La masseria delle allodole
by Antonia Arslan
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Ispirato ai ricordi familiari dell'autrice, il racconto della tragedia di un popolo "mite e fantasticante", gli armeni, e la struggente nostalgia per una terra e una felicità perdute. La masseria delle allodole è la casa, sulle colline dell'Anatolia, dove nel maggio 1915, all'inizio dello sterminio degli armeni da parte dei turchi, vengono trucidati i maschi della famiglia, adulti e bambini, e da dove comincia l'odissea delle donne, trascinate fino in Siria attraverso atroci marce forzate e campi di prigionia. In mezzo alla morte e alla disperazione, queste donne coraggiose riescono a tenere accesa la fiamma della speranza; e da Aleppo, tre bambine e un "maschietto-vestito-da-donna" salperanno per l'Italia... Prima edizione Rizzoli 2004.

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Fizz HerbertFizz Herbert wrote a review
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Antonia Arslan ci guida lungo una tragico momento della storia dell'umanità e della sua famiglia in particolare. In modo pacato e dignitoso, senza però per questo rinunciare a denunciare tutte le atrocità e le violenze che hanno subito , racconta la storia e il destino dei suoi familiari nella cui disperata lotta per la sopravvivenza si identifica quella di tutte le famiglie del popolo armeno. È il primo genocidio del ventesimo secolo, avvenuto nel 1915, in cui perderanno la vita, eliminati in modo sistematico, più di un milione di esseri umani e che farà da preludio a quello ben più conosciuto perpetrato trent'anni dopo. Due orrori che non dovrebbero essere compatibili con il concetto di umanità.
RosannaRosanna wrote a review
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Eccidio chiama eccidio, almeno nella mia curiosità. Questa è la saga di una famiglia armena, di una comunità di armeni in territorio Ottomano l’anno in cui il triumvirato al potere ne decise lo sterminio. Cominciò con l’uccisione di poeti e intellettuali, poi con i capifamiglia, poi costrinsero vecchi donne e bambini a incamminarsi verso il deserto, Deir-es-Zor oppure Ras-ul-Ain. Immaginatelo. Immaginate una carovana di vecchi donne e bambini in cammino, migliaia di persone con una unica destinazione, depredati dai curdi delle montagne e vessati, stuprati e uccisi da ‘zeptiè’ turchi incaricati di scortarli lungo il viaggio. Immaginate la fame e la sete che tolgono il senno. Vecchi donne e bambini. Senza cibo e acqua. Sotto il sole di luglio. senza speranza.  Le donne della famiglia Arslanian assistono alla carneficina dei maschi della famiglia proprio alla Masseria delle allodole e poi si incamminano. La fine di un mondo. del mondo di ciascuno di loro. E occorre ucciderli tutti, per evitare la vendetta di chi resta.  Non vi ricorda qualcosa? Lo sterminio, le marce della morte, il Male… dunque era già tutto accaduto. Certo, tutto accade e riaccade e ancora, ma stiamo parlando di decenni  non di secoli.  Dunque gli ebrei sapevano, ‘quel’ mondo sapeva e ne ho la certezza a pagina 149 dove una piccola nota mi dice del Mussa Dagh (monte di Mosè).  ‘Franz Werfel, ebreo, negli anni ‘30 raccontò della strage degli armeni proprio mentre Hitler stava organizzando quella degli ebrei.’  Nessun anticorpo, nessuna difesa, la cieca fiducia nel denaro che compra anche le proprie vite: se quelli incarnarono il Male, questi furono la stupidità umana fatta agnello sacrificale. Oppure la Fiducia nella bontà dell’uomo  perché senza questa saremmo sempre tutti vittime e carnefici contemporaneamente.  Piccolo appunto: ho dovuto rileggere le prime 30 pagine, terminato il libro, per ritrovare la bambina che racconta e soprattutto il suo sguardo. R@
AdiburAdibur wrote a review
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“La masseria delle allodole” è un romanzo verità in cui si racconta il genocidio degli Armeni  perpetrato dall’Impero Ottomano tra il 1915 e il 1916. In quell’anno vennero sterminati non meno di 1,5 milioni di armeni mentre moltissimi altri furono costretti a fuggire in Europa e negli Stati Uniti. Erano colpevoli soltanto di essere cristiani e di essere un gruppo etnico potenzialmente pericoloso per l’Impero Ottomano considerati gli schieramenti dei Paesi coinvolti nella prima guerra mondiale. In particolare si racconta la storia della ricca famiglia Arslanian i cui componenti maschi vennero massacrati in una masseria di campagna, luogo di riposo e di vacanza che si trasformò in un inferno bagnato del sangue di uomini e bambini che non avevano colpe. Le donne vennero invece deportate e costrette ad un lungo e massacrante viaggio prodromo di una fine soltanto rimandata. Alcune di esse si salvarono e riuscirono a raggiungere i parenti che da anni vivevano in Italia,  a Padova. Non dimenticarono mai il loro Paese perduto di cui continuarono a tramandare il nostalgico e malinconico ricordo. Un libro che ha un grande valore essendo testimonianza di un genocidio poco ricordato dalla storia e di cui ancora oggi molti tentano di cancellarne il ricordo. Solo per questo  vale la pena la lettura. Io però ho faticato molto ad arrivare alla conclusione, non solo per la crudezza e per il dolore di cui sono intrise le pagine, ma anche per lo stile in cui è stato scritto. A parte il fatto che ho un’antipatia personale per i libri scritti al presente storico, l’ho trovato privo di coesione, talvolta difficile da comprendere perché l’autrice dà per scontata la conoscenza di fatti ed eventi che invece scontati non sono affatto. 
