La strada per Roma
by Paolo Volponi
(*)(*)(*)(*)( )(127)
22 cm Milanostampa - Farigliano (CN) IT\ICCU\RAV\0239131

Jacques le fataliste et son maître's Quotes

«S’alza el sol, batt t’la cerqua¹, viva l’anarchia! — disse Alippi.
— No, viva la cerqua; questa è la verità: la cosa, non il concetto. Il bene, l’oggetto, la produzione sono onesti; disonesta e vile è l’organizzazione economica, le cui regole non sono nemmeno esatte, e che risultano sempre sfocate, anche ai controlli sui risultati, pensate sulle motivazioni: sono addirittura indeterminate. Il capitalismo è la cosa meno concreta che esista: è spirituale, ecco la grande comunione; non scende mai nelle cose, è idealista, ecco un’altra comunione: l’incremento del valore che il capitalismo persegue è del tutto ideale, non è un bene, è una convenzione, una follia infantile; non è nemmeno conseguente ai frutti del possesso, non è legato nemmeno al servizio che può rendere il bene al quale si riferisce. E per questo incremento del valore che non esiste, per quest’altro dio che consola, il mondo, tutta la palla, è schiacciato orribilmente. Quindi non si tratta di buttare giù l’industria, di distruggere i beni e i servizi o di amare la miseria, Jenner, ma di annullare un gas micidiale, fare prigioniero un fumetto che s’alza dalla mente di pochi, la finanza, e che si diffonde a intossicare, a confondere il principio di ogni cosa reale, anche di questa strada nera. Non conta più la strada ma l’incremento di valore. Non conta più l’industria e non contano i suoi prodotti, pensate quindi quanto poco contino i suoi operai; ma le sue azioni, il venderle anzi, nemmeno venderle, il loro prezzo fra sei mesi, l’idea del loro prezzo, quindi la loro essenza, che mi pare voglia dire la loro divinità. Ma se si abolisce quest’altro dio, allora si possono aprire domattina alle sei le porte dell’industria e dire agli operai: lavorate come vi pare, cercate di fare questi prodotti che servono a tutti, quando siete stanchi uscite a passeggiare. Capite, adesso, fratelli, come è facile diventare ricchi: basta credere e obbedire e combattere per quest’altra divinità: compro oggi la merda dei carabinieri e comincio a pensare io stesso che domani varrà di più.»

1. Quercia, in dialetto marchigiano.
264
«S’alza el sol, batt t’la cerqua¹, viva l’anarchia! — disse Alippi.
— No, viva la cerqua; questa è la verità: la cosa, non il concetto. Il bene, l’oggetto, la produzione sono onesti; disonesta e vile è l’organizzazione economica, le cui regole non sono nemmeno esatte, e che risultano sempre sfocate, anche ai controlli sui risultati, pensate sulle motivazioni: sono addirittura indeterminate. Il capitalismo è la cosa meno concreta che esista: è spirituale, ecco la grande comunione; non scende mai nelle cose, è idealista, ecco un’altra comunione: l’incremento del valore che il capitalismo persegue è del tutto ideale, non è un bene, è una convenzione, una follia infantile; non è nemmeno conseguente ai frutti del possesso, non è legato nemmeno al servizio che può rendere il bene al quale si riferisce. E per questo incremento del valore che non esiste, per quest’altro dio che consola, il mondo, tutta la palla, è schiacciato orribilmente. Quindi non si tratta di buttare giù l’industria, di distruggere i beni e i servizi o di amare la miseria, Jenner, ma di annullare un gas micidiale, fare prigioniero un fumetto che s’alza dalla mente di pochi, la finanza, e che si diffonde a intossicare, a confondere il principio di ogni cosa reale, anche di questa strada nera. Non conta più la strada ma l’incremento di valore. Non conta più l’industria e non contano i suoi prodotti, pensate quindi quanto poco contino i suoi operai; ma le sue azioni, il venderle anzi, nemmeno venderle, il loro prezzo fra sei mesi, l’idea del loro prezzo, quindi la loro essenza, che mi pare voglia dire la loro divinità. Ma se si abolisce quest’altro dio, allora si possono aprire domattina alle sei le porte dell’industria e dire agli operai: lavorate come vi pare, cercate di fare questi prodotti che servono a tutti, quando siete stanchi uscite a passeggiare. Capite, adesso, fratelli, come è facile diventare ricchi: basta credere e obbedire e combattere per quest’altra divinità: compro oggi la merda dei carabinieri e comincio a pensare io stesso che domani varrà di più.»

1. Quercia, in dialetto marchigiano.
264