Morte al castello
by Anthony Wynne
(*)(*)(*)(*)( )(31)
Mary, l'anziana sorella di Hamish Gregor, il proprietario di un castello nelle Highlands scozzesi, è stata uccisa. La donna è stata trovata inginocchiata accanto al suo letto con uno squarcio sopra la spalla sinistra. Il colpo è stato inferto con una violenza inaudita, ma dell'arma non vi è traccia e inoltre la porta e le finestre della camera nella quale giaceva il corpo erano ermeticamente chiuse a chiave dall'interno. Il dottor Eustace Hailey, che si trova nelle vicinanze del castello, accetta di dare una mano alla polizia e, accorso sul posto, si accorge subito di una stranezza: la presenza, nei pressi della ferita mortale, di una piccola scaglia di aringa. Nonostante l'accuratezza delle indagini, gli investigatori arrivano ben presto a un punto morto e a un'amara conclusione: nessuno può aver commesso quel crimine. Quando ormai il caso di Mary Gregor sembra destinato a rimanere tra quelli insoluti, ecco che, del tutto inaspettatamente, un nuovo delitto, anch'esso commesso in circostanze inspiegabili, viene a sconvolgere la vita del castello. E anche in quel caso sul corpo della vittima viene trovata una scaglia di aringa.

Albertominazzi's Review

AlbertominazziAlbertominazzi wrote a review
(*)(*)(*)(*)(*)
Chi sono i critici che definiscono 'Il coltello nella schiena' il capolavoro di Wynne? Non conosco tutta la bibliografia dell'autore, ma, anche stando solo ai due titoli pubblicati da Polillo, il vero capolavoro è questo 'Morte al castello'. E di capolavoro, secondo me, si può parlare tranquillamente, perché lo definirei un giallo pienamente 'carriano': grandi atmosfere, tre delitti inspiegabili (una camera chiusa e due omicidi impossibili), una tensione che non viene mai meno.
A differenza del romanzo precedentemente pubblicato nei Bassotti, questo è anche scritto molto bene, con una ottima caratterizzazione dei personaggi, il principale dei quali sono… le Highlands scozzesi, con la loro atmosfera e le loro ataviche superstizioni che giocano un ruolo fondamentale nello sviluppo della storia e nella soluzione del caso. Per cercare di individuare il colpevole, certo, più che a indizi veri e propri, bisogna fare affidamento a ragionamenti di carattere psicologico, ma, pur non essendoci io riuscito (sebbene i personaggi, alla fin fine, siano molto pochi), non è impossibile arrivare a identificare l'omicida.
Un'unica critica, che riprende quanto ho scritto anche per 'Il coltello nella schiena': sarebbe fondamentale, per aiutare a capire la spiegazione razionale dell'impossibile, una cartina dei luoghi, che invece, anche qui, manca, non bastando, a mio parere, la descrizione del castello e dei suoi dintorni fatta a parole dall'autore.
In ogni caso, nonostante il prezzo (spero che Polillo non continui ad aumentare progressivamente, con una cadenza abbastanza ravvicinata, di un euro al colpo il costo dei suoi volumi, anche perché la copia che ho acquistato aveva alcune pagine incollate!), un libro assolutamente da leggere e da tenere nella propria biblioteca.
AlbertominazziAlbertominazzi wrote a review
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Chi sono i critici che definiscono 'Il coltello nella schiena' il capolavoro di Wynne? Non conosco tutta la bibliografia dell'autore, ma, anche stando solo ai due titoli pubblicati da Polillo, il vero capolavoro è questo 'Morte al castello'. E di capolavoro, secondo me, si può parlare tranquillamente, perché lo definirei un giallo pienamente 'carriano': grandi atmosfere, tre delitti inspiegabili (una camera chiusa e due omicidi impossibili), una tensione che non viene mai meno.
A differenza del romanzo precedentemente pubblicato nei Bassotti, questo è anche scritto molto bene, con una ottima caratterizzazione dei personaggi, il principale dei quali sono… le Highlands scozzesi, con la loro atmosfera e le loro ataviche superstizioni che giocano un ruolo fondamentale nello sviluppo della storia e nella soluzione del caso. Per cercare di individuare il colpevole, certo, più che a indizi veri e propri, bisogna fare affidamento a ragionamenti di carattere psicologico, ma, pur non essendoci io riuscito (sebbene i personaggi, alla fin fine, siano molto pochi), non è impossibile arrivare a identificare l'omicida.
Un'unica critica, che riprende quanto ho scritto anche per 'Il coltello nella schiena': sarebbe fondamentale, per aiutare a capire la spiegazione razionale dell'impossibile, una cartina dei luoghi, che invece, anche qui, manca, non bastando, a mio parere, la descrizione del castello e dei suoi dintorni fatta a parole dall'autore.
In ogni caso, nonostante il prezzo (spero che Polillo non continui ad aumentare progressivamente, con una cadenza abbastanza ravvicinata, di un euro al colpo il costo dei suoi volumi, anche perché la copia che ho acquistato aveva alcune pagine incollate!), un libro assolutamente da leggere e da tenere nella propria biblioteca.