Le undicimila verghe
by Guillaume Apollinaire
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Scritto da uno dei massimi poeti francesi del Novecento, Guillaume Apollinaire, e pubblicato clandestinamente nel 1906, il romanzo è la storia scatenata di un “viaggio erotico” di un principe rumeno da Bucarest a Parigi, poi in tutta Europa e infine a Port Arthur in Cina. Il vagabondaggio del protagonista è puntellato da scene estremamente crude, in cui trovano modo di essere rappresentate preferenze di ogni tipo: saffiche, sadomaso, feticiste... Un grande libro erotico della prima metà del Novecento che è anche una voluta parodia dei romanzi erotici popolari dell’epoca, sempre ambientati su treni, a bordo di transatlantici, in esclusive località climatiche e che avevano per protagonisti principi, conti e nobili russi. Certamente scandaloso per l’efferatezza delle scene descritte, dove non è certo difficile scorgere l’influenza della letteratura libertina settecentesca, con de Sade in testa – grande maestro nascosto della letteratura popolare europea fino al decadentismo –, questo libro resta a buon diritto uno dei più importanti della letteratura erotica mondiale.

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KatiaKatia added a quotation
Ah! ti fottan la mamma! Povero contadino, parti in guerra, E la tua donna si farà montare Da tutti i tuoi torelli che hai in stalla. Tu il cazzo intanto ti farai grattare Da mosche siberiane Ma non glielo lasciare Il venerdì, che è giorno di vigilia, E non dar loro manco un po’ di zucchero. Che con gli ossi dei morti l’hanno fatto. Fratelli contadini, noi facciamoci Le cavalline che hanno gli ufficiali. Han pur sempre le fiche meno larghe Di quelle delle Tartare. Ah! ti fottan la mamma! * liberolibro.it/le-undicimila-verghe-di-guillaume-apollinaire
KatiaKatia added a quotation
Ah! ti fottan la mamma! Povero contadino, parti in guerra, E la tua donna si farà montare Da tutti i tuoi torelli che hai in stalla. Tu il cazzo intanto ti farai grattare Da mosche siberiane Ma non glielo lasciare Il venerdì, che è giorno di vigilia, E non dar loro manco un po’ di zucchero. Che con gli ossi dei morti l’hanno fatto. Fratelli contadini, noi facciamoci Le cavalline che hanno gli ufficiali. Han pur sempre le fiche meno larghe Di quelle delle Tartare. Ah! ti fottan la mamma! * liberolibro.it/le-undicimila-verghe-di-guillaume-apollinaire