La neve se ne frega
by Giuseppe Camuncoli, Luciano Ligabue, Matteo Casali
(*)(*)(*)(*)( )(2,248)
In un futuro nemmeno troppo lontano, la società ha realizzato il migliore dei mondi possibili. Un luogo in cui si nasce vecchi e si ringiovanisce col passare degli anni. Un mondo pulito dove tutto funziona alla perfezione, sotto l'occhio vigile delle telecamere che osservano silenziose i gesti quotidiani di ogni persona. Grazie al Piano Vidor, i bisogni e la felicità di ciascun individuo sono garantiti, cosi come il diritto ad avere diritti. E godere dei propri diritti è un dovere per tutti. In questa società rigorosa e ovattata vivono DiFo e Natura, una coppia come tante che passa i suoi giorni compiendo i lavori assegnati, divertendosi con le forme di intrattenimento consentite e facendo l'amore. Come fanno tutti. Ma DiFo e Natura sono diversi.

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Amour GothiqueAmour Gothique added a quotation
La danza del delirio la conduci tu. Io sto solo imparando a non pestarti i piedi.
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La danza del delirio la conduci tu. Io sto solo imparando a non pestarti i piedi.
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Io e la pazienza non è che ci frequentiamo granché.
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Io e la pazienza non è che ci frequentiamo granché.
Amour GothiqueAmour Gothique added a quotation
Ridiamo come le montagne non appena gli voltiamo le spalle, ogni volta che sono sicure che nessuno le veda. Come il mare che si ostinano a chiamare furioso mentre le tempeste non sono che i suoi sghignazzi. Come le nuvole che se piangono pioggia è solo per il gran ridere. Come il vento che non fa che sganasciarsi e soffia soltanto perché deve riposare il respiro. Ridiamo come il cielo che deve avere tutti i motivi per ridere di noi ma anche con noi. Ridiamo come non potranno mai fare gli animali che non sanno cosa si perdono. Ridiamo come solo i più fortunati riescono a fare. Ridiamo di cuore.
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Ridiamo come le montagne non appena gli voltiamo le spalle, ogni volta che sono sicure che nessuno le veda. Come il mare che si ostinano a chiamare furioso mentre le tempeste non sono che i suoi sghignazzi. Come le nuvole che se piangono pioggia è solo per il gran ridere. Come il vento che non fa che sganasciarsi e soffia soltanto perché deve riposare il respiro. Ridiamo come il cielo che deve avere tutti i motivi per ridere di noi ma anche con noi. Ridiamo come non potranno mai fare gli animali che non sanno cosa si perdono. Ridiamo come solo i più fortunati riescono a fare. Ridiamo di cuore.
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Grazie per la neve che sta scendendo. Mi è sempre piaciuta, ma adesso mi sembra proprio puntuale. Tempestiva. Porta pulizia. Porta bianco. Costringe all'attenzione. Ai tempi lunghi. Lima rumori e colori. Lima le bave dei sensi. Ce n'è bisogno. Ancora per un po'.
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Grazie per la neve che sta scendendo. Mi è sempre piaciuta, ma adesso mi sembra proprio puntuale. Tempestiva. Porta pulizia. Porta bianco. Costringe all'attenzione. Ai tempi lunghi. Lima rumori e colori. Lima le bave dei sensi. Ce n'è bisogno. Ancora per un po'.
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Io invece ti vedo, sento e conosco benissimo. So cos'hai provato e cosa stai provando. Conosco i sensi di colpa di cui sei capace. Specialmente se sono relativi a qualche ferita che puoi avermi inferto. Figuriamoci questa volta.
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Io invece ti vedo, sento e conosco benissimo. So cos'hai provato e cosa stai provando. Conosco i sensi di colpa di cui sei capace. Specialmente se sono relativi a qualche ferita che puoi avermi inferto. Figuriamoci questa volta.
AlessandroAlessandro added a quotation
Mi viene voglia di un po' di spettacolo anche qui dentro. Chiudo la finestra e metto l'olovisore in modalità "clima". Scelgo l'opzione "neve". Subito cominciano a scendere grossi fiocchi oloproiettati tutto intorno a me. E mentre FaMo ci dà dentro con il suo russare, ben presto mi trovo circondato da una coltre bianca, paziente, muta. Mi incollo ai vetri. Sull'orlo di un verde imperioso, di là, e di un bianco che prova a esserlo, di qua. Non mi sono mai sentito così bene fisicamente. E il bello deve ancora venire. Proprio nel mezzo del cammin della mia vita. Come diceva un genio mille anni fa.
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Mi viene voglia di un po' di spettacolo anche qui dentro. Chiudo la finestra e metto l'olovisore in modalità "clima". Scelgo l'opzione "neve". Subito cominciano a scendere grossi fiocchi oloproiettati tutto intorno a me. E mentre FaMo ci dà dentro con il suo russare, ben presto mi trovo circondato da una coltre bianca, paziente, muta. Mi incollo ai vetri. Sull'orlo di un verde imperioso, di là, e di un bianco che prova a esserlo, di qua. Non mi sono mai sentito così bene fisicamente. E il bello deve ancora venire. Proprio nel mezzo del cammin della mia vita. Come diceva un genio mille anni fa.
