Lolita
by Vladimir Nabokov
(*)(*)(*)(*)(*)(10,928)
"Dopo trentasei anni rileggo Lolita di Vladimir Nabokov, che ora Adelphi ripresenta... Trentasei anni sono moltissimi per un libro. Ma Lolita ha, come allora, un'abbagliante grandezza. Che respiro. Che forza romanzesca. Che potere verbale. Che scintillante alterigia. Che gioco sovrano. Come accade sempre ai grandi libri, Lolita si è spostato nel mio ricordo. Non mi ero accorto che possedesse una così straordinaria suggestione mitica". (Pietro Citati)

All Reviews

1117 + 204 in other languages
Dex, Books & Rock'n'RollDex, Books & Rock'n'Roll wrote a review
(*)(*)(*)(*)( )
Nabokov ha uno stile così elegante che riesce a far scorrere via liscio come una poesia un libro che parla dell'argomento forse più scabroso al mondo. Riesce a far dimenticare la morale facendo innamorare della forma. Spinge a capire il punto di vista di uno schifoso pedofilo, a calarsi nei suoi panni e quasi a comprenderlo e provare compassione per lui... e la piccola Lolita addirittura sembra la più odiosa fra i due. Mai una volgarità, mai una parola di troppo, solo piccoli dettagli che mostrano perfettamente la passione, l'amore malato, l'ossessione. "Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un breve viaggio di tre passi sul palato per andare a bussare, al terzo, contro i denti. Lo-li-ta. Era Lo, null'altro che Lo, al mattino, diritta nella sua statura di un metro e cinquantotto, con un calzino soltanto. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea punteggiata dei documenti. Ma nelle mie braccia fu sempre Lolita." Uno degli incipit più famosi di sempre. Come si fa a resistere? Se all'inizio quel "fuoco dei miei lombi" mi inquietava, quel suo continuo viscido parlare di "ninfette" mi faceva rabbrividire, insomma... se alle prime pagine ero ancora un po' scettica... non ho potuto fare altro che abbandonarmi alla narrazione, e a fine lettura credo proprio di poter dire che sia effettivamente un capolavoro. Chi altro può riuscire ad abbellire un personaggio così spregevole col potere della scrittura?
✿ Haydée ✿✿ Haydée ✿ wrote a review
(*)(*)(*)(*)( )
Ero un po’ prevenuta sul tema e ho continuamente rimandato la lettura. E ammetto che certe parti mi hanno fatto davvero prudere le mani. Ma diamine, il modo di scrivere di Nabokov mi ha completamente catturata.
Fizz HerbertFizz Herbert wrote a review
(*)(*)(*)(*)(*)
Recensione confusa
Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo. Li. Ta.
Era Lo, semplicemente Lo al mattino, ritta nel suo metro e quarantasette con un calzino solo. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti. Ma tra le mie braccia era sempre Lolita.
Ancora una volta, e forse ancor più di altre, nello scrivere mi travolge il mio esser donna. Perché questo libro, fino alla sua ultima parola, mi ha toccato come pochi. Perché mentre leggevo i vaneggiamenti del signor H.H., e lo immaginavo nutrirsi da lontano, schifosamente, della linfa delle sue inesistenti ninfette, io rivedevo anche i tanti Humbert i cui sguardi mi son sentita rotolare sulla pelle come una bava di lumaca, o una traccia di rospo, o qualsiasi altra si voglia cosa schifosa, nel corso della mia vita, prima di bambina, poi di adolescente e ancor oggi di donna. Credo che tutte le donne possano capire, (e anche tanti uomini), a meno che, fortunate tra le fortunate, siano cresciute in un paese incantato. Non potrò mai credere che al mondo esistano delle ninfette pronte a irretire i loro osceni pretendenti. Ma credo che esistano solo vittime di adulti che non hanno alcun diritto di definirsi "esseri umani". E credo che costoro sappiano benissimo, come lo sa Humbert, il male devastante che fanno alle loro vittime ("Lui le aveva soltanto spezzato il cuore, io le avevo spezzato la vita") e l'orrore di quel "viaggio indegno" in cui le conducono. Un libro stupendo che tratta un argomento terribile e scabroso dando il giusto peso e significato ai suoi personaggi, in modo che, nonostante il punto di vista dell'Io, narrante non ci sono assolutamente equivoci su dove stia il bene e il male. Come in un cotal contesto è giusto che sia. E, cosa terribile tra cose terribili, ci accompagna per tutto la narrazione quel senso di inganno, aberrazione e ripulsa e rabbia perché quell'amore sublime che ci viene descritto con frasi di una profondità e di una grazia inaudita sono orribilmente rivolte ad un soggetto del tutto sbagliato. Recensione confusa ,ma pensieri e parole non riescono a unirsi in qualcosa di più chiaro. Per una volta fa niente....io mi sono capita. 
