Less
by Andrew Sean Greer
(*)(*)(*)(*)( )(264)
Problema: sei uno scrittore fallito sulla soglia dei cinquant'anni. Il tuo ex fidanzato, cui sei stato legato per nove anni, sta per sposare un altro. Non puoi andare al suo matrimonio, sarebbe troppo strano, e non puoi rifiutare, sembrerebbe una sconfitta. Sulla tua scrivania intanto languono una serie di improbabili inviti da festival ed editori di tutto il mondo. Domanda: come puoi risolvere entrambi i problemi? Soluzione: accetti tutti gli inviti, se sei Arthur Less. Inizia così una specie di folle e fantasioso giro del mondo in 80 giorni che porterà Less in Messico, Francia, Germania, Italia, Marocco, India e Giappone, riuscendo a frapporre migliaia di chilometri tra lui e i problemi che si rifiuta di affrontare. Cosa potrebbe andare storto? Tanto per cominciare, Arthur rischierà di innamorarsi a Parigi e di morire a Berlino, sfuggirà per un pelo a una tempesta di sabbia in Marocco e arriverà in Giappone troppo tardi per la fioritura dei ciliegi. In un giorno e in un luogo imprecisati, Less compirà i fatidici cinquant'anni: questa seconda fase della vita gli arriverà addosso come un missile, trascinando con sé il suo primo amore e anche l'ultimo.

All Reviews

44
Manuela OldaniManuela Oldani wrote a review
(*)(*)(*)( )( )
Spoiler Alert
Quando adocchiai questo libro, un bel po' di tempo fa, lo ignorai bellamente. Non avevo mai sentito nominare l'autore (mi rendo conto, sono un'ignorante) e a pelle mi pareva una commediola romantica, il genere di libro che io, tendenzialmente, non leggo. Quando un romanzo però DEVE essere letto passa e ripassa sotto i tuoi occhi fino ad arrivarci sotto forma di audiolibro (narrato meravigliosamente, posso aggiungere) su @audible, e quindi cosa fai? Non lo scarichi e non gli dai una chance? Se ti chiama un motivo ci sarà... Il motivo c'è e non c'è. Il libro mi ha sorpreso, mi ha conquistato, mi ha intrattenuto con grande maestria fino a tre quarti e poi mi ha tradito sul finale. Quando l'ho concluso mi sono chiesta "Come può un libro essere così bello per tre quarti e poi chiudersi così male?". Eppure è così e a posteriori, avendo scoperto che questo romanzo ha vinto il Pulitzer nel 2018, il dubbio si è fatto ancor più insolubile. Ed è davvero un peccato, perché questo romanzo è per la maggior parte del tempo un piacere per gli occhi e le orecchie (non so dove voi percepite il piacere della lettura, per me è sempre nelle orecchie), scorrevole e divertente, con uno stile che riesce ad essere curato e intelligente senza essere borioso. Un romanzo strutturato alla perfezione che regala qualche momento introspettivo intenso, emozionante, e delle interessanti riflessioni sul mondo della letteratura, sulle relazioni amorose, sull'età che avanza.  Ma di che parla dunque questo romanzo? Il titolo altro non è che il cognome del protagonista, Arthur Less, uno scrittore americano in preda a una potente crisi esistenziale: il suo ultimo romanzo è stato rifiutato dall'editore, il suo non-fidanzato con cui non-stava da 9 anni sta per sposarsi con un altro e lui sta per compiere 50 anni. Cosa fa dunque un uomo arrivato alla mezza età che si sente un fallito e che non vuole altro che scappare dal luogo in cui vive e dove tutto gli ricorda chi è? Accetta una sfilza di inviti in giro per il mondo che lo portano a volare da un Paese all'altro senza un vero senso, accompagnato (per la maggior parte del tempo) dalla propria striminzita valigia ma soprattutto da un sacco di ricordi e rimpianti.  Non è un vero viaggio, per quanto attraversi l'intero globo (compresa Torino!), quanto un'odissea nella propria vita a ritroso, cercando un senso in ciò che ha vissuto e lo ha portato fino a lì, dove gli sembra di aver perso tutto, di non essere nessuno. Ciò che il lettore deve tener conto, nel leggere i discorsi e le riflessioni del buon Less, è che Arthur è tutt'altro che un buon giudice di se stesso. Lui si ritiene un fallito, un incapace, un uomo a cui per caso sono capitate un sacco di cose bellissime. In verità, però, è un uomo intelligente, sensibile, di cuore e, perché no, di bell'aspetto, che negli anni ha saputo farsi amare da molti nonostante la propria idiosincrasia per la mondanità e che con una goffaggine quasi inglese riesce sempre a cavarsela, anche nelle situazioni più impervie. Arthur Less non è capace di valutare se stesso anche perché non ascolta davvero coloro che gli stanno accanto, perso nelle proprie convinzioni su di sé al punto da ignorare messaggi o gesti di stima e amore.  Arthur Less è un uomo frustrante e irritante per quanto è scemo a tratti ma vero, vincente e perdente insieme, complesso. Per questo seguire i suoi voli pindarici e le sue peripezie è stato bello e per questo mi è sembrato un peccato il finale, che pare un po' affrettato e pasticciato, assolutamente non all'altezza del resto del romanzo.  Consiglio comunque la lettura (o l'ascolto) di questo romanzo per il viaggio, perché fa bene all'anima scavarsi un po' dentro, soprattutto se non si è più ragazzini e si è vista scorrere dietro di sé un bel tratto di vita.
