Lacrime di sale
by Lidia Tilotta, Pietro Bartolo
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"È gelida l'acqua. Mi entra nelle ossa. Non riesco a liberare la stazza dall'acqua. Uso tutta la mia forza e la mia agilità ma la lancia resta piena. E cado. Ho paura. È notte fonda e fa freddo. Siamo a quaranta miglia da Lampedusa e, se non riesco a farmi sentire subito, mi lasceranno qui e sarà la fine. Non voglio morire così. Non a sedici anni. Il panico sta per impadronirsi di me e comincio a urlare con quanto fiato ho in gola, cercando di rimanere a galla e di non farmi trascinare giù da questo mare che ci consente di sopravvivere ma che può anche decidere di abbandonarci per sempre. "Patri" urlo. "Patri." Lui è al timone e non mi sente. La fine si avvicina, penso. Poi qualcosa accade... Ciò che non potevo sapere allora è che non solo quella notte sarebbe rimasta per sempre impressa nella mia mente ma che la mia esistenza sarebbe stata segnata da un mare che restituisce corpi e vite e che sarebbe toccato proprio a me salvare quelle vite e toccare per ultimo quei corpi." Pietro Bartolo è il medico che da oltre venticinque anni accoglie i migranti a Lampedusa. Li accoglie, li cura e, soprattutto, li ascolta. Queste pagine raccontano la sua storia: la storia di un ragazzo mingherlino e timido, cresciuto in una famiglia di pescatori, che si è duramente battuto per cambiare il proprio destino e quello della sua isola. E che, non dimenticando le difficoltà passate, ha deciso di vivere in prima persona quella che è stata definita la più grande emergenza umanitaria del nostro tempo.

Ggv84's Quotes

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Villaggi fantasma in cui erano rimasti solo vecchi, donne e bambini. Come se da lì fosse passata la guerra. Ma in questo caso la guerra non c'entrava: c'entrava solo una povertà assoluta che non consente di sfamare le bocche dei figli. Ed è per questo che, quando oggi sento parlare, in tanti talk-show, della differenza tra migranti economici e profughi, mi arrabbio e vorrei buttare tutto per aria.
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Villaggi fantasma in cui erano rimasti solo vecchi, donne e bambini. Come se da lì fosse passata la guerra. Ma in questo caso la guerra non c'entrava: c'entrava solo una povertà assoluta che non consente di sfamare le bocche dei figli. Ed è per questo che, quando oggi sento parlare, in tanti talk-show, della differenza tra migranti economici e profughi, mi arrabbio e vorrei buttare tutto per aria.
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