AmaliaAmalia wrote a review
(*)(*)(*)(*)( )
Non era amore da nessun punto di vista
Il volume aspettava paziente i miei svolazzi di lettura, alla fine di ogni libro lo guardavo ma non mi trovavo mai nella predisposizione giusta per affrontarlo, l’argomento mi indisponeva ma creava discussioni accese nei gruppi di lettura, divideva in modo netto i pareri, entrambi gli schieramenti sostenevano argomentazioni che sembravano logiche da tutti e due i punti di vista, fino a che mi sono decisa e mi sono calata in questo girone dantesco. Ora sono assolutissimamente certa che non c’è stato un briciolo di amore, zero. Mi è piaciuta molto la scrittura di Nabokov, intensa e precisa, mi ha trasportata nelle orribili circonvoluzioni mentali di un pazzo, riesce ad non essere mai scurrile ma intrisa di un alone di pseudo educazione che ha evidenziato ancor di più il carattere viscido del personaggio mettendomi i brividi. A dispetto di ciò che afferma Humbert non è stato amore a prima vista, né a ultima vista e nemmeno a eterna vista ma solo l'ossessione di un folle.
Ctr bibliotecaCtr biblioteca wrote a review
POSIZIONE LIBRERIA
NA 296
RossreaRossrea wrote a review
(*)( )( )( )( )
Ho letto questo libro in un gruppo di lettura creato con delle amiche.. sono arrivata al 70% del libro e non sono riuscita a completarlo.. non avevo mai letto nulla di letteratura russa e mi spiace ma non mi è proprio piaciuto. Al di la della difficoltà nella lettura in se per (forse) la traduzione ..è stato molto confusionario, sembrava di essere dentro la mente del protagonista ed essere sballottati a destra e a sinistra.. il tema trattato è molto acido.. delicato, ti fa venire il nervoso ma comunque va affrontato.. se la scrittura fosse stata più scorrevole probabilmente l’avrei finito x la curiosità di sapere che fine avessero fatto i protagonisti.. ma non è stato cosi. Non riesco nemmeno io a dare un commento lineare di questo classico che ha fatto cosi scandalo..
Ghinelli GiorgioGhinelli Giorgio wrote a review
(*)(*)(*)(*)( )
pensavo di leggere un romanzo erotico e invece ho letto un romanzo d'amore, un amore che a volte ti mette in difficoltà e ostacola una lettura fluida del romanzo ma che ti coinvolge e ti porta alle ultime pagine con avidità. scrittura raffinata anche se spesso pomposa. splendido finale tarantiniano
Laura MarsLaura Mars wrote a review
(*)(*)( )( )( )
Proprio non capisco perché sia considerato un grande classico...
