La trionferà
by Massimo Zamboni
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Essere comunisti a Cavriago voleva dire usare testa e mani per costruire tutti assieme il proprio cinema, la propria balera, il proprio futuro, in nome dell'emancipazione dell'umanità. Ma anche spedire un telegramma a Lenin e nominarlo sindaco onorario, scontrarsi coi cattolici per il film su Peppone e don Camillo, disperarsi per la morte di Stalin, servire lambrusco e rane fritte alla festa dell'Unità. Essere comunisti era prima di tutto un sentimento: sapere di essere dalla parte giusta del mondo. Massimo Zamboni ci accompagna in questo viaggio nel tempo, a partire da quella piccola Pietroburgo nostrana dove ancora oggi campeggia il busto di Lenin, facendoci precipitare in un'epoca in cui tutto sembrava possibile, persino la rivoluzione. «E se non saremo noi a vederla trionfare, e se non sarà da noi e avrà altri nomi forse, altri modi, chissà dove, duecento, trecento, mille anni, vedrete: la trionferà».

Ghinelli Giorgio's Review

Ghinelli GiorgioGhinelli Giorgio wrote a review
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Reggio per noi parmigiani di una certa età (solo chi non è emiliano aggiunge il suffisso Emilia) è sempre stato oggetto di amore e odio. si aspettava con ansia il derby calcistico per poter insultare con profondo piacere i loro tifosi, li si trattava come i fratelli poveri e testoni (appunto 'teste quadre'), noi che veniamo dalla città ducale. poi se volevi vedere un qualsiasi concerto pop o jazz andavi al campovolo oppure alla festa dell'unità di Gorganza o di Sant'Ilario oppure i film che ti interessano li proiettavano unicamente al rosebud o alla mitica multisala di Cavriago che aveva negli anni '90 anche il dolby.. questo libro parla di questo e dei reggiani (che poi alla fine non sono molto lontani dagli altri emiliani) e del perché sono unici
Ghinelli GiorgioGhinelli Giorgio wrote a review
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Reggio per noi parmigiani di una certa età (solo chi non è emiliano aggiunge il suffisso Emilia) è sempre stato oggetto di amore e odio. si aspettava con ansia il derby calcistico per poter insultare con profondo piacere i loro tifosi, li si trattava come i fratelli poveri e testoni (appunto 'teste quadre'), noi che veniamo dalla città ducale. poi se volevi vedere un qualsiasi concerto pop o jazz andavi al campovolo oppure alla festa dell'unità di Gorganza o di Sant'Ilario oppure i film che ti interessano li proiettavano unicamente al rosebud o alla mitica multisala di Cavriago che aveva negli anni '90 anche il dolby.. questo libro parla di questo e dei reggiani (che poi alla fine non sono molto lontani dagli altri emiliani) e del perché sono unici