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Prendi una piccola pausa. Come se preparassi me, ma anche te stessa. Poi mi chiedi: "Non hai paura che fra un anno te ne vai?". Di fronte a me, sulla finestra, c'è una piccola zona in cui il vetro è appannato. Ci dev'essere un guasto da qualche parte. Ne approfitto. avvicino il dito. Scrivo"no". O meglio, scrivo un pastrocchio che io e te sappiamo significa no. Vedo la delusione che provi. Il colpo che subisci. "Non hai paura che possa non esserci niente, dopo?" Ancora col dito sottolineo il "no". Sei sempre più segnata dalle mie risposte. Forse anche dalla decisione con cui ho tracciato la riga. Ti trema il labbro di sotto. "Quindi non ti spaventa che ci separiamo?" Ora traccio un quadrato intorno al "no". Mi guardi incredula, indignata. Sbatti le palpebre. Non riesci a controllarti. "Mi stai dicendo che non ti preoccupa lasciarmi da sola?" Questo l'hai detto usando la voce. A un volume per cui in tanti si sono voltati. "Solo un po'," ti dico io continuando invece a non aprire bocca. Ora ti scendono calde sulle guance. Sei scossa dai tuoi singhiozzi. Mi specchio nei tuoi occhi. Se tu mi vedessi come mi vedo io non saresti così sconvolta. Invece lo sei. Finisco il mio pensiero: "Vado solo ad aspettarti per la prossima vita".
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Prendi una piccola pausa. Come se preparassi me, ma anche te stessa. Poi mi chiedi: "Non hai paura che fra un anno te ne vai?". Di fronte a me, sulla finestra, c'è una piccola zona in cui il vetro è appannato. Ci dev'essere un guasto da qualche parte. Ne approfitto. avvicino il dito. Scrivo"no". O meglio, scrivo un pastrocchio che io e te sappiamo significa no. Vedo la delusione che provi. Il colpo che subisci. "Non hai paura che possa non esserci niente, dopo?" Ancora col dito sottolineo il "no". Sei sempre più segnata dalle mie risposte. Forse anche dalla decisione con cui ho tracciato la riga. Ti trema il labbro di sotto. "Quindi non ti spaventa che ci separiamo?" Ora traccio un quadrato intorno al "no". Mi guardi incredula, indignata. Sbatti le palpebre. Non riesci a controllarti. "Mi stai dicendo che non ti preoccupa lasciarmi da sola?" Questo l'hai detto usando la voce. A un volume per cui in tanti si sono voltati. "Solo un po'," ti dico io continuando invece a non aprire bocca. Ora ti scendono calde sulle guance. Sei scossa dai tuoi singhiozzi. Mi specchio nei tuoi occhi. Se tu mi vedessi come mi vedo io non saresti così sconvolta. Invece lo sei. Finisco il mio pensiero: "Vado solo ad aspettarti per la prossima vita".
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Ti metti a fissarmi. Ti rispondo. Sì, sono io, quello che non si vergogna di farti sentire in colpa anche se la colpa non dovrebbe essere tua. Quello che non ce la fa a essere così sicuro della tua innocenza. Sì, sono io quello che vuole sapere ma non ha il coraggio di chiedere. Quello che in questo momento non ce la fa a fidarsi abbastanza della nostra saldezza. Sì, sono quello capace di dubitare di te ma, soprattutto, sono anche quello che ti conosce bene e ha visto nel primo sguardo del ritorno a casa un riassunto eloquente della tua giornata.
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Ti metti a fissarmi. Ti rispondo. Sì, sono io, quello che non si vergogna di farti sentire in colpa anche se la colpa non dovrebbe essere tua. Quello che non ce la fa a essere così sicuro della tua innocenza. Sì, sono io quello che vuole sapere ma non ha il coraggio di chiedere. Quello che in questo momento non ce la fa a fidarsi abbastanza della nostra saldezza. Sì, sono quello capace di dubitare di te ma, soprattutto, sono anche quello che ti conosce bene e ha visto nel primo sguardo del ritorno a casa un riassunto eloquente della tua giornata.
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Ho sempre sentito dire che il sesso ci dà un'occhiata dentro. Ci spoglia non solo dei vestiti, ma di tutti gli involucri. Ci viene a stanare e porta a galla chi siamo. Non potrebbe essere che porta a galla chi siamo ogni tanto? O chi diventiamo ogni tanto? No, eh? Per favore.
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Ho sempre sentito dire che il sesso ci dà un'occhiata dentro. Ci spoglia non solo dei vestiti, ma di tutti gli involucri. Ci viene a stanare e porta a galla chi siamo. Non potrebbe essere che porta a galla chi siamo ogni tanto? O chi diventiamo ogni tanto? No, eh? Per favore.
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"Grazie." Non è che mi dici solo "grazie". Mi dici proprio "grazie". E il modo in cui me l'hai detto non è che mi lascia la possibilità di chiederti "per cosa?". Mi regala quella di darmi la mia risposta.
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"Grazie." Non è che mi dici solo "grazie". Mi dici proprio "grazie". E il modo in cui me l'hai detto non è che mi lascia la possibilità di chiederti "per cosa?". Mi regala quella di darmi la mia risposta.