La rivoluzione della luna
by Andrea Camilleri
(*)(*)(*)(*)(*)(691)
"Racconto veritiero di una storia solo in parte supposta, il romanzo cresce e concresce scortato dalla luna. Tutto era lecito allora, nel Seicento, a Palermo, fuorché ciò che era lecito. (...) Tra le pompe di un dovizioso apparato, con maggiordomi, paggi, maestri di casa e scacazzacarte, e in mezzo a uno strisciar di riverenze, di ludi e di motteggi, era tutto un rigirar di scale e porte: un far complotti, ordire attentati, muover coltelli e insanguinar le mani; violar le leggi, collezionar prebende, metter tangenti, dispensar favori e accudir parentele; abusare, predare e ladroneggiare, intorbidar le acque; industriarsi nel vizio, puttaneggiare e finger compassione e trepida carità per il sesso più giovane, e derelitto, mentre un'enfasi scenica e profanatoria provvedeva ai corrotti desideri con burlesques di tonache coi fessi aperti dietro e dinanzi. L'illegalità lavorava a pieno servizio. Era il predicato forte della politica del Sacro Regio Consiglio, e delle sue mosse proditorie, dapprima alle spalle di un Viceré che la malattia aveva reso tardo e lento, grave di carne tremolosa, dirupato e assopito sul suo carcassone; e poi contro la sua vedova, donna Eleonora di Mora, senza paragone diversa, lucidamente ferma e decisa nella difesa delle leggi e della giustizia sociale, da lui designata a sostituirlo in caso di morte improvvisa. Fu così che, nel 1677, la Sicilia ebbe un Viceré "anomalo". Un governatore donna." (Salvatore Silvano Nigro)

All Quotations

6
equipajeequipaje added a quotation
Don Camilo faciva sempri la 'mprissioni di 'na vestia sarvaggia affamata pirchì era da anni e anni che il Santo Offizio era caduto 'n vascia fortuna, non s'attrovava un eretico a pagarlo a piso d'oro, le streghe erano spirute e non s’arrinisciva cchiù ad abbrusciari vivo a nisciuno supra alla pubblica piazza. Unni erano annati a finiri i miravigliosi auto da fé? Ora ci si doviva contintari di torturari fàvusi testimoni, mariti che avivano a dù mogliere, pirsone che dicivano calunie e farsità.
equipajeequipaje added a quotation
Don Camilo faciva sempri la 'mprissioni di 'na vestia sarvaggia affamata pirchì era da anni e anni che il Santo Offizio era caduto 'n vascia fortuna, non s'attrovava un eretico a pagarlo a piso d'oro, le streghe erano spirute e non s’arrinisciva cchiù ad abbrusciari vivo a nisciuno supra alla pubblica piazza. Unni erano annati a finiri i miravigliosi auto da fé? Ora ci si doviva contintari di torturari fàvusi testimoni, mariti che avivano a dù mogliere, pirsone che dicivano calunie e farsità.
equipajeequipaje added a quotation
... la quistioni della Legazia Apostolica la quali, fatto unico in tutta la cristianità, accintrava in un'unica persona, il Re di Sicilia, e di conseguenzia nel Viciré che lo rapprisintava, tanto il potiri civili quanto il potiri clisiastico. Ad aviri 'sta bella alzata d'ingegno era stato 'u Papa Urbano secunno che nel milli e novantotto l'aviva fatta addivintari liggi con la bolla Quia propter prudentiam tuam. Ma po', per secoli, tutti sinni erano scordati o voluto scordare. A ritirarla fora era stato, alla fini del quattrocento, Gian Luca Barberio. E aviva provocato un burdello col Papa che non la voliva cchiù arraccanosciri. E accussì c'erano state quistioni grosse, azzuffatine, malacrianze, vinnitte, sgarbi tra i re di Spagna e i vari Papi. Fino a quanno, nel milli e seicento e cinco il cardinali Baronio sinni era nisciuto strumentianno che la famosa bolla non era stata scrivuta da Papa Urbano ma dall'antipapa Anacleto epperciò valiva meno di 'no scudo favuso. I Re di Spagna arrispunnero che del cardinali Baronio sinni stracatafuttivano, volivano sapiri come se la pinsava il Papa 'n merito all'autori della bolla. Il Papa aveva arrispunnuto che gli abbisognava 'na poco di tempo per decidiri. Erano passati decine e decine d'anni e 'sta decisioni papali non era mai arrivata.