Se non si conosce la trama, all'inizio sembra un'opera geniale. Incipit insolito che può generare due reazioni: disgusto totale con conseguente abbandono del libro o repulsione mista ad un considerevole allettamento scaturito dalla curiosità di sapere da cosa derivino certi sentimenti. Purtroppo il lettore non avrà mai una risposta, com'è forse giusto che sia visto che neanche la moderna psicologia riesce a spiegare certi fenomeni. D'altro canto questa non sarà l'unica cosa che mancherà al malcapitato che si ritroverà di fronte a questo libro. Un romanzo di cui il fattore più apprezzabile è la possibilità di incappare in qualche termine sconosciuto e ricercato; elemento al contempo tedioso poiché l'autore usa uno stile di scrittura lezioso, si ha quasi l'impressione che Nabokov non scriva tanto per catturare l'attenzione del lettore quanto per svolgere artificiosamente un esercizio stilistico volto alla ricerca di una prosa composta da termini desueti e forbiti. Oltre a questo il romanzo risulta monotono: gira tutto intorno ai medesimi, tra l'altro pochi, pensieri/stati d'animo di Humbert che vengono ininterrottamente riproposti pagina dopo pagina. Tolto lo stupore iniziale non capisco tutto l'alone scandalistico che aleggia intorno a questo libro (dato che la relazione sessuale dei due protagonisti non trova quasi rappresentazione), cosa comprensibile ai tempi della pubblicazione ma non certo ai giorni nostri.
desgidesgi wrote a review
(*)(*)(*)(*)(*)
Il peccato di Humbert Humbert
L'opera ha il pregio di esaltare il conflitto tra i principi morali della civiltà occidentale, in particolar modo quella americana degli anni cinquanta, e le pulsioni dettate dalla natura. La storia che viene raccontata prende spunto, per ammissione dello sesso Nabokov, da un fatto di cronaca del 1948, che scandalizzò l'opinione pubblica americana. Alla fine la ragazzina di 11 anni, venne liberata, ma su di lei cadde il giudizio moralistico e bigotto del tempo che la etichettò come una "prostituta". Nonostante Nabokov si preoccupi fin troppo di affermare la chiara insanità mentale del protagonista Humbert Humbert, le contraddizioni, come le ipocrisie della morale puritana, emergono inesorabilmente. Nel romanzo la vera vittima forse più che l'adolescente Lolita, è proprio il protagonista, le cui ossessioni e i sensi colpa alimentate dalla morale perbenista, lo spingeranno all'omicidio e alla condanna. Lolita, invece, che ha vissuto "naturalmente" tutte la vicenda, non appare scalfita più di tanto dall'esperienza vissuta. In questo magnifico romanzo "on the road", che denuncia la provincia sonnolenta e bigotta degli Stati Uniti, Humbert è in fuga continua, senza peraltro essere inseguito da alcuno, per difendere il suo diritto di amare la bellezza, o ciò che per lui è la quintessenza della bellezza, il corpo adolescente femminile, e conseguentemente, il suo diritto a gustarne il piacere. La prima parte del romanzo è dominata dalla passione, la seconda dall'ossessione. In entrambi i casi la conclusione non può che essere che un delirio fatalmente autodistruttivo.
ManuManu wrote a review
(*)(*)(*)(*)( )
Come sulle montagne russe.
Leggendo Lolita mi sono sentito come sulle montagne russe, in un susseguirsi di alti e bassi, sia a causa della storia in sé, sia per il fluire della lettura. A mio avviso, il romanzo alterna parti veramente molto interessanti che divoravo in pochissimo tempo, ad altri spezzoni estremamente lenti, in cui il racconto diventa prolisso e sembra stazionare in quel punto all’infinito, come una nave che viaggia ad alta velocità e improvvisamente si incaglia sul fondale, percorrendo pochi metri in delle ore. Il tema è molto delicato, parla della perversione di un uomo, ossessionato dalle bambine in età pre-adolescenziale, che finisce per “innamorarsi” di Lolita, la sua figliastra di dodici anni, creando con lei un rapporto di reciproca subalternità, in un viaggio folle “On the Road”. Il libro è stato al centro di numerose polemiche, soprattutto nel periodo d’uscita, cui lo stesso Nabokov ha risposto in modo esaustivo in una postfazione. Lo scrittore fa arte, il lettore sceglie liberamente se apprezzarla o meno. Nonostante gli alti e bassi che a mio parere contraddistinguono il romanzo, rimane un’opera di altissimo valore letterario, bella e appassionante, che vale assolutamente la pena leggere.