Alessandro P.Alessandro P. wrote a review
(*)(*)(*)(*)( )
Sono contento di averlo letto
Libro dalla struttura discutibile, ma in alcuni punti per me davvero bello e sostanzialmente, per me, ben scritto. Ciò che mi è più piaciuto è l'incrollabile andare avanti del protagonista, nonostante spesso non sappia dov'è, si senta finito. Va avanti, perdendo pezzi, ma cercando di stupirsi. E scopre spesso qualcosa di sé, a volte non del tutto banale. Ciò che non mi è piaciuto è soprattutto l'inutile uscita finale dalla finzione narrativa; c'è poi qualche incongruenza e qualche sovrabbondanza. Ma sono contento di averlo letto.
TeddysoulTeddysoul wrote a review
(*)(*)(*)( )( )
Less.. un personaggio.. tenta la fuga dal matrimonio di un suo ex.. ma l'ex rimane sempre nei suoi pensieri fino alla fine.. una fuga ma forse anche una ricerca di se stesso alla vigilia dei suoi 50 anni.. ripercorrendo alcune tappe della sua vita. Il finale una sorpresa.
ClaudioClaudio wrote a review
(*)(*)(*)(*)( )
Spoiler Alert
Ah Less, Less...
Povero, disperato, ingenuo, felice e fortunato Arthur. Da quando ha deciso che deve letteralmente scappare dal matrimonio del suo miglior amico, ovvero uno dei suoi ex, gliene capitano di tutti i colori. Nel suo peregrinare semi-fortuito, decide di partecipare a premi letterari più o meno seri, più o meno conosciuti, in Messico, Francia, Germania, Italia, Marocco, India e Giappone e questo giro del mondo volontario rappresenta sia la fuga dal matrimonio del suo grande amore - perché si intuisce subito che in realtà Less non ha mai smesso di amarlo - sia la fuga da se stesso, dai suoi imminenti 50 anni, da quel mezzo secolo di vita che, volenti o nolenti colpisce tutti. Less però è un idolo semi-serio: si infila nei guai e nelle avventure con una leggerezza, una fortunata innocenza, che in fondo mantiene il buon Arthur quel giovane col ciuffo incontrato anni prima su una spiaggia ventosa. Amabilissimo il Less tedesco, noiosetto quello Francese. Simpaticamente italiano, seriosamente indiano, fiorisce il nostro eroe in Giappone, ma ahi-noi troppo tardi per la fioritura dei ciliegi. E la felice buona narrazione, il viaggio del Less, il nostro viaggio letterario, quello che facciamo in sua compagnia per fuggire dal vecchio amore, dall'età, dalla quotidianità, ci porta alla fine di tutto, dove, in barba alla quarta di copertina, "il trucco sta nel non innamorarsi", scopriamo, anche se lo sapevamo, che l'amore non finisce mai, qualunque ne siano le sfaccettature e le colorazioni. Ah Less, Less...
