Oligarchia
by Scarlett Thomas
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Quando Tash, figlia di un oligarca russo, viene mandata a studiare in un collegio inglese, si trova catapultata in un mondo lontanissimo da quello che conosceva. Le ragazze vivono in una bolla, seguendo priorità per lei nuove e incomprensibili. E tutte soffrono inspiegabilmente di disordini alimentari. Seppur a fatica, Tash cerca di integrarsi. Fra gite e lezioni di equitazione, lei e le sue amiche finiscono spesso dal preside, che è solito riservare a studentesse selezionate delle strane punizioni nei suoi alloggi. Quando la sua amica Bianca scompare misteriosamente, Tash comincia a sospettare che stia succedendo qualcosa di inquietante nel collegio, mentre anche il comportamento delle sue compagne di dormitorio diventa sempre più oscuro...

Romanticamente Fantasy Sito (NO SCAMBI)'s Review

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Jen - per RFS
.
Una volta preso questo libro non vedevo l’ora di leggerlo.
Fin dalle prime pagine lo stile di scrittura mi è risultato un po’ insolito, perché il testo non è diviso per capitoli, ma ci sono solo delle scene, un po’ sconnesse tra loro, separate da asterischi. Comunque sia, ho trovato la trama divertente e me la sono goduta cercando di capire dove queste vicende confuse mi avrebbero portata, anche se, dopo le prime pagine, ho iniziato a stancarmi dell’ossessione dell’immagine e dell’apparenza, ciò su cui si basa questa storia.
Nonostante questo, tutto è narrato in modo simpatico ed è avvolto da una certa aria di mistero che mi ha conquistata, spingendomi a continuare: mi ha fatto ridere e ho trovato la storia interessante, ambientata in un collegio, parla di alcune ragazze privilegiate economicamente, ma completamente senza vantaggi d’altro tipo, con una vita davvero orribile, completamente priva di una famiglia amorevole.

Questo gruppo di ragazze – le mele marce – frequenta una scuola femminile privata ed è ossessionato dall’aspetto fisico, parla costantemente di vestiti, ragazzi, ma soprattutto di diete, in modo che le giovani possano apparire affascinanti nei loro abiti.

Si siedono e fantasticano sul cibo, sul “cibo cattivo” e sui molti modi da provare per perdere chili; vogliono essere magre, cercano immagini su Google, registrano il loro peso e cosa mangiano su MyFitnessPal… alcune soffrono di anoressia, altre di bulimia, altre di disturbo da fame compulsiva.

Questo libro mette il tutto in chiave umoristica, ma devo ammettere di essermi sentita un po’ a disagio a essermi divertita con dell’humor su questi problemi: se chi ha sperimentato un disturbo alimentare leggesse tutto questo, posso solo immaginare quanto ne rimarrebbe sconvolto e, probabilmente, lo riterrebbe offensivo.
Le ragazze passano molto tempo a discutere di consigli dietetici e il romanzo è ricco di mantra “ispiratori” come “La fame è solo la debolezza che lascia il tuo corpo”, o “Niente ha un sapore migliore di un corpo magro” ecc.

Non penso che sia un buon libro da leggere per un adolescente.

L’autrice ci permette di buttare uno sguardo nelle vite dei vari protagonisti e questo mi è piaciuto: le loro voci sembravano autentiche e mi sono goduta l’enigma che circonda la scuola e gli strani insegnanti.
Ho trovato improbabile che praticamente tutti i personaggi della storia avessero problemi di alimentazione.
Sicuramente i tizi dell’associazione contro i disordini alimentari e le persone che hanno portato come testimoni di quanto questi problemi siano debilitanti sono irrealistici.
Sono rimasta delusa dal fatto che nessuno abbia usato un regime nutrizionale sano e l’esercizio fisico per perdere peso e sono triste per il fatto che questo non venga mai consigliato alle ragazze, nemmeno dall’infermiera della scuola.
La cosa che mi ha sconvolta di più, però, è che il libro sembra suggerire un’alimentazione sbagliata, fatta di digiuni e privazioni, come unico modo per avere un bell’aspetto. A un certo punto sono comparsi alcuni riferimenti al cibo vegano, proposto come metodo per perdere peso, che, per carità, può essere salutare, ma di sicuro non nel modo in cui viene descritto. Sarebbe stato il caso di porre l’accento sul seguire una dieta sana con molta frutta, verdura ed esercizio fisico, invece di riportare discorsi come “Un sacco di cose sono fatte quasi interamente di zucchero. Il pane, più di tutte, nello stomaco si trasforma in una ciotola di zucchero. Una ciotola, sul serio. Lo stesso accade con la frutta.”(Tratto dal libro), che, per carità, capisco siano i pensieri di una ragazzina di sedici anni – che le sono stati riportati dal fratello maggiore, ma tralasciamo – però rendono il libro non adatto a tutti i tipi di pubblico, come, magari, si può dedurre dalla sinossi.
Infatti, per quanto mi sia piaciuto il modo di scrivere dell’autrice, non posso fare a meno di sconsigliarlo a chi è più sensibile sull’argomento e di chiedermi se potrebbe dare alcune idee malsane sulla perdita di peso ad alcuni lettori.
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Jen - per RFS
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Una volta preso questo libro non vedevo l’ora di leggerlo.
Fin dalle prime pagine lo stile di scrittura mi è risultato un po’ insolito, perché il testo non è diviso per capitoli, ma ci sono solo delle scene, un po’ sconnesse tra loro, separate da asterischi. Comunque sia, ho trovato la trama divertente e me la sono goduta cercando di capire dove queste vicende confuse mi avrebbero portata, anche se, dopo le prime pagine, ho iniziato a stancarmi dell’ossessione dell’immagine e dell’apparenza, ciò su cui si basa questa storia.
Nonostante questo, tutto è narrato in modo simpatico ed è avvolto da una certa aria di mistero che mi ha conquistata, spingendomi a continuare: mi ha fatto ridere e ho trovato la storia interessante, ambientata in un collegio, parla di alcune ragazze privilegiate economicamente, ma completamente senza vantaggi d’altro tipo, con una vita davvero orribile, completamente priva di una famiglia amorevole.

