Le due zittelle by Tommaso Landolfi
Le due zittelle by Tommaso Landolfi

Le due zittelle

by Tommaso Landolfi

Curated by I. Landolfi
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Description
Note di Copertina

Due anziane e devote "zittelle", Lilla e Nena, sprofondate nella più tetra e "muffosa" provincia italiana, prigioniere di un'esistenza sulla quale sembra essersi depositata "un'impalpabile polverina grigia"; una vecchia madre paralizzata ma implacabilmente autoritaria, che comunica solo percuotendosi il petto; una beffarda e turbolenta scimmia, Tombo, unico "maschio di casa", anche se "debitamente castrato"; e sullo sfondo "un'annosetta fantesca", Bellonia, assolutamente simile alle padrone. Ci sono tutti i presupposti per un bonario e ironico bozzetto, per una vecchia stampa provinciale di sapore palazzeschiano. Ma cosa succede se, appena liberate dall'incubo della dispotica madre, le due "zittelle" (e già la grafia, che gioca sul falso etimo "zitta", lascia presagire i biliosi intenti dell'autore) scoprono che di notte Tombo in scena sfrenati e blasfemi cerimoniali nella cappella dell'attiguo monastero? E se, a giudicare dell'operato della scimmia, vengono chiamati due religiosi, monsignor Tostini, appartenente alla più " declamatoria e retriva genia" degli uomini di fede, e il giovane padre Alessio, veemente e appassionato seguace di un Dio estraneo alle "complicate partite di dare ed avere" degli uomini? Succede che i due si scontrano senza esclusione di colpi e che il fortunato lettore può assistere alla più incredibile e fulminante delle dispute teologiche. Ma anche che il tranquillo bozzetto lascia improvvisamente posto al più oltraggioso sarcasmo, alla più acre irriverenza di quello che Landolfi ha sempre considerato "il mio miglior racconto" e Montale definì, nel risvolto della prima edizione, uno dei "maggiori "incubi" psicologici e morali della moderna letteratura europea".

"Fra noi: in che modo penetrare d'un bruto i pensieri, il vero significato dei suoi gesti, anche ad adottare l'accezione umana di tali termini? Un uomo di fronte a un altro uomo ha almeno una convenzione, se non altro di linguaggio, alla cui stregua commisurarne gli attributi; ma riportare questa convenzione sugli animali sarebbe a dir poco arbitrario. Rispetto a che cosa, infine, ad esempio una scimia sarebbe buona o cattiva? Tanto vale dunque agnosticamente confessare dal bei principio di non capirci nulla, e chiudere l'imbarazzante parentesi. Quella scimia insomma era una scimia, con tutti gli attributi esteriori e le qualità apparenti della sua razza; era una creatura misteriosa".

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