La masseria delle allodole
by Antonia Arslan
(*)(*)(*)(*)( )(2,195)
Ispirato ai ricordi familiari dell'autrice, il racconto della tragedia di un popolo "mite e fantasticante", gli armeni, e la struggente nostalgia per una terra e una felicità perdute. La masseria delle allodole è la casa, sulle colline dell'Anatolia, dove nel maggio 1915, all'inizio dello sterminio degli armeni da parte dei turchi, vengono trucidati i maschi della famiglia, adulti e bambini, e da dove comincia l'odissea delle donne, trascinate fino in Siria attraverso atroci marce forzate e campi di prigionia. In mezzo alla morte e alla disperazione, queste donne coraggiose riescono a tenere accesa la fiamma della speranza; e da Aleppo, tre bambine e un "maschietto-vestito-da-donna" salperanno per l'Italia... Prima edizione Rizzoli 2004.

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Un singolo morto era prima un essere che respirava, era vivo, e la sua spoglia è un cadavere che può essere onorato: centomila morti sono un mucchio in putrefazione, un cumulo di letame, più nulla del nulla, un'immonda realtà di cui disfarsi.
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Un singolo morto era prima un essere che respirava, era vivo, e la sua spoglia è un cadavere che può essere onorato: centomila morti sono un mucchio in putrefazione, un cumulo di letame, più nulla del nulla, un'immonda realtà di cui disfarsi.
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.. tutti, tutti sono finiti ora dentro quel bordo infiammato dell'anima che scotta a toccarlo.
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.. tutti, tutti sono finiti ora dentro quel bordo infiammato dell'anima che scotta a toccarlo.
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Ma i padri non tornano. È notte fonda ormai, e nessuno pensa a dormire. Svogliatamente i bambini vengono messi a letto; ma tranne i più piccoli, si alzano subito di nuovo, silenziosi, senza piangere, per stare vicini alle madri, alle nonne, di cui percepiscono lo sgomento, la disperazione. Svelte mani femminili cuciono tasche segrete, sacchetti misteriosi, dove sprofondano le pietre luminose, gli zecchini dorati. Altre mani impastano, scelgono, radunano cibo e pane, mele rotonde e pere secche, fichi e biscotti; ma non c'è niente di allegro in questo affaccendarsi, e i bambini non si ingannano, fiutano la paura, la minaccia, la morte.
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Ma i padri non tornano. È notte fonda ormai, e nessuno pensa a dormire. Svogliatamente i bambini vengono messi a letto; ma tranne i più piccoli, si alzano subito di nuovo, silenziosi, senza piangere, per stare vicini alle madri, alle nonne, di cui percepiscono lo sgomento, la disperazione. Svelte mani femminili cuciono tasche segrete, sacchetti misteriosi, dove sprofondano le pietre luminose, gli zecchini dorati. Altre mani impastano, scelgono, radunano cibo e pane, mele rotonde e pere secche, fichi e biscotti; ma non c'è niente di allegro in questo affaccendarsi, e i bambini non si ingannano, fiutano la paura, la minaccia, la morte.
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.. ma il nonno le ha dato un'altra cosa: l'eco vivente di odori e sapori, un nutrimento vero, la nascita della nostalgia (per un paese che non esiste più, per le colonne dei deportati, per una famiglia morente sotto il sole velenoso, per le tombe sconosciute lungo le polverose strade e i sentieri d'Anatolia.. ma anche per tutto ciò che scomparve con loro di vivo e odoroso, di fatica e di gioia, di pena e di consolazione: l'anima del paese).
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.. ma il nonno le ha dato un'altra cosa: l'eco vivente di odori e sapori, un nutrimento vero, la nascita della nostalgia (per un paese che non esiste più, per le colonne dei deportati, per una famiglia morente sotto il sole velenoso, per le tombe sconosciute lungo le polverose strade e i sentieri d'Anatolia.. ma anche per tutto ciò che scomparve con loro di vivo e odoroso, di fatica e di gioia, di pena e di consolazione: l'anima del paese).