Questo gruppo di ragazze – le mele marce – frequenta una scuola femminile privata ed è ossessionato dall’aspetto fisico, parla costantemente di vestiti, ragazzi, ma soprattutto di diete, in modo che le giovani possano apparire affascinanti nei loro abiti.

Si siedono e fantasticano sul cibo, sul “cibo cattivo” e sui molti modi da provare per perdere chili; vogliono essere magre, cercano immagini su Google, registrano il loro peso e cosa mangiano su MyFitnessPal… alcune soffrono di anoressia, altre di bulimia, altre di disturbo da fame compulsiva.

Questo libro mette il tutto in chiave umoristica, ma devo ammettere di essermi sentita un po’ a disagio a essermi divertita con dell’humor su questi problemi: se chi ha sperimentato un disturbo alimentare leggesse tutto questo, posso solo immaginare quanto ne rimarrebbe sconvolto e, probabilmente, lo riterrebbe offensivo.
Le ragazze passano molto tempo a discutere di consigli dietetici e il romanzo è ricco di mantra “ispiratori” come “La fame è solo la debolezza che lascia il tuo corpo”, o “Niente ha un sapore migliore di un corpo magro” ecc.

Non penso che sia un buon libro da leggere per un adolescente.

L’autrice ci permette di buttare uno sguardo nelle vite dei vari protagonisti e questo mi è piaciuto: le loro voci sembravano autentiche e mi sono goduta l’enigma che circonda la scuola e gli strani insegnanti.
Ho trovato improbabile che praticamente tutti i personaggi della storia avessero problemi di alimentazione.
Sicuramente i tizi dell’associazione contro i disordini alimentari e le persone che hanno portato come testimoni di quanto questi problemi siano debilitanti sono irrealistici.
Sono rimasta delusa dal fatto che nessuno abbia usato un regime nutrizionale sano e l’esercizio fisico per perdere peso e sono triste per il fatto che questo non venga mai consigliato alle ragazze, nemmeno dall’infermiera della scuola.
La cosa che mi ha sconvolta di più, però, è che il libro sembra suggerire un’alimentazione sbagliata, fatta di digiuni e privazioni, come unico modo per avere un bell’aspetto. A un certo punto sono comparsi alcuni riferimenti al cibo vegano, proposto come metodo per perdere peso, che, per carità, può essere salutare, ma di sicuro non nel modo in cui viene descritto. Sarebbe stato il caso di porre l’accento sul seguire una dieta sana con molta frutta, verdura ed esercizio fisico, invece di riportare discorsi come “Un sacco di cose sono fatte quasi interamente di zucchero. Il pane, più di tutte, nello stomaco si trasforma in una ciotola di zucchero. Una ciotola, sul serio. Lo stesso accade con la frutta.”(Tratto dal libro), che, per carità, capisco siano i pensieri di una ragazzina di sedici anni – che le sono stati riportati dal fratello maggiore, ma tralasciamo – però rendono il libro non adatto a tutti i tipi di pubblico, come, magari, si può dedurre dalla sinossi.
Infatti, per quanto mi sia piaciuto il modo di scrivere dell’autrice, non posso fare a meno di sconsigliarlo a chi è più sensibile sull’argomento e di chiedermi se potrebbe dare alcune idee malsane sulla perdita di peso ad alcuni lettori.