Tulip67Tulip67 wrote a review
(*)(*)(*)(*)( )
Less
Arthur Less è uno scrittore alla soglia dei cinquant'anni che è appena stato lasciato dal fidanzato ( anche se non ha mai voluto ritenerlo tale), dopo una storia lunga nove anni, che ha deciso di sposare un altro. Less, per evitare di dover assistere alle nozze decide di rispolverare alcuni inviti letterari ricevuti e organizza un tour intorno al mondo che lo porta in diversi Paesi ( Francia, Giappone, Messico, Italia, ecc.) per partecipare ad incontri e premiazioni, più o meno, strampalati. Durante questi viaggi incontrerà le persone più svariate, ritroverà vecchie conoscenze, riallaccerà rapporti interrotti, vivrà disavventure e, alla fine, tornerà a casa dove... Greer tratteggia un uomo insicuro, goffo, un po' sfigato al quale l'età non ha ancora donato la fiducia in sé stesso e nelle sue capacità professionali né una relazione affettiva stabile a causa delle sue paure che, a volte, si guarda attorno con lo stupore di un bambino. Pur avendo apprezzato alcune parti di questo romanzo, soprattutto quelle iniziali e finali, rimango perplessa sull'attribuzione del premio Pulitzer perché, secondo me, non raggiunge le vette di "La storia di un matrimonio" che ho amato profondamente. Ne consiglierei la lettura? Ni.
EnzoEnzo wrote a review
(*)(*)( )( )( )
Mi aspettavo di più da un premio Pulitzer, mi pare che l'elemento di originalità risieda solo nel racconto di un amore omosessuale, se questo non vi sconvolge, se considerate le relazioni omosessuali alla stessa stregua di quelle etero, il palloncino si sgonfia e rimane un romanzetto qualunque.
BambuBambu wrote a review
(*)(*)( )( )( )
Reading Challenge 2020 - Cat. 8 - Un libro con una immagine capovolta in copertina
Non mi ha convinto questo libro dell'autore americano Andrew Sean Greer. Arthur Less e' lo scrittore gay (quasi) cinquantenne protagonista di un viaggio attorno al mondo, in un tentativo di dimenticare il matrimonio del suo amante di nove anni, di ritrovare la spinta a scrivere e forse di ritrovare un po' se stesso. A partire dal cognome, Less, il nostro eroe e' un perfetto antieroe, un po' goffo, un po' sfortunato, ma in maniera dolce, priva di crasse risate. Per quanto il personaggio sia simpatico e forse anche ben concepito, e la storia sia una di amore, la scrittura risulta poco fluida, il libro sembra non ingranare mai davvero. Sono stati piu' i momenti in cui sono tornata sui miei passi per rileggere di cose che non mi entravano in testa che i momenti in cui ho goduto il fluire delle pagine. Peccato, mi aspettavo qualcosa di piu'.
Paolo F.Paolo F. wrote a review
(*)(*)(*)( )( )
PULITZER?
Protagonista abbastanza simpatico, trama senza grandi avvenimenti, scrittura scorrevole, a tratti brillante. Mi stupisce la vittoria del Pulitzer per un romanzetto così leggero, mah.
Fulvio CremonesiFulvio Cremonesi wrote a review
(*)(*)( )( )( )
Premi Pulizer ma non mi é piaciuto
tortamagicatortamagica wrote a review
(*)(*)( )( )( )
Delusione. Dalla trama e dalla fiducia che ripongo nei premi Pulitzer mi aspettavo decisamente di più. Non è una bocciatura completa, è romanzo discreto, una storia tragicomica sul consapevole disagio di noi introversi quando dobbiamo avere a che fare col mondo, abbinato all'abbattimento che si può avvertire quando ad un certo punto della vita ci si rende conto di non aver combinato poi molto. Si riesce a provare sufficiente empatia con il protagonista e lo si segue piacevolmente nei suoi viaggi. È abbastanza divertente, abbastanza tenero, abbastanza nostalgico, la scrittura è fresca e scorrevole... Ma non mi è bastato. Leggevo e pensavo: "Questo stesso premio l'ha vinto Pastorale Americana! Il Cardellino! Middlesex!" ( giusto per citarne alcuni fra i miei preferiti )... E mi spiace ma siamo proprio su un altro pianeta. Ripeto: non lo boccio, ma per i miei gusti è un po’ troppo all’acqua di rose. Insomma, non aspettatevi il romanzo sconvolgi-vita. Mi ha ricordato un po' Hornby in versione americana ( però Hornby è meglio ).