Non voglio il silenzio
by Ferruccio Pinotti, Patrick Fogli
(*)(*)(*)(*)( )(52)
La paura è un respiro trattenuto, le parole diventano un sussurro e cedono al silenzio. Quando riceve la telefonata, la voce femminile che lo strappa al sonno è spaventata e gli dà appuntamento per il giorno successivo, in un'aula di tribunale. Un incontro che non avverrà, perché in quell'aula, davanti ai suoi occhi, un uomo uccide la ragazza e si toglie la vita. Da lei, fa in tempo a udire solo poche sillabe. Solara. Basta quel nome. Un nome che lo riporta al pomeriggio in cui sua moglie muore in un incidente stradale, lasciandolo solo a crescere Giulia. E ancora più indietro, all'estate in cui una bomba fa esplodere in una strada di Palermo la vita di un magistrato. Solo un episodio di una lunga stagione di stragi che, ancora una volta, getta l'Italia nel terrore. La verità di quei giorni è sepolta sotto un cumulo di macerie che in troppi hanno interesse a non rimuovere. Forse, l'uomo avrebbe dovuto lasciar perdere, il giorno in cui ha sentito quel nome. Fingere di non sapere che l'inchiesta su cui si erano inutilmente accaniti suo padre e sua moglie, entrambi giornalisti, aveva lasciato nervi scoperti. Perché in un Paese che si regge sui silenzi e le menzogne, la verità può diventare inafferrabile.

Rocco Baiocchi's Review

Rocco BaiocchiRocco Baiocchi wrote a review
(*)(*)(*)(*)( )
E se fosse tutto vero? E' (quasi) tutto vero.
Cosa c'entrano la politica, l'economia, la finanza, la massoneria, i servizi segreti, Mani Pulite, l'avvento della c.d. Seconda Repubblica con la mafia e la strage di via D'Amelio del 19 luglio 1992? Perchè è stato ucciso Paolo Borsellino? Qual'è stato il risultato prodotto dalla trattativa mafia/stato?
A queste e ad altre domande rispondono Patrick Fogli e Ferruccio Pinotti attraverso una ricostruzione di quegli eventi dettagliatissima e, storicamente e giudiziariamente, accertata.
Con un ritmo teso ed incalzante che perdura dalla prima all'ultima pagina e una lunga serie di dialoghi e personaggi, gli Autori mettono in fila i fatti costituenti il concepimento della c.d. Seconda Repubblica e lo specchio fedele del sistema di potere, imperante ancora oggi, che ha portato l’Italia alla deriva.
Alcuni interrogativi rimangono inevitabilmente senza risposta ma, operando collegamenti, utilizzando la logica e affiancando i numerosi fotogrammi a disposizione, ogni lettore potrà ricostruire con sufficiente chiarezza cosa sia successo in quel terrificante periodo.
Coloro che non avessero conoscenza di quegli avvenimenti potrebbero pensare che questo romanzo d’inchiesta sia il prodotto della fervida fantasia degli Autori e, in definitiva, solo un romanzo.
Invece non è così.
A parte una manciata di personaggi, i necessari pseudonimi e qualche espediente narrativo, tutto ciò che viene raccontato è vero. E’ realmente accaduto. Ed è questo l’aspetto più inquietante ed importante che rende questo libro davvero prezioso.
La chiave di lettura proposta per spiegare fatti e individuare responsabilità è credibile, logica e, come si dice oggi con una espressione errata e antipatica, "non ideologizzata". E aderisce al modus operandi utilizzato dal potere in Italia da Portella della Ginestra in poi.
Prendete un saggio che ha raccontato gli stessi fatti, mettetelo a confronto con questo romanzo, sostituite i nomi veri agli pseudonimi e avrete un pezzo di Storia del paese, comprensivo dei collegamenti mancanti e illuminato nei suoi coni d’ombra dalla libertà intellettuale che solo un romanziere può avere e deve prendersi.
D'altronde, uno scrittore non è un giudice: non ha bisogno di prove per capire e ricostruire una vicenda; gli è sufficiente l'utilizzo critico della ragione.
Inoltre, questo romanzo emoziona, inquieta, stordisce, appassiona. Coniuga sapientemente memoria, impegno civile, passione e letteratura. Il racconto, precisissimo, della strage di via d'Amelio toglie il respiro.
Giù il cappello per Patrick Fogli e Ferruccio Pinotti.
Rocco BaiocchiRocco Baiocchi wrote a review
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E se fosse tutto vero? E' (quasi) tutto vero.
Cosa c'entrano la politica, l'economia, la finanza, la massoneria, i servizi segreti, Mani Pulite, l'avvento della c.d. Seconda Repubblica con la mafia e la strage di via D'Amelio del 19 luglio 1992? Perchè è stato ucciso Paolo Borsellino? Qual'è stato il risultato prodotto dalla trattativa mafia/stato?
A queste e ad altre domande rispondono Patrick Fogli e Ferruccio Pinotti attraverso una ricostruzione di quegli eventi dettagliatissima e, storicamente e giudiziariamente, accertata.
Con un ritmo teso ed incalzante che perdura dalla prima all'ultima pagina e una lunga serie di dialoghi e personaggi, gli Autori mettono in fila i fatti costituenti il concepimento della c.d. Seconda Repubblica e lo specchio fedele del sistema di potere, imperante ancora oggi, che ha portato l’Italia alla deriva.
Alcuni interrogativi rimangono inevitabilmente senza risposta ma, operando collegamenti, utilizzando la logica e affiancando i numerosi fotogrammi a disposizione, ogni lettore potrà ricostruire con sufficiente chiarezza cosa sia successo in quel terrificante periodo.
Coloro che non avessero conoscenza di quegli avvenimenti potrebbero pensare che questo romanzo d’inchiesta sia il prodotto della fervida fantasia degli Autori e, in definitiva, solo un romanzo.
Invece non è così.
A parte una manciata di personaggi, i necessari pseudonimi e qualche espediente narrativo, tutto ciò che viene raccontato è vero. E’ realmente accaduto. Ed è questo l’aspetto più inquietante ed importante che rende questo libro davvero prezioso.
La chiave di lettura proposta per spiegare fatti e individuare responsabilità è credibile, logica e, come si dice oggi con una espressione errata e antipatica, "non ideologizzata". E aderisce al modus operandi utilizzato dal potere in Italia da Portella della Ginestra in poi.
Prendete un saggio che ha raccontato gli stessi fatti, mettetelo a confronto con questo romanzo, sostituite i nomi veri agli pseudonimi e avrete un pezzo di Storia del paese, comprensivo dei collegamenti mancanti e illuminato nei suoi coni d’ombra dalla libertà intellettuale che solo un romanziere può avere e deve prendersi.
D'altronde, uno scrittore non è un giudice: non ha bisogno di prove per capire e ricostruire una vicenda; gli è sufficiente l'utilizzo critico della ragione.
Inoltre, questo romanzo emoziona, inquieta, stordisce, appassiona. Coniuga sapientemente memoria, impegno civile, passione e letteratura. Il racconto, precisissimo, della strage di via d'Amelio toglie il respiro.
Giù il cappello per Patrick Fogli e Ferruccio Pinotti.