Ninfee nere
by Michel Bussi
(*)(*)(*)(*)( )(1,237)
A Giverny in Normandia, il villaggio dove ha vissuto e dipinto il grande pittore impressionista Claude Monet, una serie di omicidi rompe la calma della località turistica. L'indagine dell'ispettore Sérénac ci conduce a contatto con tre donne. La prima, Fanette, ha 11 anni ed è appassionata di pittura. La seconda, Stéphanie, è la seducente maestra del villaggio, mentre la terza è una vecchia acida che spia i segreti dei suoi concittadini da una torre. Al centro della storia una passione devastante attorno alla quale girano le tele rubate o perse di Monet (tra le quali le Ninfee nere che l'artista avrebbe dipinto prima di morire). Rubate o perse come le illusioni quando passato e presente si confondono e giovinezza e morte sfidano il tempo. L'intreccio è costruito in modo magistrale e la fine è sorprendente, totalmente imprevedibile. Ogni personaggio è un vero enigma. Un'indagine con un succedersi di colpi di scena, dove sfumano i confini tra realtà e illusione e tra passato e presente. Un romanzo noir che ci porta dentro un labirinto di specchi in cui sta al lettore distinguere il vero dal falso.

All Quotations

16 + 2 in other languages
apteniaaptenia added a quotation
Come sai Monet ha viaggiato molto. In tutta Europa. Si è ispirato a tutte le pitture del mondo, capisci, e sono molto diverse, perché altrove non si vedono le cose nello stesso modo. Monet l’aveva capito, e ha studiato soprattutto la pittura giapponese. Così, in seguito, non ha più avuto bisogno di viaggiare, di andare da un’altra parte. Per trent’anni della sua vita gli è bastato un laghetto di ninfee, un misero stagno, che si è rivelato comunque abbastanza grande da rivoluzionare la pittura del mondo intero... E non solo la pittura, Fanette. Monet ha rivoluzionato tutto lo sguardo dell’uomo sulla natura. Uno sguardo universale. Ti rendi conto? Qui a Giverny! A meno di cento metri da questo campo! Quindi quando mi dici che Monet aveva uno sguardo da vecchio...».
apteniaaptenia added a quotation
Come sai Monet ha viaggiato molto. In tutta Europa. Si è ispirato a tutte le pitture del mondo, capisci, e sono molto diverse, perché altrove non si vedono le cose nello stesso modo. Monet l’aveva capito, e ha studiato soprattutto la pittura giapponese. Così, in seguito, non ha più avuto bisogno di viaggiare, di andare da un’altra parte. Per trent’anni della sua vita gli è bastato un laghetto di ninfee, un misero stagno, che si è rivelato comunque abbastanza grande da rivoluzionare la pittura del mondo intero... E non solo la pittura, Fanette. Monet ha rivoluzionato tutto lo sguardo dell’uomo sulla natura. Uno sguardo universale. Ti rendi conto? Qui a Giverny! A meno di cento metri da questo campo! Quindi quando mi dici che Monet aveva uno sguardo da vecchio...».
Cecilia LanzariniCecilia Lanzarini added a quotation
Acconsento a che si istauri il delitto di sognare
Cecilia LanzariniCecilia Lanzarini added a quotation
Acconsento a che si istauri il delitto di sognare
Pensandbike   ✒️🏍🖌Pensandbike ✒️🏍🖌 added a quotation
"Sai, Fanette*, la vita si riduce a due o tre occasioni da non lasciarsi sfuggire. Te la giochi così, una vita! Niente di più" * Fanette ha 11 anni.
Pensandbike   ✒️🏍🖌Pensandbike ✒️🏍🖌 added a quotation
"Sai, Fanette*, la vita si riduce a due o tre occasioni da non lasciarsi sfuggire. Te la giochi così, una vita! Niente di più" * Fanette ha 11 anni.
Penelope48Penelope48 added a quotation
Tre donne vivevano in un paesino. La prima era cattiva, la seconda bugiarda, la terza egoista. Il paese aveva un grazioso nome da giardino: Giverny. La prima abitava in un grande mulino in riva a un ruscello, sul chemin du Roy; la seconda in una mansarda sopra la scuola, in rue Blanche-Hoschedé-Monet; la terza con la madre in una casetta di rue du Chateau-d'Eau dai muri scrostati Neanche avevano la stessa età. Proprio per niente. (che incipit ragazzi!!!!)
