La solitudine dei numeri primi
by Paolo Giordano
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Alice è una bambina obbligata dal padre a frequentare la scuola di sci. È una mattina di nebbia fitta, lei non ha voglia, il latte della colazione le pesa sullo stomaco. Persa nella nebbia, staccata dai compagni, se la fa addosso. Umiliata, cerca di scendere, ma finisce fuori pista spezzandosi una gamba. Resta sola, incapace di muoversi, al fondo di un canale innevato, a domandarsi se i lupi ci sono anche in inverno. Mattia è un bambino molto intelligente, ma ha una gemella, Michela, ritardata. La presenza di Michela umilia Mattia di fronte ai suoi coetanei e per questo, la prima volta che un compagno di classe li invita entrambi alla sua festa, Mattia abbandona Michela nel parco, con la promessa che tornerà presto da lei. Questi due episodi iniziali, con le loro conseguenze irreversibili, saranno il marchio impresso a fuoco nelle vite di Alice e Mattia, adolescenti, giovani e infine adulti. Le loro esistenze si incroceranno, e si scopriranno strettamente uniti, eppure invincibilmente divisi. Come quei numeri speciali, che i matematici chiamano "primi gemelli": due numeri primi vicini ma mai abbastanza per toccarsi davvero. Un romanzo d'esordio che alterna momenti di durezza e spietata tensione a scene rarefatte e di trattenuta emozione, di sconsolata tenerezza e di tenace speranza.

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C’era stata quella volta e ce n’ erano state infinite altre, che Alice non ricordava più, perché l’amore di chi non amiamo si deposita sulla superficie e da lì evapora in fretta.
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C’era stata quella volta e ce n’ erano state infinite altre, che Alice non ricordava più, perché l’amore di chi non amiamo si deposita sulla superficie e da lì evapora in fretta.
PsicoPasqualePsicoPasquale added a quotation
-Ti ci abituerai, finirai per non vederlo neanche più. -E come? L'avrò sempre lì, sotto gli occhi. -Appunto. E' proprio per questo che non lo vedrai più
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-Ti ci abituerai, finirai per non vederlo neanche più. -E come? L'avrò sempre lì, sotto gli occhi. -Appunto. E' proprio per questo che non lo vedrai più
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"I numeri primi sono divisibili soltanto per 1 e per se stessi. Se ne stanno al loro posto nell'infinita serie dei numeri naturali, schiacciati come tutti fra due, ma un passo in là rispetto agli altri."
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"I numeri primi sono divisibili soltanto per 1 e per se stessi. Se ne stanno al loro posto nell'infinita serie dei numeri naturali, schiacciati come tutti fra due, ma un passo in là rispetto agli altri."
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"Era sicura che lui si trovasse ancora là, dove gli aveva scritto alcune volte, molti anni prima. Se lui si fosse spostato, lei l'avrebbe percepito in qualche modo. Perché lei e Mattia erano uniti da un filo elastico e invisibile, sepolto sotto un mucchio di cose di poca importanza, un filo che poteva esistere soltanto fra due come loro: due che avevano riconosciuto la propria solitudine l'uno nell'altra"
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"Era sicura che lui si trovasse ancora là, dove gli aveva scritto alcune volte, molti anni prima. Se lui si fosse spostato, lei l'avrebbe percepito in qualche modo. Perché lei e Mattia erano uniti da un filo elastico e invisibile, sepolto sotto un mucchio di cose di poca importanza, un filo che poteva esistere soltanto fra due come loro: due che avevano riconosciuto la propria solitudine l'uno nell'altra"
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"Sentirsi speciali è la peggiore delle gabbie che qualcuno possa costruirsi"
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"Sentirsi speciali è la peggiore delle gabbie che qualcuno possa costruirsi"
Giulia SpinelliGiulia Spinelli added a quotation
Lasciò che lei guardasse con calma, perché la sua mano raccontava molto di più di quanto lui potesse fare a voce.
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Lasciò che lei guardasse con calma, perché la sua mano raccontava molto di più di quanto lui potesse fare a voce.
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L'affetto dei genitori si risolve in piccole premure, nelle stesse preoccupazioni che i suoi elencavano al telefono ogni mercoledì: il mangiare, il caldo e il freddo, la stanchezza, a volte i soldi. Tutto il resto giaceva come sommerso a profondità irraggiungibili, in una massa cementificata di discorsi mai affrontati, di scuse da fare e da ricevere e di ricordi da correggere, che sarebbero rimasti tali.
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L'affetto dei genitori si risolve in piccole premure, nelle stesse preoccupazioni che i suoi elencavano al telefono ogni mercoledì: il mangiare, il caldo e il freddo, la stanchezza, a volte i soldi. Tutto il resto giaceva come sommerso a profondità irraggiungibili, in una massa cementificata di discorsi mai affrontati, di scuse da fare e da ricevere e di ricordi da correggere, che sarebbero rimasti tali.
