Le osservazioni
by Jane Harris
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In un giorno del 1863, nella Terra del Diavolo, il pezzo di Scozia che unisce Glasgow a Edimburgo, Bessy entra a servizio in una magnifica casa. Lavare, cucinare, battere i tappeti e fare il tè, accendere i camini tutte le mattine, pulire la cucina e tenerla accesa, lucidare gli stivali e svuotare il pitale della padrona e del marito sono compiti faticosi, ma Bessy ora ha un tetto sulla testa e la pancia piena. Perché, però, Arabella, la padrona, con gli occhi che le brillavano, le ha messo in mano un libretto con una copertina di cartone e le ha ingiunto di scriverci dentro tutte le sue osservazioni mattina e sera? E che cosa è successo veramente a Nora, la ragazza che era prima a servizio, morta in circostanze misteriose?

All Quotations

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Non so se queste mie pagine abbiano qualcosa da insegnare, tranne forse che la felicità si può trovare anche nei posti più strani, perfino fra quei poveretti che, per qualche motivo, hanno perduto il lume della ragione.
Non so se queste mie pagine abbiano qualcosa da insegnare, tranne forse che la felicità si può trovare anche nei posti più strani, perfino fra quei poveretti che, per qualche motivo, hanno perduto il lume della ragione.
La gente ti vuole bene finché hai successo, ma appena la disgrazia bussa alla tua porta, scappano tutti dalla finestra.
La gente ti vuole bene finché hai successo, ma appena la disgrazia bussa alla tua porta, scappano tutti dalla finestra.
Ma le cose belle prima o poi finiscono sempre.
Ma le cose belle prima o poi finiscono sempre.
Non capita sempre che, in seguito a un grave dispiacere, il corpo si rifugia nella malattia?
Non capita sempre che, in seguito a un grave dispiacere, il corpo si rifugia nella malattia?
La padrona me lo ripeteva spesso: <<Non devi chiamarmi padrona, Bessie>>, soprattutto quando il reverendo veniva per il tè. La padrona infatti voleva che la chiamassi "signora", ma io me ne dimenticavo sempre. All'inizio per sbadataggine, ma poi iniziai a scordarlo di proposito per vedere che faccia faceva. La padrona era sempre lì a chiedermi di scrivere cose su un libretto. Me lo aveva messo in mano il primo giorno che ero arrivata quel libro, con la penna e l'inchiostro.
La padrona me lo ripeteva spesso: <<Non devi chiamarmi padrona, Bessie>>, soprattutto quando il reverendo veniva per il tè. La padrona infatti voleva che la chiamassi "signora", ma io me ne dimenticavo sempre. All'inizio per sbadataggine, ma poi iniziai a scordarlo di proposito per vedere che faccia faceva. La padrona era sempre lì a chiedermi di scrivere cose su un libretto. Me lo aveva messo in mano il primo giorno che ero arrivata quel libro, con la penna e l'inchiostro.
A Tom: perché senza i suoi suggerimenti, il suo incoraggiamento e il suo amore non avrei mai scritto questo libro.
A Tom: perché senza i suoi suggerimenti, il suo incoraggiamento e il suo amore non avrei mai scritto questo libro.