Penelope48Penelope48 added a quotation
Tre donne vivevano in un paesino. La prima era cattiva, la seconda bugiarda, la terza egoista. Il paese aveva un grazioso nome da giardino: Giverny. La prima abitava in un grande mulino in riva a un ruscello, sul chemin du Roy; la seconda in una mansarda sopra la scuola, in rue Blanche-Hoschedé-Monet; la terza con la madre in una casetta di rue du Chateau-d'Eau dai muri scrostati Neanche avevano la stessa età. Proprio per niente. (che incipit ragazzi!!!!)
AngelaAngela added a quotation
"Come se i carcerieri si divertissero a decorare i muri delle prigioni"
AngelaAngela added a quotation
"Come se i carcerieri si divertissero a decorare i muri delle prigioni"
massimo.sardagnamassimo.sardagna added a quotation
Acconsento a che si instauri il delitto di sognare se sogno,sogno ciò che mi viene vietato Mi dichiarerò colpevole. Mi piace aver torto Agli occhi della ragione il sogno è un bandito
massimo.sardagnamassimo.sardagna added a quotation
Acconsento a che si instauri il delitto di sognare se sogno,sogno ciò che mi viene vietato Mi dichiarerò colpevole. Mi piace aver torto Agli occhi della ragione il sogno è un bandito
Francesca DantonisonofriFrancesca Dantonisonofri added a quotation
Acconsento a che si instauri il delitto di sognare
Francesca DantonisonofriFrancesca Dantonisonofri added a quotation
Acconsento a che si instauri il delitto di sognare
GiuGiu added a quotation
Il giorno prima hanno parlato per ore. Con calma. Jacques dice che ha capito, che cercherà di cambiare. Cambiare cosa? Stéphanie non gli rimprovera niente, o forse soltanto di non essere un altro. Jacques dice che diventerà un altro. È impossibile diventare un altro. Stéphanie sa bene che quelle discussioni non portano a niente. Ha deciso. Lo lascia. Se ne va. Jacques è un uomo equilibrato. Di sicuro pensa che la pazienza sia il metodo migliore per far venire qualche dubbio a Stéphanie. Lasciar passare il temporale. Aspettare, rimanere lì con l’ombrello in mano nel caso in cui... Pronto a proteggere entrambi col grande ombrello per due, appena Stéphanie tornerà. Si sbaglia.
GiuGiu added a quotation
Il giorno prima hanno parlato per ore. Con calma. Jacques dice che ha capito, che cercherà di cambiare. Cambiare cosa? Stéphanie non gli rimprovera niente, o forse soltanto di non essere un altro. Jacques dice che diventerà un altro. È impossibile diventare un altro. Stéphanie sa bene che quelle discussioni non portano a niente. Ha deciso. Lo lascia. Se ne va. Jacques è un uomo equilibrato. Di sicuro pensa che la pazienza sia il metodo migliore per far venire qualche dubbio a Stéphanie. Lasciar passare il temporale. Aspettare, rimanere lì con l’ombrello in mano nel caso in cui... Pronto a proteggere entrambi col grande ombrello per due, appena Stéphanie tornerà. Si sbaglia.
GiuGiu added a quotation
Si finisce sempre per dimenticare. Si dimentica la mattanza, si dimentica la barbarie e si ammira la follia.
GiuGiu added a quotation
Si finisce sempre per dimenticare. Si dimentica la mattanza, si dimentica la barbarie e si ammira la follia.
GiuGiu added a quotation
Perché fuggire... La risposta alla sua domanda è banale e vecchia come il mondo, è la malattia delle ragazze che si sognano diverse, la sete d’amore della Bérénice di Aragon, la noia insopportabile della donna che peraltro non ha niente da rimproverare all’uomo con cui vive... Nessuna scusa, nessun alibi. Solo la noia e la certezza che la vita sia altrove, che da un’altra parte esista una complicità perfetta, che quei capricci non siano dettagli ma cose essenziali... E che nulla conti più di poter condividere la stessa emozione davanti a un quadro di Monet o a un verso di Aragon.
GiuGiu added a quotation
Perché fuggire... La risposta alla sua domanda è banale e vecchia come il mondo, è la malattia delle ragazze che si sognano diverse, la sete d’amore della Bérénice di Aragon, la noia insopportabile della donna che peraltro non ha niente da rimproverare all’uomo con cui vive... Nessuna scusa, nessun alibi. Solo la noia e la certezza che la vita sia altrove, che da un’altra parte esista una complicità perfetta, che quei capricci non siano dettagli ma cose essenziali... E che nulla conti più di poter condividere la stessa emozione davanti a un quadro di Monet o a un verso di Aragon.