La strada per Roma
by Paolo Volponi
(*)(*)(*)(*)( )(127)
22 cm Milanostampa - Farigliano (CN) IT\ICCU\RAV\0239131

Jacques le fataliste et son maître's Quotes

«– Corsalini! – l’aveva chiamato la Cancellieri. – Corsalini, dobbiamo vederci in tutti caffè?
Lui sorrise e si sedette lentamente, dopo che lei l’aveva invitato a farlo. Non parlò e tirò fuori una sigaretta dal pacchetto ancora prezioso. Per questo si scoprì e Letizia notò che aveva il colletto aperto.
– Ha dovuto fuggire di corsa da qualche stanza?
Fu umiliato da quella domanda ed esagerò ancora la sua umiliazione.
– Perché mi tratta in questo modo? – domandò. – Mi ha già fatto capire che sono un provinciale; ma perché adesso mi dice queste cose?
– Mi scusi. È stato uno scherzo inutile.
Guido continuò a fumare, con un silenzio ostentato che doveva dimostrare la sua ripugnanza per quei costumi ai quali si riferiva la Cancellieri e la stanchezza che su di lui ormai gettavano.
– Eppure questa notte sono stata avvisata due volte di guardarmi da lei.
Guido volle tramutare il suo orgoglio in sdegno e darne misura: – Ed è per questo che vuol provare?
La Cancellieri alzò la testa con un gesto infantile, mostrò di doversi controllare e dopo una breve pausa sorrise: – Sa che è bravo lei?
– A far cosa?
– A concedersi.
– È lei che lo comanda.
– La smetta e non diventi come tutti quelli che si difendono con l’insolenza, fannulloni attaccati ai ferri davanti al Circolo.
– Volevo dire che lei lo aspetta in un certo modo, come un vassallaggio. Che lei cerca di fuggire dalla sua posizione… – Non ricordava bene le parole di Ettore e non riusciva quindi a variarne il senso preciso in un’approssimazione che avrebbe potuto costituire un bel complimento e una prova della sua intelligenza. – Ma che non ci riesce… – Gli riuscì di ricordare la piccola Cancellieri del quadro di Giovanni Santi e allora concluse: – Perché è dentro di lei, le appartiene come la faccia, la bellezza che le arriva dalle sue antenata.»
83
«– Corsalini! – l’aveva chiamato la Cancellieri. – Corsalini, dobbiamo vederci in tutti caffè?
Lui sorrise e si sedette lentamente, dopo che lei l’aveva invitato a farlo. Non parlò e tirò fuori una sigaretta dal pacchetto ancora prezioso. Per questo si scoprì e Letizia notò che aveva il colletto aperto.
– Ha dovuto fuggire di corsa da qualche stanza?
Fu umiliato da quella domanda ed esagerò ancora la sua umiliazione.
– Perché mi tratta in questo modo? – domandò. – Mi ha già fatto capire che sono un provinciale; ma perché adesso mi dice queste cose?
– Mi scusi. È stato uno scherzo inutile.
Guido continuò a fumare, con un silenzio ostentato che doveva dimostrare la sua ripugnanza per quei costumi ai quali si riferiva la Cancellieri e la stanchezza che su di lui ormai gettavano.
– Eppure questa notte sono stata avvisata due volte di guardarmi da lei.
Guido volle tramutare il suo orgoglio in sdegno e darne misura: – Ed è per questo che vuol provare?
La Cancellieri alzò la testa con un gesto infantile, mostrò di doversi controllare e dopo una breve pausa sorrise: – Sa che è bravo lei?
– A far cosa?
– A concedersi.
– È lei che lo comanda.
– La smetta e non diventi come tutti quelli che si difendono con l’insolenza, fannulloni attaccati ai ferri davanti al Circolo.
– Volevo dire che lei lo aspetta in un certo modo, come un vassallaggio. Che lei cerca di fuggire dalla sua posizione… – Non ricordava bene le parole di Ettore e non riusciva quindi a variarne il senso preciso in un’approssimazione che avrebbe potuto costituire un bel complimento e una prova della sua intelligenza. – Ma che non ci riesce… – Gli riuscì di ricordare la piccola Cancellieri del quadro di Giovanni Santi e allora concluse: – Perché è dentro di lei, le appartiene come la faccia, la bellezza che le arriva dalle sue antenata.»
83