Musical! Sex!
by P. Maria Bocchi
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Non una storia del cinema musical. Né i migliori film musical di tutti i tempi. Solo uno sguardo smaliziato sul modo con cui il cinema musical di Hollywood ha letteralmente messo in scena l'uomo e la donna (con relativi travestimenti e trasformazioni) nel corso degli anni, delle società, delle culture, delle mode. Per capire che i sessi (quando non addirittura il sesso) ne rappresentano da sempre cuore e sangue; e che anche quando indossano una maschera, si rivelano sempre e comunque specchi privilegiati della realtà che il musical stesso intende promuovere. Pier Maria Bocchi è critico cinematografico. Collabora con le riviste "Cineforum" e "Blow Up". Ha scritto per "FilmTv", "Nocturno", "Panoramiche", "Brancaleone", "Segnocinema", per la "Storia del Cinema Italiano" della Scuola Nazionale di Cinema e per numerosi testi collettivi. Tra le sue pubblicazioni, Michael Mann (Il Castoro), Mauro Bolognini (con Alberto Pezzotta, Il Castoro), Mondo Queer. Cinema e militanza gay (Lindau), Guy Maddin (Bergamo Film Meeting), Agustí Villaronga (Bergamo Film Meeting), Jim Jarmusch. American Samurai (Centro Espressioni Cinematografiche Cinemazero), Claire Denis (con Luca Malavasi, Bergamo Film Meeting). È collaboratore del dizionario dei film "Il Mereghetti". Ha curato le interviste e le ricerche per il documentario Made in Hong Kong. Dal 2007 fa parte del comitato di selezione del Torino Film Festival.

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Luca MalavasiLuca Malavasi wrote a review
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Scrive Franco La Polla in Sogno e realtà americana nel cinema di Hollywood: «La sessualità nel musical è come la scoperta del sesso in una bambola, dà fastidio, è inattesa, disturba e preoccupa». Vero; e però, al tempo stesso, non c’è musical – classico o contemporaneo – che non sia, al tempo stesso, una schermaglia amorosa e dunque un gioco dei sessi. Senza sesso, naturalmente: rimosso, nascosto in un’ellissi, consumato a passi di danza e a ugole spiegate. Come se proprio l’essenza stessa del musical fosse il “sesso” del genere. E il musical, in sé, il luogo di raccolta delle energie erotiche accumulate nel genere gemello, lo commedia romantica. Al complesso tema della rappresentazione della sessualità nel musical (non solo classico) è dedicato uno studio breve ma densissimo (e che scivola via come un piacevole romanzo) scritto da Pier Maria Bocchi, Musical! Sex!, in cui queste e altre questioni vengono affrontare con rigore e intelligenza: non per arrivare e chiudere sulla questione ma, al contrario, per riaprirla in rapporto alle incarnazioni contemporanee del genere, in cui il sesso, finalmente, c’è e si vede. La questione, però, non è tanto un problema di visibilità (semmai, di ciò che si vede e non si vede, anche oggi): la tesi elaborata da Bocchi è che il musical, più di altri generi, e nonostante tutte le sue rimozioni e (auto)censure (o forse proprio grazie a queste), sia da considerarsi, soprattutto ieri, vale a dire in tempi di maggiori rimozioni e censure, l’arena d’elezione per l’elaborazione di immagini, idee, motivi legati al sesso e ai sessi, al gioco e allo scambio dei ruoli, alla divagazione tra generi, al trasformismo dei gusti, alla tradizione della coppia e degli accoppiamenti. Tra una canzone e una danza, gli schemi si ripetono ma, al tempo stesso, sotto la routine di genere, le cose, già negli anni Trenta, sono meno piantate di quel che sembra. Allineando i decenni e i momenti d’oro del genere – il classicismo, la riforma degli anni Sessanta e Settanta, le riprese e i rovesciamenti dell’ultimo decennio – Pier Maria Bocchi coglie puntualmente, attraverso l’analisi di un numero enorme di film, una serie di trasformazioni emblematiche e a doppio senso: il cinema come specchio della realtà e il cinema come luogo di formazione di contenuti sociali. Allontanati nella finzione, da musiche, canzoni e coreografie, quel tanto che basta per diventare davvero visibili.