Morto che cammina
by Irvine Welsh
(*)(*)(*)(*)( )(88)
Mark Renton ha fatto bingo: i deejay della sua agenzia fanno ballare i ragazzi sulle due sponde dell’oceano e un bel po’ di soldi entrano in cassa, ma non riesce a sentirsi davvero appagato di una vita passata fra sale d’attesa e stanze d’albergo. Seduto a bordo di un volo che lo riporta a casa, butta giù un tranquillante dopo l’altro per smaltire i postumi della serata precedente, quando all’improvviso incrocia un paio di occhi impossibili da dimenticare: quelli di Frank Begbie. L’ex psicopatico di Leith ora è un artista famoso e sembra non nutrire più alcun proposito di vendetta per quella brutta storia della truffa sulla vendita dell’eroina. Sono passati tanti anni, ma Renton non si fida, vorrebbe saldare il suo debito e teme che Begbie stia tramando qualcosa… Nel frattempo alle orecchie di Sick Boy e Spud, occupati in nuovi «progetti», giunge voce che i vecchi amici bazzicano di nuovo Edimburgo: prospettiva stuzzicante riunire i soci come ai bei tempi. Ma quando i due si avvicinano all’oscuro mondo del traffico di organi, le cose prendono rapidamente una brutta piega per tutto il gruppo. In balia ognuno delle proprie dipendenze, costretti alla resa dei conti con un passato che non può più aspettare, Renton, Begbie, Sick Boy e Spud saranno travolti da un fiume in piena di assurdi imprevisti. Uno di loro rischia di non vedere l’ultima pagina del romanzo: chi è il morto che cammina?

All Quotations

5
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Certe volte dobbiamo andare oltre a noi stessi. Oltre a tutte quelle voci che abbiam sempre sentito nella testa. A tutta la merda da cui abbiam lasciato definire la nostra persona: all'ignoranza, alla presunzione, alla chiusura verso gli altri. Perché sono stronzate del cazzo, tutte quante. Non siamo altro che dei lavori in corso, fino al giorno che caschiamo fuori da questo mondo nella terra dei calzoni di legno.
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Certe volte dobbiamo andare oltre a noi stessi. Oltre a tutte quelle voci che abbiam sempre sentito nella testa. A tutta la merda da cui abbiam lasciato definire la nostra persona: all'ignoranza, alla presunzione, alla chiusura verso gli altri. Perché sono stronzate del cazzo, tutte quante. Non siamo altro che dei lavori in corso, fino al giorno che caschiamo fuori da questo mondo nella terra dei calzoni di legno.
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« Rilassatevi, ragazzi » gli dico, anche se rilassato non sono neanche un po', anzi cago in mano per quello che stiamo per tentare. Solo che la paura è un'emozione che è meglio non esprimere. Una volta che la dichiari, si spande come un virus. Ha rovinato la politica: i nostri cani da guardia ce la sparano in vena da decenni, sfibrandoci, mettendoci uno contro l'altro mentre loro stuprano il mondo.
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« Rilassatevi, ragazzi » gli dico, anche se rilassato non sono neanche un po', anzi cago in mano per quello che stiamo per tentare. Solo che la paura è un'emozione che è meglio non esprimere. Una volta che la dichiari, si spande come un virus. Ha rovinato la politica: i nostri cani da guardia ce la sparano in vena da decenni, sfibrandoci, mettendoci uno contro l'altro mentre loro stuprano il mondo.
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La vita è una questione di percezione, di se stessi come degli altri. Ti puoi vendere in saldo, o aspirare a qualcosa, possederlo e crescere al suo livello.
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La vita è una questione di percezione, di se stessi come degli altri. Ti puoi vendere in saldo, o aspirare a qualcosa, possederlo e crescere al suo livello.
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Ecco, adesso la pollastra mi s'è bruciata. Sempre così, combino. Certi soggetti sono capaci a parlargli a una femmina, ma io nisba, capito? Mi fa un sorriso come dire « sei un baluba, ma però inoffensivo », che è il sorriso più brutto che ti può fare una ragazza.
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Ecco, adesso la pollastra mi s'è bruciata. Sempre così, combino. Certi soggetti sono capaci a parlargli a una femmina, ma io nisba, capito? Mi fa un sorriso come dire « sei un baluba, ma però inoffensivo », che è il sorriso più brutto che ti può fare una ragazza.
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Butto giù un altro Ambien prima di scivolare in un semi-sonno, con la mente inquieta che gira attorno ai temi della vita. Pensare a quanto ti indurisce e ti rincoglionisce... ... per le robe buone sembra che non hai più tempo, e ti ritrovi sommerso costantemente nelle cazzate, e allora inizi a fottertene il cazzo della merda degli altri... che appena gli dai spazio ci sprofondi... reagisci e guardi "Pop Idol"... chiaramente con ironia, con le frustate di disprezzo spocchioso, critico... e certe volte, solo certe volte, non riesce proprio a cancellare uno strano silenzio che ti sommerge, ed eccolo qua, il sibiletto sullo sfondo... il rumore della tua forza vitale che si prosciuga... ... listeeeennnn... ... è il rumore di te che stai crepando... prigioniero dei tuoi algoritmi di autoconferma e autocostrizione, che permettono a Google, Facebook, Twitter e Amazon di incatenarti psichicamente ingozzandoti di una versione di te stesso monodimensionale da far cagare, ma che tu abbracci in quanto unica affermazione in offerta... questi sono i tuoi amici... questi sono i tuoi soci... questi sono i tuoi nemici... questa è la tua vita... ti serve il caos, una forza esterna per il trauma di uscire dall'autoindulgenza... ti serve perché non hai più la volontà o la fantasia per farlo da solo... quando ero più giovane Begbie, che si è fiondato in modo così clamoroso fuori dalla sua traiettoria Leith/galera, lo aveva fatto per me... per quanto sembri assurdo, una parte di me ha sempre sentito la mancanza dello stronzo... devi vivere finché non muori... ... e allora, come te la passi?
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Butto giù un altro Ambien prima di scivolare in un semi-sonno, con la mente inquieta che gira attorno ai temi della vita. Pensare a quanto ti indurisce e ti rincoglionisce... ... per le robe buone sembra che non hai più tempo, e ti ritrovi sommerso costantemente nelle cazzate, e allora inizi a fottertene il cazzo della merda degli altri... che appena gli dai spazio ci sprofondi... reagisci e guardi "Pop Idol"... chiaramente con ironia, con le frustate di disprezzo spocchioso, critico... e certe volte, solo certe volte, non riesce proprio a cancellare uno strano silenzio che ti sommerge, ed eccolo qua, il sibiletto sullo sfondo... il rumore della tua forza vitale che si prosciuga... ... listeeeennnn... ... è il rumore di te che stai crepando... prigioniero dei tuoi algoritmi di autoconferma e autocostrizione, che permettono a Google, Facebook, Twitter e Amazon di incatenarti psichicamente ingozzandoti di una versione di te stesso monodimensionale da far cagare, ma che tu abbracci in quanto unica affermazione in offerta... questi sono i tuoi amici... questi sono i tuoi soci... questi sono i tuoi nemici... questa è la tua vita... ti serve il caos, una forza esterna per il trauma di uscire dall'autoindulgenza... ti serve perché non hai più la volontà o la fantasia per farlo da solo... quando ero più giovane Begbie, che si è fiondato in modo così clamoroso fuori dalla sua traiettoria Leith/galera, lo aveva fatto per me... per quanto sembri assurdo, una parte di me ha sempre sentito la mancanza dello stronzo... devi vivere finché non muori... ... e allora, come te la passi?