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Dopo tanti anni, è nell'odoroso interno brulicante di gente che mi sento a casa, nel caldo nido di una volta: non estranea, non ospite, ma passeggera in attesa di un treno di cui non conosco l'orario. So soltanto che da qui passerà, da questa grande stazione dove nessuno è straniero, e un grande cuore ancora batte per segnarci il cammino. Qui vorrei finire il mio tempo, appoggiata a un gradino consumato dai passi degli uomini, perchè Qualcuno mi accetti, per non svanire nel nulla, e transitare verso la luce, con la mano nella mano del mio amico Antonio il portoghese, detto Antonio di Padova, il Santo con il fiore in mano.
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Dopo tanti anni, è nell'odoroso interno brulicante di gente che mi sento a casa, nel caldo nido di una volta: non estranea, non ospite, ma passeggera in attesa di un treno di cui non conosco l'orario. So soltanto che da qui passerà, da questa grande stazione dove nessuno è straniero, e un grande cuore ancora batte per segnarci il cammino. Qui vorrei finire il mio tempo, appoggiata a un gradino consumato dai passi degli uomini, perchè Qualcuno mi accetti, per non svanire nel nulla, e transitare verso la luce, con la mano nella mano del mio amico Antonio il portoghese, detto Antonio di Padova, il Santo con il fiore in mano.
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Il gruppo aveva un odore così particolare, che si è fissato per sempre nella mia memoria come il profumo del nido dell'anima, a cui tutti ritorneremo: di cavallo e di cuoio, di pelle abbronzata e di polvere delle strade.
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Il gruppo aveva un odore così particolare, che si è fissato per sempre nella mia memoria come il profumo del nido dell'anima, a cui tutti ritorneremo: di cavallo e di cuoio, di pelle abbronzata e di polvere delle strade.
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Dopo tanti anni, è nell'odoroso interno brulicante di gente che mi sento a casa, nel caldo nido di una volta: non estranea, non ospite, ma passeggera in attesa di un treno di cui non conosco l'orario. So soltanto che da qui passerà, da questa grande stazione dove nessuno è straniero, e un grande cuore ancora batte per segnarci il cammino. Qui vorrei finire il mio tempo, appoggiata ad un gradino consumato dai passi degli uomini, perché Qualcuno mi accetti, per non svanire nel nulla, e transitare nella luce, con la mano nella mano del mio amico Antonio il portoghese, detto Antonio da Padova, il Santo col fiore di giglio in mano.
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Dopo tanti anni, è nell'odoroso interno brulicante di gente che mi sento a casa, nel caldo nido di una volta: non estranea, non ospite, ma passeggera in attesa di un treno di cui non conosco l'orario. So soltanto che da qui passerà, da questa grande stazione dove nessuno è straniero, e un grande cuore ancora batte per segnarci il cammino. Qui vorrei finire il mio tempo, appoggiata ad un gradino consumato dai passi degli uomini, perché Qualcuno mi accetti, per non svanire nel nulla, e transitare nella luce, con la mano nella mano del mio amico Antonio il portoghese, detto Antonio da Padova, il Santo col fiore di giglio in mano.
MamussiMamussi added a quotation
Il suo orizzonte si sta restringendo bruscamente, come se la sua anima luminosa bruciasse dai margini, affondando piano piano in un'ombrosa voragine nera.
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Il suo orizzonte si sta restringendo bruscamente, come se la sua anima luminosa bruciasse dai margini, affondando piano piano in un'ombrosa voragine nera.
IlweranIlweran added a quotation
Non piace a nessuno essere circondato dalla sporca tragedia, toccare quegli orrori da vicino, annusare tutto intorno la morte - e non poter far niente.
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Non piace a nessuno essere circondato dalla sporca tragedia, toccare quegli orrori da vicino, annusare tutto intorno la morte - e non poter far niente.
IlweranIlweran added a quotation
Ma amare il denaro è sempre meglio che amare il sangue.
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Ma amare il denaro è sempre meglio che amare il sangue.