La spinta
by Ashley Audrain
(*)(*)(*)(*)( )(66)
È la vigilia di Natale e Blythe è seduta in macchina a spiare la nuova vita di suo marito. Attraverso la finestra di una casa estranea osserva la scena di una famiglia perfetta, le candele accese, i gesti premurosi. E poi c'è Violet, la sua enigmatica figlia, che dall'altra parte del vetro, a sua volta, la sta fissando immobile. Negli anni, Blythe si era chiesta se fosse stata la sua stessa infanzia fatta di vuoti e solitudini a impedirle di essere una buona madre, o se invece qualcosa di incomprensibile e guasto si nascondesse dietro le durezze e lo sguardo ribelle di Violet. Quando ne parlava con Fox, il marito, lui tagliava corto, tutto era come doveva essere, diceva. Era cominciata così, o forse era cominciata molto prima, quando era stata lei la bambina di casa.

Friederike Amalie von H.'s Review

Friederike Amalie von H.Friederike Amalie von H. wrote a review
(*)(*)(*)( )( )
Si sente spessissimo parlare della depressione post partum che devasta la neomamma, travolgendola di sensi di colpa e mettendo a rischio la vita del neonato. C'è grande interesse e curiosità, al riguardo, ultimamente. In questo caso si cavalca la cresta dell'onda accorpandola all'inesauribile filone dei bimbi terribili e all'abusatissima isteria femminile, soprattutto in fase di divorzio.
Davvero molta carne al fuoco, troppa, come troppo spesso capita con gli scrittori neofiti.
Uno sfrondamento della trama, che tende a trascinarsi per troppe pagine superflue e ripetitive, in effetti, avrebbe più che giovato.
Colpo di scena finale prevedibilissimo e psicologia da salotto spacciata per geniale intuizione.
Romanzo d'esordio ampiamente sopravvalutato, ma ci sono i margini per migliorare, abbandonando il seminato e seguendo la propria ispirazione personale.
Folgorante, infatti, l'incipit ove le due antagoniste si rispecchiano l'una nell'altra immettendo il lettore, di botto, nella drammaticità della trama.
Friederike Amalie von H.Friederike Amalie von H. wrote a review
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Si sente spessissimo parlare della depressione post partum che devasta la neomamma, travolgendola di sensi di colpa e mettendo a rischio la vita del neonato. C'è grande interesse e curiosità, al riguardo, ultimamente. In questo caso si cavalca la cresta dell'onda accorpandola all'inesauribile filone dei bimbi terribili e all'abusatissima isteria femminile, soprattutto in fase di divorzio.
Davvero molta carne al fuoco, troppa, come troppo spesso capita con gli scrittori neofiti.
Uno sfrondamento della trama, che tende a trascinarsi per troppe pagine superflue e ripetitive, in effetti, avrebbe più che giovato.
Colpo di scena finale prevedibilissimo e psicologia da salotto spacciata per geniale intuizione.
Romanzo d'esordio ampiamente sopravvalutato, ma ci sono i margini per migliorare, abbandonando il seminato e seguendo la propria ispirazione personale.
Folgorante, infatti, l'incipit ove le due antagoniste si rispecchiano l'una nell'altra immettendo il lettore, di botto, nella drammaticità della trama.