prosa soavemente ironica, intessuta di sottili reminiscenze talmudiche, fa sorgere sotto i nostri occhi un mondo quasi magico, in cui si muovono straccioni e santi, spose malinconiche e cabbalisti, ma anche una capra capace di condurci nel Giardino di Eden.

Anonymous's Quotes

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Ogni pietra che incontravo per via risplendeva: ogni anfratto, ogni ruga, ogni nervatura erano svelati davanti a me. Abbracciai le pietre con lo sguardo, come le abbracciava la polvere della terra in cui ciascuna era confitta. Ognuna di essere era amabile e soave ai miei occhi. Mi dissi, che m'importa di quella pietra che ha inghiottito gli scritti, o di queste pietre. Anch'esse mi occhieggiavano o sembravano farlo. E forse dicevano le stesse cose che avevo detto io, ma non nella mia lingua, nella loro.
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Ogni pietra che incontravo per via risplendeva: ogni anfratto, ogni ruga, ogni nervatura erano svelati davanti a me. Abbracciai le pietre con lo sguardo, come le abbracciava la polvere della terra in cui ciascuna era confitta. Ognuna di essere era amabile e soave ai miei occhi. Mi dissi, che m'importa di quella pietra che ha inghiottito gli scritti, o di queste pietre. Anch'esse mi occhieggiavano o sembravano farlo. E forse dicevano le stesse cose che avevo detto io, ma non nella mia lingua, nella loro.
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