La terza fase
by Raffaele Simone
(*)(*)(*)(*)( )(59)
"Come la trasformazione della strumentazione tecnica modifica il nostro modo di pensare? Quali forme di sapere stiamo perdendo per effetto di questo cambiamento? Domande che Raffaele Simone si pone in un bellissimo libro."(Umberto Galimberti) Raffaele Simone è ordinario di Linguistica generale all'Università Roma Tre. A una lunga produzione di studi scientifici, pubblicati per i nostri tipi e all'estero ('Iconicity in Language', Amsterdam-Philadelphia 1995), affianca un'intensa attività di polemista e di saggista e ha diretto il vocabolario italiano Il Conciso (Istituto dell'Enciclopedia Italiana, Roma 1998).

All Reviews

8 + 1 in other languages
BradipousBradipous wrote a review
(*)(*)(*)( )( )
Un po' scolastico ma offre un contributo al tema
AndreaAndrea wrote a review
(*)(*)(*)( )( )
Un testo interessante che cerca di mettere in luce tutti i cambiamenti che le nuove tecnologie stanno portando alla mente e alle modalità di apprendimento... purtroppo manca qualche suggerimento o qualche previsione su cosa serve per vivere in questo momento o in quello futuro. come crescere le nuove generazioni? quali capcità sviluppare? la scuola non continua a spingere su canali che non sono più attuali e forse nemmeno utili?
Fabio Milito PagliaraFabio Milito Pagliara wrote a review
(*)(*)(*)(*)(*)
In quest'ottimo saggio l'autore riflette e ci fa riflettere sui cambiamenti culturali e cognitivi indotti dalle nuove tecnologie. Simone analizza sia le modalità sensoriali dei vari modi di trasmettere informazioni, sia quanto questo influenzi il messaggio che si può trasmettere. Per compiere quest'analisi l'autore trova importante introdurre il concetto di "visione testuale", e differenziare questo tipo di visione che consente di acquisire dati dalla scrittura da altri tipi di capacità visiva sopratutto osservando che non è una facoltà innata ma bensì un'abilità che si acquista con fatica, ma che favorisce l'utilizzo e lo sviluppo di quella che l'autore chiama "intelligenza sequenziale" contrapposta alla cosidetta "intelligenza simultanea". Viene dunque confrontata la scrittura con il video individuandone le differenze salienti sia per quanto riguarda le possibilità di fruizione che per quanto attiene il tipo d'influenza che esercitano sul tipo d'informazioni comunicabili. Ci s'interroga quindi su quali siano i modi di conservare e tramandare la conoscenza. Si arriva infine alla contrapposizione tra cultura analitica-proposizionale e cultura fusionale-nonproposizionale, con un'approfondita analisi sulla natura del testo (dalla sua natura aperta nelle culture orali, alla natura chiusa degli ultimi due secoli fino ad un probabile ritorno alla natura aperta del testo per la stessa natura del mezzo di produzione del testo attualmente più usato ovvero il computer). Simone non ha la pretesa di affermare con sicurezza se i nuovi stili cognitivi siano un bene o un male, ma sicuramente solleva dei forti dubbi sulla capacità di alcuni stili cognitivi nel continuare a comprendere, tramandare e conservare i nostri saperi più complessi. Un lettura indispensabile per chi si occupa di conoscenza, di linguaggi (nuovi ed antichi, ma anche generazionali), della diffusione della lettura e voglia avere nuove prospettive sui vari modi di fare "testo" (ovvero di raccontare una storia). Ma sopratutto una lettura indispensabile per chi si occupa di scuola e formazione e si trova davanti stili cognitivi spesso incomprensibili, dalla riflessione possono nascere nuove strategie comunicative e nuovi filoni di ricerca. Per tutti questo libro rappresenta un momento di necessaria riflessione su quanto le tecnologie (e anche la scrittura e la stessa voce lo sono) influenzano il tipo di conoscenze che si possono tramandare e la faciltà con cui si possono conservare.
fuzzybabelfuzzybabel wrote a review
(*)(*)(*)( )( )
Un grande classico della linguistica apocalittica.
dv (moving to goodreads)dv (moving to goodreads) wrote a review
(*)( )( )( )( )
Anzitutto, il sottotitolo è un po' fuorviante: nel libro non si parla di forme del sapere che stiamo perdendo, ma quasi esclusivamente di una forma di trasmissione del sapere (la scrittura) che sta cambiando nella forma e nei supporti. Ciò detto, il problema più grande di questo libro è nel suo rapporto con Marshall McLuhan (quello de La galassia Gutenberg in particolare):non lo cita in bibliografia e, soprattutto, non riesce a dire nulla di più di quanto da lui detto anni prima. Sostanzialmente inutile.
Edoardo PoetaEdoardo Poeta wrote a review
(*)(*)(*)(*)(*)
Intelligente
Strepitoso il passaggio sull'intelligenza proposizionale, quasi proposizionale e non proposizionale.
E ManE Man wrote a review
(*)(*)(*)( )( )
Se la cultura non viaggia più sopra i libri
Tesi e analisi interessante: cosa succede se la cultura non viaggia più sui libri ma su altri media, tipo gli audiovisivi o gli sms? Peccato l'argomento sia solo appena abbozzato.
Lorenza BoninuLorenza Boninu wrote a review
(*)(*)(*)(*)( )
testo stimolante, anche se discutibile in alcuni dei suoi assunti fondamentali. Ne faccio un esame approfondito qui, contaminazioni.splinder.com/post/13386039, con uno sguardo attento alle conseguenze della cosiddetta "Terza Fase" in ambito didattico