StefanoStefano wrote a review
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impressionante
questo libro racconta la storia tragica del genocidio degli armeni da parte dei turchi nel 1915. Antonia Arslan, discendente di uno dei protagonisti, ci guida attraverso i vari personaggi che componevano la sua famiglia di origine in Anatolia, all’epoca del tramonto dell’impero Ottomano e all’alba dell’odierna Turchia. Una famiglia agiata, colta, con parenti all’estero, nidiate di ragazzini pieni di sogni e leggerezza, ben simboleggiata dalla masseria delle allodole, una casa di campagna dove il capofamiglia Sempad intende riunire tutti per una grande festa. Ma la tragedia incombe, e nel giro di una notte si piomba in un racconto allucinante di sterminio, morte, fuga, esilio, marcia forzata nel deserto verso la città di Aleppo in Siria in un continuo crescendo fino all’epilogo finale. Storia tremenda, che non conoscevo, da cui i fratelli Taviani hanno anche tratto un film nel 2007. Conoscere la storia per ricordarla, per riflettere e non rivederla nei tragici eventi contemporanei.
LunabluxxxLunabluxxx wrote a review
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L'avevo comprato diversi anni fa, ma ne avevo sempre rimandato la lettura, perchè sapevo che sarebbe stata emotivamente difficile per me. E così è stato: questo romanzo è un viaggio terribile nell'orrore e nella disumanità, è difficile concepire che degli esseri umani possano infliggere tali crudeltà ad altri esseri umani. Ma è anche un viaggio nell'attaccamento alla vita e nel coraggio estremo che alcune persone dimostrano nel rischiare in proprio il tutto per tutto per salvare altre persone. Quindi un libro assolutamente necessario, faticoso ma bello in questo senso.
VelenaVelena wrote a review
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Un libro che scuote
Non avevo mai letto nulla sull'eccidio armeno. Mi ha scosso dentro: non lo potrò dimenticare!
Alexander451Alexander451 wrote a review
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Veramente "troppo"
Le stelle potrebbero essere 5, ma anche 16, il libro è molto bello. E' toccante, è forse la mia prima lettura in cui, come dicono quelli bravi, assaporo le parole, faccio mie le descrizioni (ma sarà per la bravura di chi lo ha scritto e per la noia, invece, provocata da altri libri). Una storia da fare propria e da ricordare. Ma le stelle son solo 4 perchè è troppo straziante. Oh, sarò diventato un pavido io, sarà la sindrome da lockdown o gli anni che passano, ma io non le sostengo più narrazioni simili (considerando poi la veridicità della storia). Quindi non è ovviamente un 4/5 di biasimo, ma è un 4/5 perchè è "troppo".
Flavio FirmoFlavio Firmo wrote a review
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Terribile, affascinante, istruttivo. La tragedia del popolo armeno raccontata con crudezza e senza lasciare spazio al sentimento. La Storia poi ha dimostrato che si tende a dimenticare e a ripetere gli stessi errori. I personaggi sono profondi e il loro dolore traspare dalle pagine. Avevo solo sentito parlare di questo genocidio, ma leggendo il romanzo sembra di essere nelle case degli armeni, si respira la paura e la disperazione.
MiKappaMiKappa wrote a review
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Ferragosto
Da bambina pensavo che Ferragosto segnasse il culmine dell'estate. Culmine inteso come parabola: c'erano, quindi, ancora altrettanti giorni di vacanza di quelli passati, prima di ricominciare la scuola. Due anni è durata questa convinzione: il primo ho pensato a un errore, il secondo a una distrazione. C'entrava un fidanzatino, credo. Ma insomma, il periodo dell'innocenza. Poi son arrivati i Ferragosti delle grigliate, le gite con gli amici, le camminate in montagna, le sagre. La birra, onnipresente. Più un senso di sbaraccamento dell'estate, insomma. "Beviamoci su, che ormai è finita". E arriviamo al 2020. Questo anno bizzarro, senza tempo, stagioni, riti, consuetudini. Lo pesco al volo e decido: iniziano i ferragosti del libro. OGNI FERRAGOSTO 1 LIBRO: dall'inizio alla fine. Ho cominciato da questo e mantenuto fede all'impegno. Il libro mi è piaciuto (all'inizio molto curato nella narrazione, alla fine la storia prende il sopravvento sulla cura stilistica) e non ho avuto problemi di digestione. Anche il traffico, devo dire, praticamente assente fra amaca e sdraio.
SimonaSimona wrote a review
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L'autrice racconta in questo libro la storia della sua famiglia, terribile, toccante, vera, il genocidio degli Armeni iniziato a Costantinopoli nel 1915. La storia è interessante e, per il contenuto, avrebbe meritato da parte mia un voto alto ma darò solo tre stelline e mezzo perchè non mi è piaciuto affatto lo stile di scrittura, ho fatto grande fatica a leggerlo e a finirlo.. Peccato..