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Mattia cercò una spiegazione a quel messaggio e ancora di più alla propria scombinata reazione. Immaginò di uscire dalla zona arrivi dell'aeroporto e di trovare Alice e Fabio ad aspettarlo, oltre la ringhiera. Di salutare lei, baciandola sulle guance, e poi di stringere la mano a suo marito per presentarsi. Avrebbero litigato per finta su chi dovesse portare la valigia fino all'auto e lungo il tragitto avrebbero provato a raccontarsi com'era andata la vita, inutilmente, quasi si potesse davvero riassumere. Mattia sul sedile posteriore, loro in quelli davanti: tre sconosciuti che fingono di avere qualcosa in comune e grattano la superficie delle cose, pur di evitare il silenzio.
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Mattia cercò una spiegazione a quel messaggio e ancora di più alla propria scombinata reazione. Immaginò di uscire dalla zona arrivi dell'aeroporto e di trovare Alice e Fabio ad aspettarlo, oltre la ringhiera. Di salutare lei, baciandola sulle guance, e poi di stringere la mano a suo marito per presentarsi. Avrebbero litigato per finta su chi dovesse portare la valigia fino all'auto e lungo il tragitto avrebbero provato a raccontarsi com'era andata la vita, inutilmente, quasi si potesse davvero riassumere. Mattia sul sedile posteriore, loro in quelli davanti: tre sconosciuti che fingono di avere qualcosa in comune e grattano la superficie delle cose, pur di evitare il silenzio.
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Per prima cosa spalmò del grasso sugli ingranaggi, poi lucidò il telaio con uno straccio imbevuto d'alcol. Con l'unghia grattò via gli schizzi di fango rimasti attaccati. Pulì per bene anche in mezzo ai pedali, nelle fessure in cui le dita non passavano. Rimontò i vari pezzi e controllò i tiranti dei freni, li regolò in modo che fossero perfettamente bilanciati. Gonfiò entrambe le gomme, tastandone la pressione con il palmo della mano. Fece un passo indietro, si asciugò le mani sulle cosce e osservò il suo lavoro, con una fastidiosa sensazione di distacco. Buttò a terra la bici con un calcio. Quella si piegò su se stessa, come un animale. Un pedale si mise a girare a vuoto e Fabio ne ascoltò il fruscio ipnotico, finché non ci fu di nuovo silenzio. Fece per uscire dal garage, ma poi tornò indietro. Sollevò la bici e la rimise al suo posto. Non poté trattenersi dal controllare che non si fosse danneggiata. Si chiese perché non fosse capace di lasciare tutto in disordine, di dare spazio alla rabbia che gli inondava il cervello, di bestemmiare e spaccare oggetti. Perché preferiva che ogni cosa sembrasse al suo posto anche quando non lo era. Spense la luce e salì le scale.
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Per prima cosa spalmò del grasso sugli ingranaggi, poi lucidò il telaio con uno straccio imbevuto d'alcol. Con l'unghia grattò via gli schizzi di fango rimasti attaccati. Pulì per bene anche in mezzo ai pedali, nelle fessure in cui le dita non passavano. Rimontò i vari pezzi e controllò i tiranti dei freni, li regolò in modo che fossero perfettamente bilanciati. Gonfiò entrambe le gomme, tastandone la pressione con il palmo della mano. Fece un passo indietro, si asciugò le mani sulle cosce e osservò il suo lavoro, con una fastidiosa sensazione di distacco. Buttò a terra la bici con un calcio. Quella si piegò su se stessa, come un animale. Un pedale si mise a girare a vuoto e Fabio ne ascoltò il fruscio ipnotico, finché non ci fu di nuovo silenzio. Fece per uscire dal garage, ma poi tornò indietro. Sollevò la bici e la rimise al suo posto. Non poté trattenersi dal controllare che non si fosse danneggiata. Si chiese perché non fosse capace di lasciare tutto in disordine, di dare spazio alla rabbia che gli inondava il cervello, di bestemmiare e spaccare oggetti. Perché preferiva che ogni cosa sembrasse al suo posto anche quando non lo era. Spense la luce e salì le scale.
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Era un'altra delle cose che si era lasciato indietro, un altro passo ovvio nella vita di un ragazzo che lui aveva scelto di non compiere, per tenersi il più possibile al di fuori dell’ ingranaggio della vita.
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Era un'altra delle cose che si era lasciato indietro, un altro passo ovvio nella vita di un ragazzo che lui aveva scelto di non compiere, per tenersi il più possibile al di fuori dell’ ingranaggio della vita.