Ogni altra vita
by Paolo Di Stefano
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C'è chi vende uova dopo la guerra e chi usa la stoffa dei paracadute per cucire gonne. Chi fugge dall'Italia per fare fortuna all'estero e chi se ne va per scampare a un padrino violento. Ci sono donne che si buttano con l'elastico dai ponti e ragazzi che cadono da una finestra per non rialzarsi più. Partigiani e sarte, minatori e cameriere, maestri di scuola. Madri, padri, figli, figlie. E poi c'è uno scrittore, Paolo Di Stefano, che legge i diari o ascolta le parole di questi italiani non illustri - forse assurti agli onori o ai disonori della cronaca per lo spazio breve di un'indignazione, ma poi subito dimenticati - e restituisce loro la voce che avevano smarrito, o di cui erano stati privati. Dalla Sicilia arcaica e petrosa delle guerre mondiali alla Milano grigia ma bella di oggi, Di Stefano racconta di innamoramenti e matrimoni, di bombe che cadono dal cielo e di battaglie che si combattono in famiglia; di litigi, incomprensioni, rotture; di piccole rivincite e grandi rivoluzioni del costume. Il ventennio fascista, gli anni sessanta e settanta delle proteste studentesche, e poi i decenni a noi più vicini, quelli in cui la Storia si fa storia, cronaca o memoria commossa di chi c'era e ricorda chi invece non c'è più.

Domenico Fina's Review

Domenico FinaDomenico Fina wrote a review
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Il libro di Paolo Di Stefano è composto da 17 storie, di circa 15/20 pagine ciascuna. Sono il resoconto di interviste, letture di diari (Pieve di Santo Stefano), cronache giornalistiche, drammi familiari, che Di Stefano rinarra con umanità e precisione documentata. Ne risulta un’Italia inesplicabile, con tutte le sue bellezze e bruttezze. Ad esempio, fra le vicende narrate, c’è quella di Emanuele Scieri, morto nell’agosto del 1999 nella caserma dei paracadutisti Gamerra di Pisa. Caduto da una torre di esercitazione, di notte. Una vicenda in cui l’unico non responsabile della caduta sembra essere stato proprio lui Emanuele. Eppure è stato archiviato come suicidio. Il caso è stato riaperto ultimamente, ma orami anche il padre di Emanuele è morto. Solita triste desolante vicenda. Di Stefano è molto bravo nel narrare storie di marginale dimenticanza, importanti per ricostruire un vero profilo della nostra cara Italia; quella che esiste dietro le storture e che necessita di memoria continuamente ravvivata.
Domenico FinaDomenico Fina wrote a review
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Il libro di Paolo Di Stefano è composto da 17 storie, di circa 15/20 pagine ciascuna. Sono il resoconto di interviste, letture di diari (Pieve di Santo Stefano), cronache giornalistiche, drammi familiari, che Di Stefano rinarra con umanità e precisione documentata. Ne risulta un’Italia inesplicabile, con tutte le sue bellezze e bruttezze. Ad esempio, fra le vicende narrate, c’è quella di Emanuele Scieri, morto nell’agosto del 1999 nella caserma dei paracadutisti Gamerra di Pisa. Caduto da una torre di esercitazione, di notte. Una vicenda in cui l’unico non responsabile della caduta sembra essere stato proprio lui Emanuele. Eppure è stato archiviato come suicidio. Il caso è stato riaperto ultimamente, ma orami anche il padre di Emanuele è morto. Solita triste desolante vicenda. Di Stefano è molto bravo nel narrare storie di marginale dimenticanza, importanti per ricostruire un vero profilo della nostra cara Italia; quella che esiste dietro le storture e che necessita di memoria continuamente ravvivata.