equipajeequipaje added a quotation
... la quistioni della Legazia Apostolica la quali, fatto unico in tutta la cristianità, accintrava in un'unica persona, il Re di Sicilia, e di conseguenzia nel Viciré che lo rapprisintava, tanto il potiri civili quanto il potiri clisiastico. Ad aviri 'sta bella alzata d'ingegno era stato 'u Papa Urbano secunno che nel milli e novantotto l'aviva fatta addivintari liggi con la bolla Quia propter prudentiam tuam. Ma po', per secoli, tutti sinni erano scordati o voluto scordare. A ritirarla fora era stato, alla fini del quattrocento, Gian Luca Barberio. E aviva provocato un burdello col Papa che non la voliva cchiù arraccanosciri. E accussì c'erano state quistioni grosse, azzuffatine, malacrianze, vinnitte, sgarbi tra i re di Spagna e i vari Papi. Fino a quanno, nel milli e seicento e cinco il cardinali Baronio sinni era nisciuto strumentianno che la famosa bolla non era stata scrivuta da Papa Urbano ma dall'antipapa Anacleto epperciò valiva meno di 'no scudo favuso. I Re di Spagna arrispunnero che del cardinali Baronio sinni stracatafuttivano, volivano sapiri come se la pinsava il Papa 'n merito all'autori della bolla. Il Papa aveva arrispunnuto che gli abbisognava 'na poco di tempo per decidiri. Erano passati decine e decine d'anni e 'sta decisioni papali non era mai arrivata.
equipajeequipaje added a quotation
Don Simone aviva avuto 'na beddra pinsata. Aviva fatto vistiri alle otto picciotte da monache [...]
equipajeequipaje added a quotation
Don Simone aviva avuto 'na beddra pinsata. Aviva fatto vistiri alle otto picciotte da monache [...]
equipajeequipaje added a quotation
... sinni scolaro 'na mezza litrata a testa [...]
equipajeequipaje added a quotation
... sinni scolaro 'na mezza litrata a testa [...]
equipajeequipaje added a quotation
«L'Opera Pia che don Simone Trecca [...] ha creato [...] è dedicata alla salvezza, del corpo e dell'anima, di giovanissime orfane destinate altrimenti a sicura perdizione. Erano tutte vergini pericolanti [...]»
equipajeequipaje added a quotation
«L'Opera Pia che don Simone Trecca [...] ha creato [...] è dedicata alla salvezza, del corpo e dell'anima, di giovanissime orfane destinate altrimenti a sicura perdizione. Erano tutte vergini pericolanti [...]»
equipajeequipaje added a quotation
Nell'anno milli e seicento e unnici il Viciré Duca di Osuna, appena 'na simanata doppo che era sbarcato a Palermo, aveva scritto testuali al Re: «Qua nessuno è al sicuro manco dentro la propria casa. Questo Regno non riconosce né Dio né la Vostra Maestà; tutto si vende per denaro, comprese le vite e i beni del povero, le proprietà del Re e persino la Giustizia. Non ho mai visto né udito nulla di paragonabile con la criminalità e i disordini di qui».
equipajeequipaje added a quotation
Nell'anno milli e seicento e unnici il Viciré Duca di Osuna, appena 'na simanata doppo che era sbarcato a Palermo, aveva scritto testuali al Re: «Qua nessuno è al sicuro manco dentro la propria casa. Questo Regno non riconosce né Dio né la Vostra Maestà; tutto si vende per denaro, comprese le vite e i beni del povero, le proprietà del Re e persino la Giustizia. Non ho mai visto né udito nulla di paragonabile con la criminalità e i disordini di qui».