Lo Spettro
by Jo Nesbø
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Sono passati tre anni da quando Harry Hole è andato via. Via da Oslo, via dalla Centrale di polizia, via dalla donna che ha amato e ferito troppo, e troppe volte. Ma dai suoi fantasmi no, da quelli non è riuscito a fuggire: l'hanno inseguito a Hong Kong e ora lo reclamano, e Harry non può non rispondere, non può non tornare. Oleg, il figlio di Rakel, il ragazzo che lui ha cresciuto come fosse anche figlio suo, è in carcere. Accusa: l'omicidio di Gusto Hanssen, il suo migliore amico. Movente: secondo gli investigatori, un regolamento di conti nel mondo della droga. Ma Harry non ci crede. Oleg, il suo Oleg, il bambino che lo teneva per mano e lo chiamava papà, può essere diventato un tossicodipendente, ma non un assassino. E a lui non resta che correre a casa, correre contro il tempo, in cerca di una verità diversa da quella già decretata. Una verità che si nasconde tanto nelle maglie dei sentimenti più profondi che legano le persone, quanto nei quartieri dello spaccio, con l'ombra misteriosa di un nemico inafferrabile che lo vuole morto.

Alberto's Quotes

AlbertoAlberto added a quotation
<Ma forse scattiamo foto proprio per questo,> continuò Harry. <Per procurarci prove false che scalzino il fatto assunto secondo il quale siamo stati felici. Perchè l'idea che non siamo stati felici neanche in passato è insostenibile. gli adulti ordinano ai bambini di sorridere nelle foto, li attirano nella menzogna, e cosi sorridiamo, simuliamo la felicità. Ma Oleg non riusciva mai a sorridere per forza, non riusciva a mentire, non aveva questo talento.> Si girò di nuovo verso il sole, fece in tempo a vedere gli ultimi raggi allargarsi come dita gialle tra le cime degli alberi sulla cresta. <Ho trovato una foto di noi tre attaccata allo sportello del suo armadietto a Valle Hovin. E sai una cosa, Rakel? In quella foto sorride.
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<Ma forse scattiamo foto proprio per questo,> continuò Harry. <Per procurarci prove false che scalzino il fatto assunto secondo il quale siamo stati felici. Perchè l'idea che non siamo stati felici neanche in passato è insostenibile. gli adulti ordinano ai bambini di sorridere nelle foto, li attirano nella menzogna, e cosi sorridiamo, simuliamo la felicità. Ma Oleg non riusciva mai a sorridere per forza, non riusciva a mentire, non aveva questo talento.> Si girò di nuovo verso il sole, fece in tempo a vedere gli ultimi raggi allargarsi come dita gialle tra le cime degli alberi sulla cresta. <Ho trovato una foto di noi tre attaccata allo sportello del suo armadietto a Valle Hovin. E sai una cosa, Rakel? In quella foto sorride.
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