Life, the Universe and Everything
by Douglas Adams
(*)(*)(*)(*)( )(3,831)
"HYSTERICAL!" --The Philadelphia Inquirer The unhappy inhabitants of planet Krikkit are sick of looking at the night sky above their heads--so they plan to destroy it. The universe, that is. Now only five individuals stand between the white killer robots of Krikkit and their goal of total annihilation. They are Arthur Dent, a mild-mannered space and time traveler, who tries to learn how to fly by throwing himself at the ground and missing; Ford Prefect, his best friend, who decides to go insane to see if he likes it; Slartibartfast, the indomitable vicepresident of the Campaign for Real Time, who travels in a ship powered by irrational behavior; Zaphod Beeblebrox, the two-headed, three-armed ex-head honcho of the Universe; and Trillian, the sexy space cadet who is torn between a persistent Thunder God and a very depressed Beeblebrox. How will it all end? Will it end? Only this stalwart crew knows as they try to avert "universal" Armageddon and save life as we know it--and don't know it! "ADAMS IS ONE OF THOSE RARE TREASURES: an author who, one senses, has as much fun writing as one has reading." --The Arizona Daily Star

All Quotations

3 + 44 in other languages
ElenaElena added a quotation
"Quarantadue!" urlò Loonquawl. "Questo è tutto ciò che sai dire dopo un lavoro di sette milioni e mezzo di anni?" "Ho controllato molto approfonditamente," disse il computer, "e questa è sicuramente la risposta. Ad essere sinceri, penso che il problema sia che voi non abbiate mai saputo veramente qual è la domanda."
ElenaElena added a quotation
"Quarantadue!" urlò Loonquawl. "Questo è tutto ciò che sai dire dopo un lavoro di sette milioni e mezzo di anni?" "Ho controllato molto approfonditamente," disse il computer, "e questa è sicuramente la risposta. Ad essere sinceri, penso che il problema sia che voi non abbiate mai saputo veramente qual è la domanda."
ElenaElena added a quotation
Come sempre, nel dormiveglia, fu assalito dal ricordo di dove fosse e, con un sincero, autentico grido d'orrore, Arthur Dent si svegliò. Così, come sempre, cominciò la sua giornata. Il problema non era tanto il freddo, l'umidità, il cattivo odore della caverna. Il problema era che la caverna si trovava nel bel mezzo di Islington, e che prima di due milioni di anni non sarebbe passato nessun autobus. Come Arthur ben sapeva, il tempo è il posto (se così lo si può chiamare) peggiore per perdersi; e lui ci si era perso un mucchio di volte: nel tempo e nello spazio.
ElenaElena added a quotation
Come sempre, nel dormiveglia, fu assalito dal ricordo di dove fosse e, con un sincero, autentico grido d'orrore, Arthur Dent si svegliò. Così, come sempre, cominciò la sua giornata. Il problema non era tanto il freddo, l'umidità, il cattivo odore della caverna. Il problema era che la caverna si trovava nel bel mezzo di Islington, e che prima di due milioni di anni non sarebbe passato nessun autobus. Come Arthur ben sapeva, il tempo è il posto (se così lo si può chiamare) peggiore per perdersi; e lui ci si era perso un mucchio di volte: nel tempo e nello spazio.
ζ Robertaζ Roberta added a quotation
Sulla Terra, nel frattempo, pioveva a catinelle, e Arthur Dent se ne stava seduto tutto sfigato nella sua caverna. Era una delle sere più schifose della sua vita. Non faceva che pensare a quello che avrebbe potuto dire all'alieno, e mentre lo pensava non faceva che schiacciare mosche. Le quali a loro volta stavano trascorrendo una delle sere più schifose della loro vita. Il giorno dopo, per consolarsi, Arthur si fabbricò una borsa con una pelle di coniglio. E lì mise tutte le cose che aveva vicino, tranne naturalmente le mosche.
ζ Robertaζ Roberta added a quotation
Sulla Terra, nel frattempo, pioveva a catinelle, e Arthur Dent se ne stava seduto tutto sfigato nella sua caverna. Era una delle sere più schifose della sua vita. Non faceva che pensare a quello che avrebbe potuto dire all'alieno, e mentre lo pensava non faceva che schiacciare mosche. Le quali a loro volta stavano trascorrendo una delle sere più schifose della loro vita. Il giorno dopo, per consolarsi, Arthur si fabbricò una borsa con una pelle di coniglio. E lì mise tutte le cose che aveva vicino, tranne naturalmente le mosche.