La notte delle farfalle
by Aimee Bender
(*)(*)(*)(*)( )(11)
La notte in cui sua madre viene portata in un ospedale psichiatrico dopo un accesso di follia, Francie ha solo otto anni e rimane sola con la sua babysitter aspettando di poter prendere, la mattina dopo, il treno che la porterà a Los Angeles a vivere con gli zii. Accanto al divano sul quale dorme c'è una lampada con un paralume decorato di farfalle. Al risveglio, Francie vede una farfalla morta, identica a quelle sul paralume, che galleggia dentro un bicchiere d'acqua. Senza farsi vedere dalla babysitter, la deglutisce. Vent'anni dopo Francie si trova costretta a fare i conti con quel momento, immergendosi nel passato e ripescando nella memoria altri due incidenti, molto simili: la scoperta, in un quaderno di scuola, dello scheletro essiccato di uno scarafaggio, e la presenza di un bouquet di rose che riproduce il motivo floreale delle tende di casa. Mentre il mondo intorno a lei sembra quasi perdere di consistenza, i ricordi si fanno sempre più luminosi, e gli insetti e i fiori sembrano aprire lo sguardo verso una terza dimensione. Comincia una dolce battaglia, nella quale salvare e proteggere la farfalla, lo scarafaggio, le rose è forse l'unico modo possibile per ritrovare l'amore di una madre adorabile e folle, e poter ricominciare, una volta per tutte, a vivere. A dieci anni dal suo ultimo romanzo, Aimee Bender torna a esplorare un mondo nel quale gli oggetti più banali e quotidiani si trasformano in finestre verso un'altra dimensione e in amuleti di salvezza.

Mircalla (#FreePatrickZaki)'s Review

la patologia mentale è un tessuto sfilacciato attraverso il quale il presente scivola via per diventare un luogo altro



Francie ha otto anni ma, come le altre protagoniste di Bender, ne ha molti di più


e questo vuol dire "responsabilità" direbbe Fossati,

anche se per lui erano meno gli anni che davano responsabilità,

ma mi è venuto in mente leggendo del viaggio in treno di Francie e della sua (ri)scoperta dei ricordi nella tenda sul balcone


lei, come anche la zia che l'ha adottata, teme di aver geni materni

ma la mamma ha un serio problema mentale causato dallo sbattimento della testa dopo il parto, quindi non è possibile ereditarne la patologia...


ma tant'è, lei e la sorella svolgono a mano a mano le sue esperienze come fossero un rotolo antico di delicata fattura,

e alla fine lei ha tutto davanti

passato e presente, con una speranza per il futuro


i temi di Bender sono pressapoco sempre gli stessi: patologia mentale, bambini e famiglie disfunzionali


qua combinati in maniera più fluida e meno oscura che in L'Inconfondibile tristezza della torta al limone e successivi racconti, si direbbe un romanzo adulto


più convincente e allo stesso tempo più esile


triste nella sua linearità e nell'assoluta mancanza di pathos


ma piacevole da leggere e avendolo letto dopo Crossroads di Franzen, assai meno pesante, colpevolizzante e finto cattolico di quello


molto meglio la realtà, sia pure di quelle difficili e dure da digerire, con un tocco di pazzia surreale e tanta volontà di farcela


senza aiuti divini o altri deliri socialmente accettati


qua il delirio è reale e come tale fa giustamente paura, come deve essere

la patologia mentale è un tessuto sfilacciato attraverso il quale il presente scivola via per diventare un luogo altro



Francie ha otto anni ma, come le altre protagoniste di Bender, ne ha molti di più


e questo vuol dire "responsabilità" direbbe Fossati,

anche se per lui erano meno gli anni che davano responsabilità,

ma mi è venuto in mente leggendo del viaggio in treno di Francie e della sua (ri)scoperta dei ricordi nella tenda sul balcone


lei, come anche la zia che l'ha adottata, teme di aver geni materni

ma la mamma ha un serio problema mentale causato dallo sbattimento della testa dopo il parto, quindi non è possibile ereditarne la patologia...


ma tant'è, lei e la sorella svolgono a mano a mano le sue esperienze come fossero un rotolo antico di delicata fattura,

e alla fine lei ha tutto davanti

passato e presente, con una speranza per il futuro


i temi di Bender sono pressapoco sempre gli stessi: patologia mentale, bambini e famiglie disfunzionali


qua combinati in maniera più fluida e meno oscura che in L'Inconfondibile tristezza della torta al limone e successivi racconti, si direbbe un romanzo adulto


più convincente e allo stesso tempo più esile


triste nella sua linearità e nell'assoluta mancanza di pathos


ma piacevole da leggere e avendolo letto dopo Crossroads di Franzen, assai meno pesante, colpevolizzante e finto cattolico di quello


molto meglio la realtà, sia pure di quelle difficili e dure da digerire, con un tocco di pazzia surreale e tanta volontà di farcela


senza aiuti divini o altri deliri socialmente accettati


qua il delirio è reale e come tale fa giustamente paura, come deve essere